Nel panorama della sicurezza sul lavoro, il rischio elettrico viene spesso percepito come un adempimento burocratico.
Tuttavia, la cronaca degli infortuni ci ricorda costantemente che l’elettricità non perdona la superficialità. Per gestire davvero la sicurezza, occorre superare la “cultura della carta” e comprendere che l’esternalizzazione delle attività non equivale mai a una delega della responsabilità.
Il Rischio Elettrico non è solo Valutazione Documentale
Molte aziende cadono nell’errore di considerare la sicurezza elettrica come un obiettivo raggiunto una volta ottenuta la conformità documentale. Sebbene il rispetto delle norme tecniche (come la CEI 11-27 o la CEI 64-8) sia la base imprescindibile, la sicurezza reale si gioca sul campo, attraverso la manutenzione regolare, l’aggiornamento documentale e il comportamento corretto.
La distanza tra il “Dichiarato” e il “Reale”
Un impianto può essere perfettamente a norma sulla carta, ma diventare letale a causa di un intervento di manutenzione improvvisato o di un bypass temporaneo di una protezione. La valutazione del rischio elettrico deve essere un processo dinamico che tiene conto di ogni modifica apportata all’impianto. Non è sufficiente elencare i dispositivi di protezione individuale che i lavoratori devono indossare; è necessario aggiornare puntualmente la documentazione e verificare costantemente che tutti i DPI previsti siano integri, testati e, soprattutto, effettivamente utilizzati.
L’importanza della cultura operativa
Il rischio elettrico è spesso “invisibile”. A differenza di un carico sospeso o di una lama, un conduttore in tensione non manifesta il pericolo finché non avviene il contatto. Per questo motivo, la vera prevenzione passa per:
- Addestramento pratico: Superare la formazione teorica in aula per passare a simulazioni reali di messa in sicurezza (fuori tensione) o lavoro sotto tensione.
- Manutenzione predittiva: Non limitarsi alle verifiche di legge, ma monitorare costantemente lo stato di isolamento e l’efficienza degli interruttori differenziali.
- Procedure di Lockout/Tagout (LOTO): Implementare sistemi fisici di blocco che impediscano la riattivazione accidentale dell’energia durante i lavori.
Senza questi elementi, il DVR rimane un elemento effimero che non protegge il lavoratore e, in sede giudiziaria, non esonera il datore di lavoro se emerge una discrepanza tra le procedure scritte e la prassi quotidiana.
Ditte Esterne: L’illusione dello scarico di responsabilità
Un malinteso diffuso tra i committenti è l’idea che, affidando un lavoro elettrico complesso a una ditta esterna specializzata, la responsabilità della sicurezza ricada interamente su quest’ultima. Questo è, sia dal punto di vista normativo (D.Lgs. 81/08) che giurisprudenziale, un errore pericoloso.
Le Responsabilità
Il committente ha l’obbligo giuridico di scegliere ditte tecnicamente idonee. Non basta verificare l’iscrizione alla Camera di Commercio; occorre accertarsi che il personale dell’appaltatore possieda le qualifiche specifiche (PES – Persona Esperta, PAV – Persona Avvertita, PEI – Persona Idonea ai lavori sotto tensione).
Inoltre, il committente mantiene il dovere di vigilare affinché la ditta esterna operi seguendo le norme di sicurezza e non crei rischi interferenziali con l’attività ordinaria dell’azienda.
Il DUVRI Non un modulo, ma uno strumento di coordinamento
Il Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali (DUVRI) non deve essere una mera formalità allegata al contratto. Nel caso di lavori elettrici, il coordinamento è vitale. Se un elettricista esterno lavora su un quadro, chi garantisce che un dipendente dell’azienda committente non riattivi l’interruttore generale per errore?
Le responsabilità del committente includono:
- Informazione: Fornire dettagli precisi sulla planimetria degli impianti e su eventuali rischi specifici del sito.
- Coordinamento: Definire chi fa cosa, quando e in che modo le attività dell’appaltatore impattano sulla sicurezza globale.
- Controllo: Se un preposto del committente nota un lavoratore esterno operare senza protezioni, ha l’obbligo di intervenire e, se necessario, sospendere i lavori.
Verso una gestione integrata
La valutazione del Rischio Elettrico è un mosaico dove ogni tessera — documentale, tecnica e comportamentale — deve incastrarsi perfettamente. Delegare l’esecuzione materiale del lavoro non significa delegare la tutela della vita umana.
In caso di infortunio, la magistratura analizzerà non solo se la ditta esterna ha sbagliato, ma se il committente ha creato le condizioni affinché l’errore potesse accadere o se ha ignorato segnali di pericolo evidenti durante l’esecuzione dell’appalto. La responsabilità è un filo conduttore che lega il proprietario dell’impianto all’ultimo degli operatori in campo.
Investire nella corretta Valutazione del Rischio Elettrico significa smettere di compilare moduli per “evitare sanzioni” e iniziare a gestire i processi per “evitare gli infortuni”. La vera protezione nasce dalla consapevolezza che l’elettricità è un rischio tecnico che richiede una gestione umana, costante e condivisa tra committenti e appaltatori.
