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	<title>gas radon &#8226; Stillab</title>
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	<description>Analisi, Formazione &#38; Consulenza</description>
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	<title>gas radon &#8226; Stillab</title>
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		<title>Le nuove normative sul Radon nei luoghi di lavoro</title>
		<link>https://stillab.it/le-nuove-normative-sul-radon-nei-luoghi-di-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Chirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jan 2021 09:27:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[gas radon]]></category>
		<category><![CDATA[pericolo radon]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come gi&#224; detto in questo articolo, dal 12 agosto 2020 &#232; possibile leggere sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 31 luglio 2020 n. 101, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall&#8217;esposizione alle radiazioni ionizzanti. Quali sono le principali novit&#224; in materia di radioprotezione? Scopriamolo insieme. COS&#8217;&#200; IL RADON&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<html><body><p>Come gi&agrave; detto in questo articolo, dal 12 agosto 2020 &egrave; possibile leggere sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 31 luglio 2020 n. 101, che stabilisce <strong>norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall&rsquo;esposizione alle radiazioni ionizzanti</strong>. Quali sono le principali <strong>novit&agrave;</strong> in materia di radioprotezione? Scopriamolo insieme.</p>
<h2>COS&rsquo;&Egrave; IL RADON</h2>
<p>Il radon &egrave; un <strong>gas radioattivo</strong> che proviene dal <strong>decadimento dell&rsquo;uranio</strong> presente nelle rocce, nel suolo e nei materiali da costruzione. Si forma nel sottosuolo e si allontana dal sito di formazione per fuoriuscire nell&rsquo;atmosfera. La sua radioattivit&agrave; si misura in <strong>Becquerel (Bq)</strong>, ovvero la trasformazione di un nucleo atomico al secondo, e la sua concentrazione dell&rsquo;aria viene espressa in <strong>Bq/m&sup3;</strong>, cio&egrave; il numero di trasformazioni che avvengono in un secondo su un m&sup3; di aria. Le concentrazioni di <strong>radon outdoor</strong> sono molto basse mentre, all&rsquo;interno degli edifici (<strong>radon indoor</strong>), questo gas pu&ograve; penetrare e permanere raggiungendo elevate quantit&agrave;. Per questa ragione il radon viene considerato un <strong>fattore di rischio sanitario</strong> tipico degli ambienti confinati.</p>
<p>Il radon &egrave; presente negli ambienti di vita e di lavoro, negli uffici pubblici e ricreativi. La sua concentrazione &egrave; influenzata da diversi fattori, tra i quali riconosciamo:</p>
<ul>
<li>natura geologica del sito;</li>
<li>materiali da costruzione utilizzati;</li>
<li>tipologia costruttiva;</li>
<li>modalit&agrave; di ventilazione.</li>
</ul>
<p>In alcuni casi, il radon raggiunge concentrazioni tali da rappresentare un <strong>significativo rischio per la salute</strong> di chi vi &egrave; costantemente esposto. Per questi motivi, &egrave; considerato la<strong> seconda causa di cancro al polmone (5-20% dei casi) dopo il fumo di tabacco</strong>: ogni anno, in Italia, i casi sono compresi tra i 1500 e i 5500.</p>
<p><strong>Non esiste per&ograve; un valore-soglia al di sotto del quale l&rsquo;esposizione al radon &egrave; considerata priva di rischi</strong>. Pertanto &egrave; sempre necessario che le condizioni di radon indoor siano <strong>le pi&ugrave; basse possibili</strong>.</p>
<h2>LE NOVIT&Agrave; DEL DECRETO</h2>
<p>Il Decreto Legislativo 31 luglio 2020 n. 101 prende in considerazione tutti i diversi campi di applicazione delle radiazioni ionizzanti <strong>regolamentando</strong>:</p>
<ul>
<li>la sicurezza degli impianti, delle installazioni nucleari e delle materie radioattive;</li>
<li>la protezione sanitaria delle persone soggette a esposizione alle radiazioni (esposizioni professionali, esposizioni per finalit&agrave; mediche, esposizioni ambientali);</li>
<li>la sorveglianza, la gestione e il controllo delle spedizioni dei rifiuti radioattivi;</li>
<li>la gestione del combustibile nucleare esaurito.</li>
</ul>
<p>Rispetto al quadro normativo vigente in precedenza, esistono delle <strong>importanti novit&agrave;</strong> in merito alla protezione dall&rsquo;esposizione da radon sia negli ambienti quotidiani che in quelli deputati al lavoro:</p>
<ul>
<li>concentrazione media annua di <strong>300 Bq/m&sup3;</strong> (luoghi di lavoro, abitazioni costruite prima del 31-12-2014);</li>
<li>le abitazioni costruite dopo il 31-12-2014 hanno un livello di riferimento pi&ugrave; basso, pari a <strong>200 Bq/m&sup3;</strong>;</li>
<li>analisi dei materiali da costruzione utilizzati, attraverso caratterizzazione e valutazione per la radioprotezione degli edifici e ambienti in cui verranno impiegati.</li>
</ul>
<p>Le norme relative alla protezione del radon nei luoghi di lavoro si applicano alle attivit&agrave; svolte in:</p>
<ul>
<li>luoghi di lavoro sotterranei;</li>
<li>luoghi di lavoro in locali semisotterranei o al piano terra (se ubicati in aree prioritarie);</li>
<li>stabilimenti termali;</li>
<li>specifiche tipologie di luoghi di lavoro identificate nel Piano Nazionale d&rsquo;azione per il radon.</li>
</ul>
<p>Quest&rsquo;ultimo Piano sar&agrave; adottato <strong>entro il 27 agosto 2021</strong> e sulla base di questo le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano dovranno individuare, <strong>entro 24 mesi dall&rsquo;adozione</strong>, le aree prioritarie per la riduzione dei livelli di concentrazione di radon nell&rsquo;aria.</p>
<h2>GLI OBBLIGHI DEGLI ESERCENTI</h2>
<p>Gli esercenti sono <strong>obbligati a fare una prima valutazione della concentrazione media annua</strong> di attivit&agrave; di radon in aria, <strong>entro 24 mesi </strong>decorrenti da:</p>
<ul>
<li>inizio dell&rsquo;attivit&agrave; in locali sotterranei e stabilimenti termali;</li>
<li>definizione delle aree a rischio (luoghi di lavoro in locali semisotterranei o al piano terra);</li>
<li>identificazione nel Piano nazionale d&rsquo;azione per il radon (specifiche tipologie di luoghi di lavoro).</li>
</ul>
<p>Le misure devono essere ripetute:</p>
<ul>
<li>ogni 8 anni se il valore di concentrazione &egrave; inferiore a 300 Bq/m&sup3;;</li>
<li>ogni volta che si intervenga nella struttura a livello di attacco a terra o isolamento termico;</li>
</ul>
<p><strong>Se il limite di 300 Bq/m&sup3;</strong> <strong>viene superato</strong>, l&rsquo;esercente &egrave; <strong>obbligato</strong> ad adottare misure correttive per abbassare il livello sotto il valore di riferimento, avvalendosi di un esperto in interventi di risanamento radon. Le misure devono essere completate <strong>entro due anni </strong>e la loro efficacia deve essere <strong>verificata mediante nuova misurazione</strong>. L&rsquo;esercente deve garantire <strong>il mantenimento nel tempo</strong> dell&rsquo;efficacia delle misure correttive. A tal fine deve <strong>ripetere le misurazioni con cadenza quadriennale</strong>. Se i valori della concentrazione di radon in aria risultano <strong>ancora superiori a 300 Bq/m&sup3;</strong>, l&rsquo;esercente, con l&rsquo;ausilio di un esperto in radioprotezione, deve effettuare la valutazione delle dosi efficaci annue ai lavoratori.</p>
<ul>
<li>Se la dose risulta inferiore a 6 mSv/anno, l&rsquo;esercente &egrave; tenuto a controllare la dose fino alla verifica dell&rsquo;efficacia delle ulteriori misure correttive;</li>
<li>Se la dose &egrave; superiore a 6 mSv/anno, i lavoratori verranno classificati come <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/08/12/20G00121/sg" class="a-breath">esposti</a>.</li>
</ul>
<h2>PERCH&Eacute; SCEGLIERE STILLAB?</h2>
<p>Stillab &egrave; in grado, grazie a tecnici specializzati, di <strong>effettuare tutte le valutazioni del rischio radon, come richiesto dal Decreto Legislativo 31 luglio 2020 n. 101</strong>. Se hai bisogno di una <strong>consulenza</strong> oppure supponi che i tuoi lavoratori e la tua impresa siano esposti a questo gas, <a href="mailto:chirico@stillab.it" class="a-breath">contattaci</a>. Siamo sempre pronti a supportarti.</p>
</body></html>
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		<title>Pratiche che comportano l&#8217;impegno di radionuclidi di origine naturale (NORM)</title>
		<link>https://stillab.it/pratiche-che-comportano-limpegno-di-radionuclidi-di-origine-naturale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Chirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2020 08:18:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[gas radon]]></category>
		<category><![CDATA[pericolo radon]]></category>
		<category><![CDATA[radon]]></category>
		<category><![CDATA[radon in azienda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 27 agosto 2020 &#232; in vigore il Decreto Legislativo n. 101 del 31 luglio 2020 di recepimento direttiva 59/2013/Euratom, il quale introduce importanti novit&#224; sulla prevenzione e protezione dalle radiazioni ionizzanti, adeguando la normativa vigente a quanto previsto in UE. Scopriamo insieme quali sono le principali novit&#224; rispetto ai NORM, Naturally Occurring Radioactive Material.&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<html><body><p>Dal 27 agosto 2020 &egrave; in vigore il Decreto Legislativo n. 101 del 31 luglio 2020 di recepimento direttiva 59/2013/Euratom, il quale introduce<strong> importanti novit&agrave; sulla prevenzione e protezione dalle radiazioni ionizzanti</strong>, adeguando la normativa vigente a quanto previsto in UE. Scopriamo insieme quali sono le principali novit&agrave; rispetto ai <strong>NORM</strong>, Naturally Occurring Radioactive Material.</p>
<h2>COSA SONO I NORM</h2>
<p>I NORM sono <strong>materiali di solito non considerati radioattivi </strong>ma che naturalmente contengono <strong>radionuclidi</strong>. Sono tenuti sotto controllo per garantire la protezione di lavoratori e pubblico. I <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Naturally_occurring_radioactive_material" class="a-breath">NORM</a> possono comporre la materia prima, il prodotto e i residui della lavorazione di molte attivit&agrave; industriali, nelle quali sembra non esistere un rischio radiologico ma la presenza di radioattivit&agrave; naturale pu&ograve; risultare elevata o non trascurabile. Sono presenti in alcuni processi industriali come:</p>
<ul>
<li><strong>materie prime</strong>: bauxite, fosforiti e altre;</li>
<li><strong>sottoprodotti e residui</strong>: ceneri volanti, fosfogesso, fanghi rossi, scorie di fosforo, stagno, rame e residui della produzione di acciaio e alluminio.</li>
</ul>
<p>Le industrie NORM sono quelle attivit&agrave; che utilizzano questi materiali <strong>per le loro caratteristiche chimiche o fisiche e non per la presenza di radionuclidi</strong>, quindi non per le loro propriet&agrave; radiologiche fissili o fertili.</p>
<h2>IL DECRETO LEGISLATIVO N. 101: COSA CAMBIA</h2>
<p>Il nuovo decreto disciplina le &ldquo;<strong>Pratiche che comportano l&rsquo;impiego di materiali contenenti radionuclidi di origine naturale</strong>&rdquo;, che interessano le industrie NORM. Questa parte &egrave; sicuramente quella che ha subito il cambiamento pi&ugrave; importante rispetto alla precedente normativa.</p>
<p>Le attivit&agrave; che ricadono nell&rsquo;applicazione della norma hanno<strong> l&rsquo;obbligo entro 12 mesi dall&rsquo;entrata in vigore del decreto &ndash; e dunque entro il 27 agosto 2021 &ndash; o dall&rsquo;inizio della pratica</strong>, di provvedere, avvalendosi di<strong> enti riconosciuti</strong>, alla <strong>misurazione della concentrazione</strong> delle attivit&agrave; dei materiali presenti nel ciclo produttivo e nei residui di lavorazione della propria azienda. Nel caso in cui le misurazioni <strong>superino il livello di esenzione</strong>, sar&agrave; necessario <strong>nominare un Esperto in Radioprotezione</strong>, il quale attuer&agrave; tutti gli adempimenti necessari e prescritti, per la tutela dei lavoratori dell&rsquo;impresa in questione. La relazione tecnica contenente gli esiti delle valutazioni dell&rsquo;Esperto <strong>&egrave; parte integrante della valutazione dei rischi</strong>.</p>
<p>I <strong>settori industriali</strong> che devono rispettare tali normative sono:</p>
<ul>
<li>cementifici</li>
<li>geotermia</li>
<li>impianti per la filtrazione delle acque di falda</li>
<li>cartiere</li>
<li>centrali elettriche a carbone</li>
<li>altri, consultabili in questa Tabella.</li>
</ul>
<p>Tra questi si considerano<strong> le attivit&agrave; che comportano</strong>:</p>
<ol>
<li>l&rsquo;utilizzo o lo stoccaggio dei NORM;</li>
<li>la produzione di residui o effluenti che contengono NORM;</li>
</ol>
<p>L&rsquo;esercente di queste pratiche deve provvedere alla misurazione della concentrazione di attivit&agrave; sui materiali presenti nel ciclo di produzione, sui residui e sugli effluenti.</p>
<ul>
<li>Se questi valori risultano <strong>inferiori ai livelli di esenzione</strong>, la pratica si pu&ograve; considerare esente dagli obblighi di notifica, con sola richiesta di ripetere le misurazioni di concentrazione dell&rsquo;attivit&agrave; con cadenza triennale.</li>
<li>Se, invece, i valori <strong>superano i livelli di esenzione</strong>, &egrave; necessario valutare la dose efficace ai lavoratori e all&rsquo;individuo rappresentativo e tale valutazione deve essere inviata agli enti competenti. <strong>Se la dose efficace&nbsp;non supera i livelli di esenzione</strong> non sono previsti ulteriori adempimenti salvo la ripetizione delle misure di concentrazione dell&rsquo;attivit&agrave; con cadenza triennale.</li>
<li><strong>Se i livelli di esenzione in termini di dose efficace vengono superati per i lavoratori e/o per il pubblico</strong>, si applicano le normative vigenti inerenti la protezione dalle radiazioni dei lavoratori e della popolazione.</li>
</ul>
<h2>L&rsquo;ALLONTANAMENTO DEI RESIDUI NORM</h2>
<p>Un aspetto rilevante di questo Decreto &egrave; l&rsquo;allontanamento dei residui prodotti da industrie NORM, per i quali &egrave; introdotta una classificazione tra:</p>
<ol>
<li><strong>esenti</strong>: quando il contenuto radiologico &egrave; inferiore ai livelli generali di allontanamento, ovvero i livelli di non rilevanza radiologica;</li>
<li><strong>non esenti</strong>: quando il contenuto radiologico &egrave; superiore ai livelli generali di allontanamento.</li>
</ol>
<p>I residui non esenti necessitano di autorizzazione per essere gestiti, smaltiti nell&rsquo;ambiente, riciclati e riutilizzati nel rispetto della disciplina generale delle emissioni in atmosfera e della gestione rifiuti.</p>
<p>Stillab &egrave; in grado di <a href="https://stillab.it/area-ambiente/" class="a-breath">sostenerti</a> nell&rsquo;applicazione delle nuove normative concernenti i NORM. <strong>Se sei un&rsquo;azienda produttrice</strong> di tali residui e desideri ulteriori dettagli in merito agli organismi di misura e documentazioni, o <strong>necessiti di figure professionali che ti supportino</strong> nell&rsquo;assolvimento dei nuovi obblighi, <a href="mailto:consulenza@stillab.it" class="a-breath">contattaci</a>. Siamo pronti a soddisfare tutte le tue richieste.</p>
</body></html>
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		<title>Pericolo RADON in casa e in azienda, il nemico invisibile</title>
		<link>https://stillab.it/radon-casa-azienda-nemico-invisibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Chirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2019 17:13:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ambienti confinati]]></category>
		<category><![CDATA[ASIOC]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[gas radon]]></category>
		<category><![CDATA[pericolo radon]]></category>
		<category><![CDATA[radon]]></category>
		<category><![CDATA[radon in azienda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il gas radon è la <strong>seconda causa di tumore al polmone</strong>, subito dopo il fumo di sigaretta. Un nemico insidioso di cui c'è ancora una scarsa consapevolezza. Eppure, <strong>proteggersi è possibile</strong>. Scopri come verificare il rischio radon in azienda o anche in un'abitazione privata.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<html><body><p>Sappiamo tutti che l&rsquo;esposizione agli inquinanti diffusi nell&rsquo;atmosfera, come il gas di scarico e le polveri sottili, &egrave; nociva per la nostra salute. Al contrario, c&rsquo;&egrave; ancora una <strong>scarsa consapevolezza dei rischi che derivano dal radon</strong>.</p>
<p>Per avere un&rsquo;idea della sua pericolosit&agrave;, ti basti pensare che -in quanto <strong>elemento radioattivo</strong>&ndash; il radon rappresenta una minaccia per tutti coloro che lavorano o abitano in ambienti dove la sua concentrazione supera la soglia di guardia. Un&rsquo;eventualit&agrave; tutt&rsquo;altro che insolita, visto che il radon <strong>si libera spontaneamente dalla crosta terrestre</strong> e tende ad accumularsi negli ambienti chiusi, come nei seminterrati o al piano terra degli edifici.</p>
<p>Ma andiamo con ordine e vediamo quali sono le sue caratteristiche e come puoi proteggerti.</p>
<h2>Cos&rsquo;&egrave; il radon e da dove arriva?</h2>
<p>Il radon &egrave; un <strong>gas nobile</strong>, quindi non d&agrave; luogo a reazioni chimiche pericolose e non si combina con altri elementi. &Egrave; un prodotto del decadimento radioattivo dell&rsquo;uranio, <strong>presente naturalmente all&rsquo;interno del nostro pianeta</strong> e diffuso ovunque. La sua concentrazione varia in funzione della disposizione geografica e della presenza di rocce vulcaniche nel sottosuolo.</p>
<p>Proprio perch&eacute; si tratta di un gas, il radon <strong>pu&ograve; spostarsi e sfuggire dalle porosit&agrave; del terreno, disperdendosi nell&rsquo;aria o nell&rsquo;acqua</strong>. Pu&ograve; filtrare lentamente attraverso la crosta terrestre per liberarsi in atmosfera. Cos&igrave; come pu&ograve; sciogliersi in quantitativi apprezzabili nell&rsquo;acqua di falda ed essere trasportato in superficie tramite i pozzi artesiani e geotermici.</p>
<p>I materiali edili che derivano da rocce vulcaniche (per esempio il tufo), estratti da cave o derivanti da lavorazioni dei terreni, sono ulteriori sorgenti di radon.</p>
<h2>Perch&eacute; &egrave; pericoloso per la salute?</h2>
<p>Il radon <strong>pu&ograve; aderire al pulviscolo presente nell&rsquo;aria</strong> che respiriamo ed <strong>essere veicolato all&rsquo;interno degli alveoli polmonari</strong>. Decade in circa 4 giorni, emettendo particelle ionizzanti che sono a loro volta radioattive.</p>
<p>L&rsquo;Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave; ha inserito il <strong>radon</strong> nel <a href="http://www.isprambiente.gov.it/it/temi/radioattivita-ambientale/Radon/effetti-sulla-salute" target="_blank" rel="noopener" class="a-breath">Gruppo 1 delle sostanze con evidenza di cancerogenicit&agrave;</a>, il livello pi&ugrave; alto. &Egrave; considerato la <strong>seconda causa di tumore al polmone</strong>, subito dopo il fumo di sigaretta. Alcuni studi evidenziano addirittura una sinergia tra le due sostanze.</p>
<p>Ci&ograve; che rende il radon particolarmente insidioso &egrave; la sua <strong>presenza inodore e invisibile</strong>, che non pu&ograve; essere percepita se non tramite misurazioni strumentali.</p>
<h2>Gli obblighi per i datori di lavoro</h2>
<p>Gli <strong>ambienti a diretto contatto con il suolo</strong>, quali cantine e seminterrati, sono <strong>i pi&ugrave; esposti al rischio radon</strong>. Il gas, infatti, si accumula negli ambienti confinati fino a raggiungere concentrazioni considerate dannose dalla normativa vigente.</p>
<p>Il <a href="http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2000-08-31&amp;atto.codiceRedazionale=000G0271&amp;elenco30giorni=false" target="_blank" rel="noopener" class="a-breath">D.Lgs. 241 del 2000</a> individua per gli ambienti lavorativi una concentrazione massima di 500 Bq/m3. Se sei un <strong>datore di lavoro</strong>, sei tenuto a <strong>monitorare </strong>periodicamente<strong> l&rsquo;esposizione dei tuoi dipendenti </strong>all&rsquo;inquinante. Mentre gli enti di controllo (ARPA e ASL) vigilano sull&rsquo;applicazione delle disposizioni e sullo stato di salute dei lavoratori.</p>
<p>Nel caso la <strong>concentrazione</strong> risulti <strong>superiore al limite</strong> di riferimento, &egrave; importante che tu provveda all&rsquo;esecuzione di <strong>interventi di bonifica pi&ugrave; o meno complessi</strong>. Dalla maggiore ventilazione dei locali sino all&rsquo;applicazione di una depressione intorno agli edifici.</p>
<h2>Come si determina la presenza del radon?</h2>
<p>Le <a href="http://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2001/11/27/276/so/252/sg/pdf" target="_blank" rel="noopener" class="a-breath">Linee guida per la tutela e la promozione della salute negli ambienti confinati</a>, sancite dalla Conferenza Stato &ndash; Regioni del Settembre del 2001, pongono grande attenzione al problema radon. Il testo regolamenta l&rsquo;individuazione degli ambienti a rischio e l&rsquo;estensione dei piani di monitoraggio.</p>
<p>In particolare, bisogna tenere presenti le <strong>possibili variazioni spaziali e temporali</strong>. Edifici adiacenti possono avere concentrazioni molto diverse, cos&igrave; come vi sono forti variazioni tra giorno e notte, tra estate e inverno e tra diverse condizioni meteorologiche. A causa di queste fluttuazioni, <strong>per avere una stima precisa della concentrazione</strong> media di radon in un edificio, &egrave; necessario che la <strong>misurazione</strong> copra un periodo sufficientemente lungo, <strong>almeno un anno</strong>.</p>
<p>Per la misurazione si utilizza un piccolo<strong> dispositivo chiamato <em>dosimetro</em></strong>. Al suo interno &egrave; presente un materiale che, essendo <strong>sensibile alle particelle alfa</strong> emesse durante il processo di decadimento del radon, rimane impresso con <strong>tracce indelebili</strong>. Il numero di tracce presenti sul materiale -e osservabili con appositi microscopi- rivela la concentrazione del gas nell&rsquo;ambiente.</p>
<h2>Proteggiti dal radon, scegli Stillab</h2>
<p>Che tu abbia bisogno di monitorare la concentrazione di radon <strong>negli ambienti di un&rsquo;azienda o anche di un&rsquo;abitazione privata</strong>, siamo a tua disposizione.</p>
<p>Individuiamo gli <strong>ambienti a rischio</strong>, pianifichiamo i <strong>monitoraggi</strong>, definiamo la <strong>collocazione dei dosimetri</strong> e la <strong>concentrazione</strong> media annua. Inoltre, collaboriamo con partner specializzati nella <strong>bonifica di siti inquinati</strong>, cos&igrave; da assicurarti un <strong>servizio completo e puntuale</strong>.</p>
<p>Se hai bisogno di informazioni o chiarimenti, <a href="https://stillab.it/contatti/" class="a-breath">contattaci</a>.<br>
Oppure rivolgiti direttamente al nostro <a href="mailto:laboratorio@stillab.it" class="a-breath">Laboratorio Analisi</a>.</p>
</body></html>
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