Nel panorama della sicurezza sul lavoro, la Movimentazione Manuale dei Carichi (MMC) rappresenta una delle sfide più persistenti e diffuse. Nonostante l’automazione crescente, molteplici settori — dalla logistica all’assistenza sanitaria, dall’edilizia all’agricoltura — richiedono ancora uno sforzo fisico diretto da parte dei lavoratori.
Se non gestita correttamente, la MMC è la causa primaria di patologie muscoloscheletriche (DMS), che rappresentano circa il 60% di tutte le malattie professionali nell’Unione Europea. Per prevenire questi rischi, l’approccio moderno si fonda su due pilastri interconnessi: la valutazione ergonomica e la sorveglianza sanitaria.
Il Quadro Normativo e il Concetto di Rischio
In Italia, il punto di riferimento è il D.Lgs. 81/08 (Testo Unico sulla Sicurezza), in particolare il Titolo VI. La norma stabilisce che il datore di lavoro deve, in primis, cercare di evitare la movimentazione manuale ricorrendo ad attrezzature meccaniche. Qualora ciò non sia possibile, sorge l’obbligo di valutare il rischio e adottare misure correttive.
Il rischio non è determinato solo dal peso dell’oggetto, ma da una combinazione di fattori:
- Caratteristiche del carico: Peso, ingombro, stabilità e scivolosità.
- Sforzo fisico richiesto: Frequenza dei sollevamenti e torsioni del tronco.
- Caratteristiche dell’ambiente: Spazi ristretti, pavimenti scivolosi o dislivelli.
- Fattori individuali: Idoneità fisica, formazione e abbigliamento del lavoratore.
La Valutazione Ergonomica: Il Metodo NIOSH
La valutazione non può essere soggettiva. Per dare scientificità all’analisi, si utilizzano metodologie standardizzate, tra cui spicca il metodo NIOSH (National Institute for Occupational Safety and Health), recepito dalla norma ISO 11228-1.
Il metodo si basa sul calcolo del Limite di Carico Raccomandato (RWL). Partendo da un “carico massimo costante” in condizioni ideali (solitamente 25 kg per gli uomini e 15-20 kg per le donne), si applicano diversi coefficienti moltiplicatori che riducono questo peso in base a:
Distanza orizzontale del carico dal corpo.
Altezza verticale all’inizio del sollevamento.
Dislocazione verticale (il tragitto del peso).
Angolo di asimmetria (torsione del busto).
Frequenza dei sollevamenti al minuto.
Qualità della presa (maniglie o assenza di esse).
Il risultato è l’Indice di Sollevamento (IS). Se l’indice è superiore a 1, il rischio è presente e richiede un intervento immediato sulla progettazione del posto di lavoro.
Ergonomia Organizzativa e Posturale
L’ergonomia non riguarda solo il “momento del sollevamento”, ma l’intero sistema di lavoro. Una corretta valutazione deve considerare le pause, la rotazione delle mansioni e la formazione specifica.
Insegnare a un lavoratore a piegare le gambe anziché la schiena è fondamentale, ma è altrettanto cruciale che l’ambiente sia progettato per permettergli di farlo. Ad esempio, scaffalature poste ad altezze comprese tra le mani e le spalle riducono drasticamente lo stress biomeccanico sulla colonna vertebrale.
La Sorveglianza Sanitaria: Il Ruolo del Medico Competente
Mentre la valutazione ergonomica analizza l’ambiente, la sorveglianza sanitaria si concentra sulla persona. È il processo attraverso il quale il Medico Competente monitora lo stato di salute dei lavoratori esposti al rischio MMC.
Le fasi principali includono:
- Visita medica preventiva: Per verificare l’assenza di controindicazioni (es. ernie discali pregresse, patologie croniche) prima dell’assegnazione alla mansione.
- Visite periodiche: Per intercettare precocemente i “segnali sentinella” (mal di schiena ricorrente, parestesie, dolori articolari) prima che diventino patologie invalidanti.
- Giudizio di idoneità: Il medico può emettere un giudizio di idoneità totale, parziale (con limitazioni di peso o tempo) o inidoneità temporanea/permanente.
La sorveglianza non è un atto burocratico, ma un importante strumento di verifica: se un numero elevato di lavoratori nello stesso reparto lamenta dolori lombari, significa che la valutazione del rischio iniziale era sottostimata o che le misure di prevenzione non sono efficaci.
Prevenzione Attiva e Nuove Tecnologie
Il futuro della gestione della MMC vede l’integrazione di tecnologie avanzate. In molti centri logistici stanno prendendo piede gli esoscheletri passivi, strutture indossabili che riducono l’affaticamento muscolare durante il sollevamento senza l’ausilio di motori, agendo tramite molle o pistoni a gas che ridistribuiscono il carico.
Tuttavia, la tecnologia non sostituisce la prevenzione primaria. La strategia vincente resta quella dei “tre livelli”:
Tecnico: Ausili meccanici (carrelli, sollevatori, ventose).
Organizzativo: Riduzione dei turni pesanti e miglioramento del layout del magazzino.
Formativo: Addestramento continuo sull’uso dei DPI e sulle tecniche di movimentazione.
La sorveglianza e la valutazione della movimentazione manuale dei carichi non sono solo obblighi di legge, ma investimenti sulla produttività. Un lavoratore che non soffre di DMS è un lavoratore più efficiente, con meno assenze per malattia e una maggiore vita professionale utile.
Affrontare il rischio MMC richiede una visione olistica: la precisione matematica delle formule ergonomiche deve incontrarsi con la sensibilità clinica della sorveglianza sanitaria, il tutto inserito in una cultura aziendale che metta la salute dell’apparato muscoloscheletrico al centro della propria strategia.
