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Sei qui: Home » Notizie » ☀️Sole Amico o Nemico? Le Radiazioni Ottiche Naturali e la Sicurezza sul Lavoro 👷

☀️Sole Amico o Nemico? Le Radiazioni Ottiche Naturali e la Sicurezza sul Lavoro 👷

Pubblicato il 10 Ottobre 2025 Categorie Notizie

Le Radiazioni Ottiche Naturali e la Sicurezza sul Lavoro

Il sole è vita, energia, e benessere. Chi non ama sentire il calore sulla pelle? Eppure, per moltissimi lavoratori, quella stessa fonte di energia può trasformarsi in un rischio professionale serio. Parliamo delle Radiazioni Ottiche Naturali (RON), un pericolo spesso sottovalutato ma chiaramente normato dalla legge.

Le RON: Cosa Sono e Perché Riguardano la Tua Sicurezza

Le RON non sono altro che l’energia emessa dal sole lungo tutto lo spettro elettromagnetico. Dal calore avvolgente dell’Infrarosso (IR) alla luce che ci permette di vedere (Visibile, VIS), il sole è una centrale inesauribile.

La vera insidia, però, risiede nella componente Ultravioletta (UV). Invisibili ai nostri occhi, i raggi UV sono classificati in tre tipologie in base alla lunghezza d’onda, e sono i principali responsabili degli effetti dannosi sulla salute:

  • UVA – Ultravioletta A
  • UVB – Ultravioletta B
  • UVC – Ultravioletta C

I Due Volti del Sole: Benefici e Danni Invisibili

L’esposizione solare non è solo negativa: è cruciale per la sintesi della Vitamina D e può essere un coadiuvante nel trattamento di alcune patologie cutanee croniche, come la psoriasi. Ma non possiamo ignorare il lato oscuro: l’eccesso espone a rischi per la pelle e per gli occhi.

Danni alla Pelle e agli Occhi

Effetti Acuti (Immediati):

  • Cute: Ustioni dolorose, reazioni di fotosensibilità, peggioramento di malattie cutanee.
  • Occhi: Foto-congiuntivite, foto-cheratite (la “neve cecità).

Effetti Cronici (a Lungo Termine)

  • Cute: Foto-invecchiamento (rughe, alterazioni), cheratosi attinica e, soprattutto, tumori cutanei.
  • Occhi: Cataratta, tumori oculari, degenerazione maculare.

Quando il Rischio Sale?

È fondamentale sapere che l’intensità della luce UV non è costante. È amplificata da diversi fattori:

  • Orario e Stagione: Massima tra le 10:00 e le 16:00 d’estate.
  • Geografia: Aumenta ad altitudini elevate (montagna) o a latitudini basse (vicino all’equatore).
  • Meteo: Sebbene le nubi pesanti filtrino, i raggi UV passano tranquillamente attraverso nubi leggere, nebbia e persino 30 cm di acqua limpida.
  • Ozono: L’assottigliamento dello strato di ozono nelle latitudini settentrionali è un fattore che fa aumentare la quantità di UV che arriva a terra.

RON: Un Rischio Reale per Molte Categorie di Lavoratori

Non è solo un rischio per i bagnanti; è un rischio occupazionale per tutti coloro che operano con continuità all’aperto. Le patologie fotoindotte sono un dato di fatto per chi svolge attività come:

  • Agricoltura, floricoltura, giardinaggio, lavori forestali.
  • Edilizia e cantieristica (stradale, ferroviaria, navale).
  • Attività marittime (pesca, lavori portuali).
  • Operazioni in ambienti estremi (cave, miniere a cielo aperto, impianti di risalita).
  • Professioni turistiche e sportive (addetti alla balneazione, maestri di sci, istruttori sportivi all’aperto).

La Legge Non Ammette Ignoranza: Cosa Prevede il D.Lgs. 81/2008

La domanda cruciale è: il datore di lavoro deve occuparsene? Assolutamente sì.

L’Articolo 28 del D.Lgs. 81/2008 non lascia spazio a interpretazioni: impone la valutazione di “…tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori…”.

Se la mansione comporta una significativa esposizione alla luce solare, il datore di lavoro ha l’obbligo di:

  1. Effettuare una valutazione dei rischi specifica.
  2. Adottare adeguate misure di prevenzione e protezione.

Come si Struttura la Valutazione

Questa valutazione è un processo serio che richiede la collaborazione tra personale qualificato, il Medico Competente e il RSPP. Per l’analisi tecnica, ci si avvale di linee guida riconosciute, come i criteri esposti nel documento ICNIRP 14/2007 (“Protection Work From Ultraviolet Radiation”).

Un approccio efficace non si limita a misurare la radiazione, ma valuta l’efficacia delle buone pratiche già in atto, come l’uso di indumenti, l’ombra disponibile o la pianificazione dell’orario di lavoro, per capire quanto il rischio sia effettivamente ridotto.

Prevenzione e Protezione: I Tre Pilastri

Al termine della valutazione, si definiscono strategie operative (diverse per estate e inverno), che spaziano su tre livelli:

  1. Misure Organizzative: Rimodulazione degli orari di lavoro per evitare le ore di picco (10-16).
  2. Misure Tecniche: Installazione di schermature e coperture (ove tecnicamente possibile).
  3. DPI (Dispositivi di Protezione Individuale): Fornitura di indumenti protettivi, occhiali da sole con filtri adeguati e creme solari (da considerare a tutti gli effetti DPI).

Attenzione Speciale: Un capitolo a parte è dedicato ai soggetti più sensibili al rischio, come le donne in gravidanza, gli albini, le persone con fototipo 1-2 (pelle molto chiara), o coloro che soffrono di patologie cutanee/oculari preesistenti. Per questi lavoratori, la tutela deve essere ancora più rigorosa.

In sintesi, la lotta contro i rischi da RON è una questione di consapevolezza e pianificazione. Proteggere i lavoratori all’aperto significa non solo rispettare la legge, ma investire concretamente nella loro salute a lungo termine.

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