• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar

Stillab

Analisi, Formazione & Consulenza

  • Home
  • Chi siamo
    • Chi siamo
    • Politica Aziendale
    • Vision & mission
  • MOGC 231
    • MOGC 231/2001
    • Codice Etico
  • Whistleblowing
    • Procedura Whistleblowing
    • Informativa minima
  • Report di Sostenibilità
    • Analisi di materialità
    • Bilancio / Report di Sostenibilità
    • Carbon footprint
    • ESG Report
  • Analisi
    • Laboratorio analisi
    • Strumenti e prelievi
  • Formazione
  • Consulenza
    • Il servizio
    • Area ambiente
    • Area sicurezza
    • Health & Safety Engineering
  • Clienti
  • News
    • Tutte le news
    • Archivio Newsletter
  • Contatti
  • Area Clienti
    • Carrello
    • My Stillab
    • Documenti generali corsi
    • Istruzioni di Prelievo
    • Segnalazioni
    • Questionario qualità corsi
    • Questionario qualità servizi consulenza
    • Questionario Qualità Servizi Laboratorio
  • Mobility management
  • Sistemi di gestione
  • Lavora con noi
  • Show Search
Hide Search
  • Analisi
    • Laboratorio analisi
    • Strumenti e prelievi
  • Formazione
    • Sicurezza
    • Soft Skills
    • Ambiente
  • Consulenza
    • Il servizio
    • Area ambiente
    • Area sicurezza
    • Health & Safety Engineering
  • GreenSTILLAB
  • Mobility management
  • Sistemi di gestione
  • Stillab Digital
Sei qui: Home » Notizie » La Nuova Era della Gestione Amianto: Guida Pratica al D.Lgs. 213/2025

La Nuova Era della Gestione Amianto: Guida Pratica al D.Lgs. 213/2025

Pubblicato il 18 Febbraio 2026 Categorie Notizie

 

L’entrata in vigore del D.Lgs. 213/2025 segna un punto di svolta cruciale per la sicurezza sul lavoro in Italia. Non si tratta di una rivoluzione copernicana che cancella il passato, ma di un robusto “aggiornamento di sistema” al Titolo IX, Capo III del D.Lgs. 81/2008. Recependo la Direttiva (UE) 2023/2668, il legislatore ha alzato l’asticella: l’obiettivo non è più solo “gestire” l’amianto, ma garantire una tracciabilità tecnica e sanitaria millimetrica.

Per le aziende, i tecnici della prevenzione e i coordinatori della sicurezza, questo significa passare da una gestione spesso formale a un processo tecnico strutturato.

Oltre la “Presunzione di Assenza”: Una Valutazione Dinamica

Fino ad oggi, molte valutazioni del rischio si basavano su dichiarazioni generiche o censimenti datati. Il D.Lgs. 213/2025 chiude la porta alle zone grigie interpretative.

La valutazione del rischio diventa un processo tecnico documentato che non può prescindere da un’identificazione preventiva dei Materiali Contenenti Amianto (MCA). Questo è particolarmente critico per le attività non specificamente di bonifica, come:

  • Manutenzioni ordinarie su impianti datati.
  • Ristrutturazioni parziali di edifici civili e industriali.
  • Interventi di emergenza su tubazioni o coperture.

Un cambiamento fondamentale riguarda le ipotesi di esposizione “sporadica e di debole intensità” (ESEDI). Non saranno più ammessi automatismi: ogni deroga deve essere giustificata tecnicamente e contestualizzata all’attività specifica, rendendo la valutazione del rischio un documento “vivo” e non più statico.

Il Valore Limite: Riduzione di 10 Volte e “Trigger” Operativo

L’aspetto forse più impattante a livello operativo è la drastica riduzione del valore limite di esposizione.

Parametro Vecchio Limite (D.Lgs. 81/08) Nuovo Limite (D.Lgs. 213/25)
Limite di Esposizione (TWA 8h) $0,1$ fibre/cm³ $0,01$ fibre/cm³
Metodologia Standard MOCF (Ottica) SEM (Elettronica) post-2029

Il nuovo limite di $0,01$ fibre/cm³ non è solo un parametro di conformità: è un vero e proprio trigger operativo. Il superamento di questa soglia impone l’immediata sospensione dei lavori. La ripresa è consentita solo dopo l’adozione di misure correttive documentate, il che richiede alle imprese di avere procedure di emergenza già pronte e testate.

La Transizione Tecnologica: Dalla MOCF alla SEM

Per rilevare concentrazioni così basse, la vecchia microscopia ottica (MOCF) non è più sufficiente. Il decreto stabilisce un percorso di transizione:

  • Fino al 20 dicembre 2029: Regime transitorio.
  • Dal 21 dicembre 2029: La Microscopia Elettronica a Scansione (SEM) diventerà lo standard di riferimento.

La SEM permette di individuare fibre molto più sottili, invisibili all’ottica. Per le aziende, questo si traduce nella necessità di revisionare i capitolati di monitoraggio e verificare preventivamente che i laboratori incaricati siano tecnicamente attrezzati per questa sensibilità analitica.

Coordinamento e Documentazione: Addio ai “Compartimenti Stagni”

Il D.Lgs. 213/2025 amplia il campo di applicazione a ogni attività che possa comportare il rilascio di fibre. Di conseguenza, aumenta l’interazione tra i vari attori della sicurezza. La gestione dei rischi non può più essere isolata nel singolo Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), ma deve fluire coerentemente attraverso:

  1. DUVRI: Per le interferenze in siti con presenza di MCA.
  2. PSC e POS: Per i cantieri edili e le manutenzioni.
  3. Notifica all’organo di vigilanza: Che diventa un documento ad alto contenuto tecnico (quantità, tipologie, tecniche operative e stima dell’esposizione).

Gestire la documentazione a “compartimenti stagni” oggi rappresenta un rischio sanzionatorio e legale elevatissimo.

La Memoria dell’Esposizione: Sorveglianza e Registri

Data la lunghissima latenza delle patologie asbesto-correlate, il decreto rafforza la dimensione pluridecennale della tutela.

  • Sorveglianza Sanitaria: Continua anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro.
  • Registri di Esposizione: Diventano strumenti probatori fondamentali.

L’integrazione tra dati tecnici (monitoraggi ambientali) e dati sanitari (cartelle cliniche) è il pilastro su cui si fonda la memoria storica dell’esposizione, a tutela sia del lavoratore che della responsabilità del datore di lavoro.

Verso una Maggiore Solidità Tecnica

In sintesi, il D.Lgs. 213/2025 non richiede di cambiare “cosa” facciamo, ma “come” lo dimostriamo. La parola d’ordine è dimostrabilità. Ogni scelta tecnica, dall’uso di un determinato DPI alla scelta di una tecnica di rimozione, deve essere supportata da dati certi e misurazioni accurate.

I sistemi di gestione della sicurezza (SGSL) dovranno essere aggiornati per assorbire queste novità, riducendo la discrezionalità e puntando su una formazione dei lavoratori sempre più specialistica.

Notizie

Primary Sidebar

Archivio corsi

  • Tutti
  • Sicurezza
  • Soft Skills
  • Ambiente
  • In aula
  • E-learning
  • FAD – Formazione a distanza

Articoli recenti

  • Dichiarazione MUD 2026: novità, scadenze e obblighi per le imprese 18 Marzo 2026
  • RENTRI e FIR DIGITALE: IL GOVERNO CONFEMRA LA PROROGA 2 Marzo 2026
  • Ricerca Specialista Commerciale 2 Marzo 2026
  • PROTOCOLLO LEGIONELLA: GUIDA ALLA SICUREZZA E ALLA PREVENZIONE 27 Febbraio 2026
  • Inquinanti Organici Persistenti (POP): Nuove restrizioni con il Regolamento (UE) 2025/1482 26 Febbraio 2026

Archivio news

News da puntosicuro.it

Un modo semplice e comodo per condividere con te le notizie più interessanti direttamente dalle fonti che consultiamo. L’aggiornamento costante è una parte integrante del nostro lavoro: solo così possiamo offrire servizi sempre conformi e in linea con le esigenze delle aziende. Siamo curiosi e lavoriamo con passione e in questa sezione condividiamo con te tutto quello che impariamo.

RSS News da puntosicuro.it

  • L'utilizzo delle nuove tecnologie nelle attività di vigilanza
    La prevenzione nei luoghi di lavoro può migliorare grazie all'utilizzo delle nuove tecnologie nelle attività di vigilanza. Un contributo del medico del lavoro Elpidio Maria Garzillo e del tecnico della prevenzione Antonio Spacone.
  • Piano integrato sicurezza lavoro 2026: attuazione, prevenzione e promozione
    Il Piano integrato SSL 2026 prevede azioni di prevenzione e protezione e attività di vigilanza, con coordinamento del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e coinvolgimento di INAIL e INL.
  • Bando Isi, rischio stradale, decreto sicurezza e near miss
    Inail ha incontrato i consulenti del lavoro per approfondire il bando ISI, discutere la gestione del rischio stradale, l'analisi dei near miss e le novità del decreto sicurezza, promuovendo migliori pratiche per la salute e sicurezza dei lavoratori.

Vuoi restare sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter

 

STILLAB S.r.l.

C.so Indipendenza, 53, 10086 Rivarolo Canavese (To)

TEL. +39 0124 28436
FAX +39 0124 25909
MAIL offerte@stillab.it
PEC stillab@pec.it

Lavora con noi

Seguici su Linkedin

Sitemap

 

 


Consulenza e Formazione per ambiente, igiene e sicurezza sul lavoro certificata UNI EN ISO 9001:2015 · n° 5545/01/S

 

Stillab ha conseguito l’Accreditamento dalla Regione Piemonte nell’ambito della formazione Corsi Riconosciuti (N° 765/001 del 25/09/2006) per l’erogazione di corsi di formazione e di abilitazione attrezzature di lavoro, inserita nell’elenco dei soggetti autorizzati per i corsi R.S.P.P., A.S.P.P., Datori di Lavoro R.S.P.P. e attrezzature (codice A047/2013)

 

Laboratorio inserito nel Circuito di qualificazione per l’analisi dell’amianto ai sensi del DM 14 maggio 1996 art. 5 e s.m.i. con il N. 560PIE30

 

Laboratorio iscritto con il n. di registrazione 71 (protocollo del 07/01/2019) nell’elenco Regionale dei Laboratori di Analisi per l’esecuzione di prove analitiche relative all’autocontrollo per le industrie alimentari.

© 2021 Stillab S.r.l. C.F. / P.I. 09939360013. Tutti i diritti riservati · Condizioni di Vendita
Privacy Policy · Cookie Policy · Preferenze cookie
Capitale sociale Euro 80.000 Int.Vers. · Registro Imprese di Torino n. 09939360013 · R.E.A. Torino n. 1092891