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	<title>tutela ambientale &#8226; Stillab</title>
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	<description>Analisi, Formazione &#38; Consulenza</description>
	<lastBuildDate>Sun, 18 Jan 2026 13:11:17 +0000</lastBuildDate>
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	<title>tutela ambientale &#8226; Stillab</title>
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	<item>
		<title>La gestione del rischio amianto dopo il D.Lgs. 213/2025</title>
		<link>https://stillab.it/la-gestione-del-rischio-amianto-dopo-il-dlgs-213-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Chirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2026 13:08:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[tutela ambientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inquadramento normativo Il D.Lgs. 213/2025 interviene in modo puntuale sul Capo III del Titolo IX del D.Lgs. 81/2008, senza riscriverne l&#8217;impianto, ma rafforzandone l&#8217;efficacia applicativa in coerenza con la Direttiva (UE) 2023/2668. L&#8217;approccio del legislatore &#232; chiaramente orientato a: ridurre le zone grigie interpretative nella valutazione del rischio amianto; aumentare il livello di controllo reale&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://stillab.it/la-gestione-del-rischio-amianto-dopo-il-dlgs-213-2025/">La gestione del rischio amianto dopo il D.Lgs. 213/2025</a> proviene da <a href="https://stillab.it">Stillab</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<html><body><h3><strong>Inquadramento normativo </strong></h3>
<p>Il <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/01/09/26G00008/SG" class="a-breath"><strong>D.Lgs. 213/2025</strong></a> interviene in modo puntuale sul <strong>Capo III del Titolo IX del D.Lgs. 81/2008</strong>, senza riscriverne l&rsquo;impianto, ma <strong>rafforzandone l&rsquo;efficacia applicativa</strong> in coerenza con la Direttiva (UE) 2023/2668.</p>
<p>L&rsquo;approccio del legislatore &egrave; chiaramente orientato a:</p>
<ul>
<li>ridurre le <strong>zone grigie interpretative</strong> nella valutazione del rischio amianto;</li>
<li>aumentare il <strong>livello di controllo reale dell&rsquo;esposizione</strong>;</li>
<li>migliorare la <strong>tracciabilit&agrave; tecnica e sanitaria</strong> nel lungo periodo.</li>
</ul>
<p>Il decreto non introduce una &ldquo;nuova filosofia&rdquo;, ma <strong>alza l&rsquo;asticella della dimostrabilit&agrave; tecnica</strong> delle scelte adottate dal datore di lavoro.</p>
<h3><strong>Valutazione del rischio: da adempimento a processo tecnico strutturato</strong></h3>
<p>Uno degli elementi pi&ugrave; rilevanti &egrave; il rafforzamento implicito della <strong>valutazione del rischio amianto</strong> come processo tecnico documentato, non pi&ugrave; riducibile a:</p>
<ul>
<li>dichiarazioni di <strong>assenza presunta</strong>;</li>
<li>richiami generici a <strong>censimenti </strong>pregressi.</li>
</ul>
<p>Questo comporta:</p>
<ul>
<li>maggiore attenzione alla <strong>fase di identificazione preventiva dei MCA</strong>, soprattutto nelle attivit&agrave; non tipicamente &ldquo;di bonifica&rdquo; (<em>manutenzioni, ristrutturazioni parziali</em>, <em>interventi impiantistici</em>);</li>
<li><strong>ESEDI &ndash;</strong> necessit&agrave; di giustificare in modo tecnico le <strong>ipotesi di esposizione &ldquo;sporadica e di debole intensit&agrave;&rdquo;</strong>, evitando automatismi.</li>
</ul>
<p>La <strong>valutazione del rischio</strong> tende a diventare <strong>dinamica e contestuale all&rsquo;attivit&agrave;</strong>, pi&ugrave; che statica e legata al solo sito.</p>
<h3><strong>Campo di applicazione: ampliamento sostanziale delle attivit&agrave; rilevanti</strong></h3>
<p>Il decreto chiarisce in modo netto che la disciplina amianto si applica a <strong>tutte le attivit&agrave; che possano comportare rilascio di fibre,</strong> anche se non finalizzate alla rimozione.</p>
<p>Questo significa includere stabilmente nel perimetro amianto:</p>
<ul>
<li><strong>manutenzioni ordinarie e straordinarie</strong>;</li>
<li><strong>lavori edili &ldquo;minori&rdquo;;</strong></li>
<li><strong>attivit&agrave; su impianti tecnologici in edifici datati;</strong></li>
<li><strong>interventi di emergenza</strong>.</li>
</ul>
<p>Ne deriva un <strong>incremento delle interazioni</strong> tra:</p>
<ul>
<li>valutazione del rischio aziendale,</li>
<li>DUVRI,</li>
<li>PSC/ POS</li>
</ul>
<p>con un ruolo centrale del coordinamento tra <strong>RSPP, direzione lavori e imprese esecutrici</strong>.</p>
<p><strong>Misurazioni ambientali e transizione tecnologica</strong></p>
<p>Uno degli aspetti pi&ugrave; tecnici riguarda il <strong>superamento progressivo della microscopia ottica in contrasto di fase (MOCF)</strong> a favore della <strong>microscopia elettronica (SEM)</strong>.</p>
<p>Dal punto di vista operativo:</p>
<ul>
<li>fino al <strong>20 dicembre 2029</strong> &egrave; ammesso un regime transitorio;</li>
<li>successivamente, la microscopia elettronica SEM diventer&agrave; lo standard di riferimento.</li>
</ul>
<p>Ci&ograve; comporta:</p>
<ul>
<li>revisione dei <strong>capitolati di monitoraggio ambientale</strong>;</li>
<li>verifica delle <strong>competenze dei laboratori</strong> incaricati;</li>
<li>maggiore attenzione <strong>all&rsquo;interpretazione dei risultati</strong>, specie in ambienti con fibre sottili non sempre rilevabili con MOCF.</li>
</ul>
<p>Il controllo dell&rsquo;esposizione diventa quindi <strong>pi&ugrave; sensibile e potenzialmente pi&ugrave; critico</strong> rispetto al passato.</p>
<h3><strong>Valore limite di esposizione: conferma formale, irrigidimento sostanziale</strong></h3>
<p>Il valore limite passa da <strong>0,1 fibre/cm&sup3; (TWA 8 ore)</strong> a <strong>0,01 fibre/cm&sup3; (TWA 8 ore)</strong> con una riduzione di dieci volte il valore limite.</p>
<p>Cambia, inoltre, l&rsquo;approccio gestionale:</p>
<ul>
<li>il superamento del limite comporta <strong>l&rsquo;immediata sospensione delle attivit&agrave;</strong>;</li>
<li>la ripresa &egrave; subordinata all&rsquo;adozione di <strong>misure</strong><strong> correttive documentate</strong>.</li>
</ul>
<p>Questo si traduce in:</p>
<ul>
<li>necessit&agrave; di <strong>procedure di emergenza operative</strong> gi&agrave; definite;</li>
<li>integrazione tra <strong>misurazioni, DPI, tecniche operative e organizzazione del lavoro</strong>;</li>
<li><strong>maggiore esposizione</strong> <strong>del datore di lavoro</strong> sul piano delle responsabilit&agrave; decisionali.</li>
</ul>
<p>Il valore limite diventa quindi un <strong>&ldquo;trigger operativo&rdquo;,</strong> non solo un parametro di conformit&agrave;.</p>
<h3><strong>Notifica e documentazione: pi&ugrave; contenuto tecnico, meno formalismo</strong></h3>
<p>La <strong>notifica</strong> agli organi di vigilanza assume un contenuto pi&ugrave; tecnico e meno descrittivo:</p>
<ul>
<li><strong>quantit&agrave; e tipologia di materiali;</strong></li>
<li><strong>tecniche operative adottate;</strong></li>
<li><strong>misure di prevenzione e protezione;</strong></li>
<li><strong>stima dell&rsquo;esposizione.</strong></li>
</ul>
<p>Dal punto di vista gestionale:</p>
<ul>
<li>aumenta l&rsquo;importanza della <strong>coerenza tra DVR, notifica, POS e PSC</strong>;</li>
<li>diventa pi&ugrave; rischiosa la gestione &ldquo;<strong>a compartimenti stagni</strong>&rdquo; della documentazione.</li>
</ul>
<p>La notifica non &egrave; pi&ugrave; un atto isolato, ma parte integrante del sistema di gestione ambiente e sicurezza.</p>
<h3><strong>Sorveglianza sanitaria e registri di esposizione</strong></h3>
<p>Il decreto rafforza il concetto di <strong>memoria dell&rsquo;esposizione</strong>, con particolare attenzione:</p>
<ul>
<li>alla<strong> sorveglianza sanitaria </strong>anche alla cessazione del rapporto di lavoro;</li>
<li>alla conservazione e accessibilit&agrave; dei <strong>registri di esposizione</strong>.</li>
</ul>
<p>Ci&ograve; comporta:</p>
<ul>
<li>aumenta la necessit&agrave; di <strong>integrazione tra dati tecnici e sanitari</strong>;</li>
<li>cresce il valore probatorio della documentazione nel lungo periodo.</li>
</ul>
<p>La gestione amianto assume una dimensione <strong>pluridecennale</strong>, coerente con la latenza delle patologie asbesto-correlate.</p>
<h3><strong>Implicazioni per i sistemi di gestione ambiente e sicurezza:</strong></h3>
<p>Nel complesso, il D.Lgs. 213/2025 spinge verso:</p>
<ul>
<li>maggiore <strong>formalizzazione tecnica</strong> delle scelte;</li>
<li><strong>riduzione della discrezionalit&agrave;</strong> non giustificata;</li>
<li><strong>integrazione</strong> pi&ugrave; stretta tra <strong>valutazione del rischio, controllo operativo e sorveglianza sanitaria.</strong></li>
</ul>
<h4><strong>Conclusioni</strong></h4>
<p>Il <strong>D.Lgs. 213/2025</strong> non rivoluziona la gestione del rischio amianto, ma la rende <strong>pi&ugrave; esigente sul piano tecnico e documentale</strong>.</p>
<p>Bisogna <strong>dimostrare la solidit&agrave; tecnica delle scelte adottate</strong>, in un contesto di controllo pi&ugrave; accurato e tracciabile nel tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vuoi approfondire questo tema? <a href="mailto:offerte@stillab.it" class="a-breath"><strong>Contattaci ora</strong></a>, saremo lieti di affiancarti passo dopo passo.</p>
</body></html>
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			</item>
		<item>
		<title>8° Programma di Azione per l’Ambiente (PAA): vivere bene nei limiti del pianeta</title>
		<link>https://stillab.it/8-programma-di-azione-per-lambiente-paa-vivere-bene-nei-limiti-del-pianeta-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Chirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2022 08:24:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#emissionizero]]></category>
		<category><![CDATA[#ProgrammaAzioneAmbiente]]></category>
		<category><![CDATA[#programmaLIFE]]></category>
		<category><![CDATA[sostanze chimiche]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[tutela ambientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2 maggio 2022 entra in vigore l&#8217;8&#176; Programma di Azione per l&#8217;Ambiente (PAA) adottato dal Consiglio dell&#8217;Unione Europea, definisce gli obiettivi Ambientali e Climatici fino al 2030. Il nuovo PAA sostituisce quindi il 7&#176; programma conclusosi il 31/12/2020 e durer&#224; fino al 31/12/2030. I Programmi di Azione per l&#8217;Ambiente hanno indirizzato lo sviluppo della&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<html><body><p>Il 2 maggio 2022 entra in vigore l&rsquo;<strong>8&deg; Programma di Azione per l&rsquo;Ambiente (PAA)</strong> adottato dal Consiglio dell&rsquo;Unione Europea, definisce gli obiettivi Ambientali e Climatici fino al 2030. Il nuovo PAA sostituisce quindi il 7&deg; programma conclusosi il 31/12/2020 e <strong>durer&agrave; fino al 31/12/2030</strong>.</p>
<p>I Programmi di Azione per l&rsquo;Ambiente hanno indirizzato lo sviluppo della politica ambientale dell&rsquo;UE fin dai primi anni &rsquo;70.</p>
<p>La<strong> <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=uriserv%3AOJ.L_.2022.114.01.0022.01.ITA&amp;toc=OJ%3AL%3A2022%3A114%3ATOC" class="a-breath">Decisione n. 2022/591/UE</a></strong> del 6 aprile 2022 del Parlamento Europeo (8&deg; PAA) si pone l&rsquo;obiettivo di <em>accelerare una transizione &ldquo;verde&rdquo; equa, inclusiva e climaticamente neutra</em>. Un ambiente sano &egrave; alla base del benessere di tutte le persone. Un ambiente in cui la biodiversit&agrave; &egrave; conservata e gli ecosistemi prosperano, la natura &egrave; protetta e ripristinata, permette una maggiore resilienza ai cambiamenti climatici, alle catastrofi meteorologiche e ai rischi ambientali in genere.</p>
<h2><strong>Quali sono gli obiettivi del 8&deg; PAA?</strong></h2>
<p>I <strong>6 obiettivi tematici prioritari</strong> sono:</p>
<ol>
<li>ridurre le emissioni di gas a effetto serra;</li>
<li>rafforzare l&rsquo;adattamento ai cambiamenti climatici;</li>
<li>progredire verso un&rsquo;economia del benessere che restituisca al pianeta pi&ugrave; di quanto prenda;</li>
<li>perseguire l&rsquo;&laquo;inquinamento zero&raquo;, anche in relazione alle sostanze chimiche nocive;</li>
<li>proteggere, preservare e ripristinare la biodiversit&agrave; marina e terrestre, la biodiversit&agrave; delle acque interne e dello stato dell&rsquo;ambiente, in particolare l&rsquo;aria, l&rsquo;acqua e il suolo;</li>
<li>promuovere la riduzione degli impatti ambientali connessi a produzione e consumo.</li>
</ol>
<p>Il Consiglio e il Parlamento hanno concordato diverse <strong>condizioni che favoriranno il conseguimento degli obiettivi prioritari</strong>, in particolare:</p>
<ul>
<li>la riduzione dell&rsquo;impronta dei materiali e di quella dei consumi dell&rsquo;UE</li>
<li>il rafforzamento degli incentivi positivi sotto il profilo ambientale</li>
<li>l&rsquo;eliminazione graduale delle sovvenzioni dannose per l&rsquo;ambiente, in particolare quelle a favore dei combustibili fossili</li>
</ul>
<p><strong>Entro il 31 marzo 2024</strong> la Commissione effettuer&agrave; un <strong>riesame intermedio dei progressi compiuti</strong> nel raggiungimento degli obiettivi tematici prioritari.</p>
<p>Il piano inoltre include un nuovo programma di monitoraggio volto a garantire che non ci si allontani dai traguardi ambientali che sar&agrave; gestito dalle <strong>Agenzie europee dell&rsquo;ambiente (Aea)</strong> e per le sostanze chimiche <strong>(Echa)</strong>.</p>
<h2><strong>Esistono strumenti per finanziare la transizione?</strong></h2>
<p>Per promuovere l&rsquo;economia circolare e l&rsquo;uso efficiente delle risorse &egrave; pertanto necessario cambiare il modo in cui materiali e prodotti sono <strong>progettati, prodotti, consumati, riparati, riutilizzati, riciclati e smaltiti</strong>, concentrandosi sull&rsquo;intero ciclo di vita dei prodotti. L&rsquo;Europa &egrave; attiva su numerosi fronti per tutelare l&rsquo;ambiente e uno degli strumenti pi&ugrave; rappresentativi &egrave; il <strong>programma LIFE</strong>.</p>
<p>LIFE &egrave; l&rsquo;acronimo della locuzione francese L&rsquo;Instrument Financier puor l&rsquo;Environnement, che tradotto &egrave; Strumento Finanziario per l&rsquo;Ambiente: &egrave; lo strumento di finanziamento dell&rsquo;Unione Europea per contribuire all&rsquo;attuazione e allo sviluppo della politica e della legislazione <strong>in materia di ambiente e clima</strong>. Unico fondo europeo dedicato in maniera specifica all&rsquo;ambiente e all&rsquo;azione per il clima, svolge un&nbsp; ruolo determinante cruciale nel sostenere gli stati membri dell&rsquo;Unione Europea nel raggiungimento degli obiettivi fissati in tale ambito.</p>
<p>Il <a href="https://www.mite.gov.it/pagina/il-nuovo-programma-l-ambiente-e-l-azione-il-clima-life-2021-2027" class="a-breath"><strong>programma LIFE 2021-2027</strong></a><strong>,</strong> con un budget pi&ugrave; ambizioso rispetto al passato (dotazione finanziaria complessiva di 5,45 miliardi di euro), contribuir&agrave; all&rsquo;integrazione delle azioni per il clima nelle politiche e al conseguimento dell&rsquo;obiettivo generale di<strong> destinare almeno il 30 % dell&rsquo;importo totale della spesa di bilancio dell&rsquo;UE a sostegno degli obiettivi climatici</strong>.</p>
<p>A partire dal 2021 dunque, il Programma Life finanzier&agrave; &nbsp;azioni relative <strong>all&rsquo;efficienza energetica </strong>e <strong>alle energie rinnovabili </strong>su piccola scala (tramite il nuovo sottoprogramma per la Transizione all&rsquo;energia pulita).</p>
<p>Destinato a imprese (<strong>PMI o grandi imprese</strong>), enti locali, ONG e organizzazioni private senza scopo di lucro, LIFE sovvenzioner&agrave; progetti con <strong>ricadute positive su Ambiente, il Clima, l&rsquo;Energia e la Natura</strong>.</p>
<h2><strong>Quali sono le aree di intervento del programma LIFE?</strong></h2>
<p>Nello specifico, il programma Life comprende 2 settori di intervento e 4 sottoprogrammi.:</p>
<h3><strong>Settore AMBIENTE</strong></h3>
<ul>
<li>Natura e biodiversit&agrave;-NAT (2,150 miliardi di &euro;)</li>
<li>Economia circolare e qualit&agrave; della vita-ENV (1,350 miliardi di &euro;)</li>
</ul>
<h3><strong>Settore AZIONE PER IL CLIMA</strong></h3>
<ul>
<li>Mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici-CLIMA (0,950 miliardi di &euro;)</li>
<li>Transizione all&rsquo;energia pulita-CET (1 miliardo di &euro;)</li>
</ul>
<p>Inoltre, il sottoprogramma Transizione all&rsquo;energia pulita finanzia i progetti dedicati all&rsquo;efficienza energetica e alle energie rinnovabili su piccola scala.</p>
<h2><strong>Le scadenze per il 2022</strong></h2>
<p>Le nuove Call 2022 di LIFE saranno pubblicate sul portale Funding &amp; Tender il <strong>17 maggio 2022</strong>.</p>
<p>I bandi in arrivo avranno le seguenti scadenze:</p>
<ul>
<li><strong>8 settembre 2022: </strong>Progetti strategici di tutela della natura e Progetti Strategici Integrati&nbsp; <strong>(concept note) </strong>&ndash; <strong>07 marzo 2023 (progetto completo)</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>8 settembre 2022: </strong>Progetti di Assistenza Tecnica</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>21 settembre 2022: </strong>Sovvenzioni per ONG e enti senza scopo di lucro</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>4 ottobre 2022: </strong>Progetti d&rsquo;azione Standard (SAP) per i sottoprogrammi &ldquo;Economia circolare e qualit&agrave; della vita&rdquo;, &ldquo;Natura e biodiversit&agrave;&rdquo;, &ldquo;Azione per il clima&rdquo;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>16 novembre 2022: </strong>Progetti per il sottoprogramma &ldquo;Transizione verso l&rsquo;energia pulita&rdquo;</li>
</ul>
<h2><strong>In conclusione, cosa possiamo fare per te?</strong></h2>
<p><strong>Stillab</strong>, con il suo progetto <strong><a href="https://stillab.it/greenstillab/" class="a-breath">GreenStillab</a></strong>, desidera sostenere le Organizzazioni in questo percorso di transizione.</p>
<p>Per maggiori info: <a href="mailto:formazione@stillab.it" class="a-breath">contattaci</a>.</p>
</body></html>
<p>L'articolo <a href="https://stillab.it/8-programma-di-azione-per-lambiente-paa-vivere-bene-nei-limiti-del-pianeta-2/">8° Programma di Azione per l’Ambiente (PAA): vivere bene nei limiti del pianeta</a> proviene da <a href="https://stillab.it">Stillab</a>.</p>
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		<item>
		<title>Rischio idrogeologico: come prevenire i danni e tutelare l&#8217;incolumità delle persone</title>
		<link>https://stillab.it/rischio-idrogeologico-come-prevenire-i-danni-e-tutelare-lincolumita-delle-persone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Chirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2021 15:20:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[Contributo Ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[gestione ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[tutela ambientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Eventi atmosferici sempre pi&#249; improvvisi e di portata elevata, associati agli aspetti geomorfologici del terreno o alla presenza di fiumi, causano con frequenza danni che mettono a rischio l&#8217;incolumit&#224; delle persone. Il rischio idrogeologico costituisce uno dei maggiori rischi ambientali, con significativi impatti sulla vita, sulla sicurezza dei servizi e sulle attivit&#224; di un dato&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<html><body><p><strong>Eventi atmosferici </strong>sempre pi&ugrave;<strong> improvvisi</strong> e di <strong>portata elevata</strong>, associati agli <strong>aspetti geomorfologici</strong> del <strong>terreno</strong> o alla <strong>presenza di fiumi</strong>, causano con <strong>frequenza danni</strong> che mettono <strong>a rischio l&rsquo;incolumit&agrave;</strong> delle persone.</p>
<p>Il <strong>rischio idrogeologico</strong> costituisce uno dei <strong>maggiori rischi ambientali,</strong> con significativi <strong>impatti sulla vita</strong>, sulla <strong>sicurezza dei servizi</strong> e <strong>sulle attivit&agrave;</strong> di un dato territorio.</p>
<p>Nello specifico implica una maggior frequenza di frane e <strong>smottamenti,</strong> causati <strong>dall&rsquo;erosione del terreno</strong> o da <strong>esondazioni,</strong> a seguito di <strong>condizioni meteo anomale</strong>, come ad esempio un&rsquo;alluvione.</p>
<p>Il <strong>rischio idrogeologico </strong>&egrave; strettamente <strong>legato all&rsquo;attivit&agrave; dell&rsquo;uomo </strong>e alle <strong>caratteristiche</strong> proprie del <strong>terreno</strong>.</p>
<h2>Quali sono i danni del dissesto idrogeologico?</h2>
<p>Le conseguenze dovute a <strong>fenomeni idrogeologici</strong> causano <strong>diversi disagi</strong>.<br>
Il danneggiamento dei <strong>sistemi di depurazione</strong> e <strong>distribuzione delle acque</strong> ed i <strong>danni strutturali a edifici</strong>, <strong>strade</strong> e <strong>centri urbani</strong>, ne sono solo un esempio.<br>
A questi si associa un <strong>pericolo elevato</strong> per la salvaguardia dell&rsquo;<strong>incolumit&agrave; delle persone</strong>.</p>
<h2>Cause del rischio idrogeologico</h2>
<p>&Egrave; importante ricordare che i <strong>danni</strong> causati da <strong>rischio idrogeologico </strong>sono <strong>rapportati </strong>alla <strong>tipologia del terreno</strong>, ma le <strong>cause pi&ugrave; rilevanti </strong>sono costituite dalle <strong>attivit&agrave; umane</strong>.<br>
Un esempio di queste sono:</p>
<ul>
<li>la <strong>cementificazione</strong></li>
<li>la <strong>deforestazione</strong></li>
<li><strong>l&rsquo;abusivismo edilizio</strong></li>
<li><strong>l&rsquo;abbandono dei terreni d&rsquo;altura</strong></li>
<li>le <strong>estrazioni di idrocarburi </strong>e di <strong>acqua </strong>dal sottosuolo</li>
<li>gli <strong>interventi invasivi </strong>e non ponderati <strong>sui corsi d&rsquo;acqua</strong></li>
<li>la <strong>mancanza</strong> di <strong>manutenzione</strong> degli stessi</li>
</ul>
<p><strong>Riparare i&nbsp;danni</strong>&nbsp;da <strong>rischio idrogeologico</strong>&nbsp;in&nbsp;<strong>Italia</strong>&nbsp;ci <strong>costa quattro volte in pi&ugrave; che</strong> <strong>prevenirli</strong>. Secondo i <strong>dati&nbsp;Ispra,</strong>&nbsp;dal 1944 ad oggi il nostro Paese ha speso circa <strong>75 miliardi di euro</strong> per <strong>rimediare</strong> agli effetti del <strong>dissesto</strong>. Si tratta in media di 1 miliardo di euro all&rsquo;anno.</p>
<p>In <strong>progettazione</strong>&nbsp;e <strong>realizzazione </strong>di&nbsp;<strong>opere di prevenzione</strong>&nbsp;abbiamo <strong>investito invece 5,6 miliardi di euro</strong>, ovvero <strong>circa 300 milioni l&rsquo;anno</strong>.</p>
<h2><strong>La normativa</strong> in materia di <strong>tutela delle acque e di rischio idrogeologico</strong></h2>
<p>Negli <strong>ultimi anni la normativa</strong> in materia di <strong>tutela delle acque e di rischio idrogeologico</strong> si &egrave; <strong>evoluta</strong>.</p>
<ul>
<li><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2017-02-06&amp;atto.codiceRedazionale=17A00828&amp;elenco30giorni=false" class="a-breath"><strong>La Dir. n. 2007/60/CE </strong></a>si occupa dell&rsquo;attivit&agrave; di <strong>intervento, prevenzione e mitigazione</strong> del <strong>rischio idrogeologico</strong>.</li>
<li><strong>Il D.Lgs. n. 152/2006</strong> &ldquo;Norma in materia ambientale&rdquo;, stabilisce <strong>competenze</strong> e <strong>introduce il PAI 8</strong> (Piano stralcio per l&rsquo;assetto&nbsp;idrogeologico), il cui <strong>scopo</strong> &egrave; la <strong>riduzione del rischio idrogeologico</strong>.</li>
<li><strong>Il D.Lgs. n. 49/2010 </strong>&ldquo;Attuazione della direttiva 2007/60/CE, relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi alluvioni&rdquo;, disciplina a <strong>livello distrettuale</strong> la <strong>pianificazione di gestione</strong> del <strong>rischio alluvione</strong>.</li>
</ul>
<p>Ad oggi, per&ograve;, <strong>non risultano ancora istituite le Autorit&agrave; di Distretto</strong>.<br>
Con il D.Lgs. n. 219 del 10 dicembre 2010 sono state definite delle <strong>misure transitorie</strong>, secondo le quali le <strong>Autorit&agrave; di Bacino </strong>di rilievo nazionale, di cui alla legge 183/1989 e le <strong>Regioni,</strong> si occupano degli <strong>strumenti di pianificazione </strong>e <strong>coordinamento</strong> nell&rsquo;ambito del <strong>distretto idrografico di appartenenza</strong>.</p>
<h2>Piano di emergenza in caso di rischio</h2>
<p>Il <strong>Piano di emergenza</strong> &egrave; <strong>uno degli strumenti pi&ugrave; importanti</strong> nell&rsquo;ambito del sistema della sicurezza.</p>
<p>Si tratta dello strumento <strong>da conoscere ed utilizzare in caso di emergenza</strong>, nei luoghi di lavoro e di abitazione, <strong>nell&rsquo;ambito di rischio idrogeologico</strong>.</p>
<p>A livello nazionale, con il DPCM del 20/2/2019 &egrave; stato approvato il <strong>Piano Nazionale per la Mitigazione del Rischio Idrogeologico</strong>, che prevede <strong>misure di emergenza, prevenzione, manutenzione ed organizzative</strong>.</p>
<h2>Azione preventiva per il rischio idrogeologico</h2>
<p>Poich&eacute; il <strong>rischio idrogeologico </strong>&egrave; <strong>altamente legato all&rsquo;attivit&agrave; dell&rsquo;uomo</strong>, abbiamo la <strong>possibilit&agrave; di intervenire preventivamente </strong>per <strong>ridurre il rischio </strong>e i <strong>danni </strong>che verrebbero causati con l&rsquo;inevitabile <strong>sopraggiungere di eventi rovinosi</strong>.</p>
<p>Come <strong>conoscere</strong> le <strong>misure da adottare</strong> per <strong>un&rsquo;azione preventiva</strong>?<br>
<strong>Stillab</strong>, <a href="https://stillab.it/area-ambiente/" class="a-breath">studio di consulenza</a> <strong>specializzato </strong>in questo ambito, ti supporta in materia di <strong>sicurezza </strong>e <strong>ambiente</strong>, consentendoti di <strong>raggiungere con semplicit&agrave; </strong>i tuoi <strong>obiettivi </strong>di <strong>prevenzione</strong> e <strong>protezione, <a href="mailto:segreteria@stillab.it" class="a-breath">contattaci qui</a>.</strong></p>
</body></html>
<p>L'articolo <a href="https://stillab.it/rischio-idrogeologico-come-prevenire-i-danni-e-tutelare-lincolumita-delle-persone/">Rischio idrogeologico: come prevenire i danni e tutelare l&#8217;incolumità delle persone</a> proviene da <a href="https://stillab.it">Stillab</a>.</p>
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		<title>Nuova direttiva europea 2020/2184 sulla sicurezza delle acque per il consumo umano</title>
		<link>https://stillab.it/nuova-direttiva-europea-2020-2184-sulla-sicurezza-delle-acque-per-il-consumo-umano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Chirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2021 09:15:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi acque]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[Contributo Ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[gestione ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[laboratorio]]></category>
		<category><![CDATA[laboratorio analisi]]></category>
		<category><![CDATA[tutela ambientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la Direttiva Europea 2020/2184 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 23 dicembre 2020 &#232; cambiata la legislazione di riferimento in merito alla sicurezza delle acque destinate al consumo umano. Gli Stati membri sono tenuti ad attuare le nuove disposizioni legislative, regolamentari e amministrative entro il 12 gennaio 2023, un giorno prima che sia abrogata la&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<html><body><p>Con la <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32020L2184&amp;from=ITqui" class="a-breath">Direttiva Europea 2020/2184</a> pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 23 dicembre 2020 &egrave; cambiata la legislazione di riferimento in merito alla sicurezza delle acque destinate al consumo umano. Gli Stati membri sono tenuti ad attuare le nuove disposizioni legislative, regolamentari e amministrative <strong>entro il 12 gennaio 2023</strong>, un giorno prima che sia abrogata la precedente direttiva 98/93 del Decreto legislativo 31/2001.</p>
<h2><strong>OBIETTIVO: SALUTE E FIDUCIA DEI CITTADINI</strong></h2>
<p>Lo scopo della Direttiva &egrave; contribuire a <strong>proteggere la salute umana</strong> dalle conseguenze negative della contaminazione delle acque, assicurandone l&rsquo;igiene e la salubrit&agrave; e aumentando la facilit&agrave; di accesso. La normativa specifica in primo luogo le definizioni, gli obblighi generali, gli standard qualitativi, e tra le modifiche pi&ugrave; interessanti si sottolineano:</p>
<ul>
<li><strong>l&rsquo;approccio</strong> alla sicurezza dell&rsquo;acqua basato sul rischio</li>
<li><strong>la valutazione e la gestione del rischio</strong> per i bacini idrografici per i punti di estrazione di acque destinate al consumo umano, del sistema di fornitura e dei sistemi di distribuzione domestici</li>
<li><strong>l&rsquo;adeguamento i piani di monitoraggio per quanto concerne gli agenti chimici e microbiologici,</strong> quali ad esempio il piombo e la Legionella, quali parametri di valutazione del rischio nella distribuzione domestica, con nuovi limiti di riferimento</li>
<li><strong>la definizione dei requisiti minimi di igiene</strong> per i materiali che entrano in contatto con le acque destinate al consumo umano</li>
</ul>
<p>La Direttiva fa riferimento anche ad altri aspetti sostanziali che vanno dal monitoraggio alle informazioni al pubblico. Ed &egrave; proprio quest&rsquo;ultimo un altro degli elementi pi&ugrave; importanti, solo apparentemente secondario, della Direttiva, il cui obiettivo &egrave; anche di <strong>rafforzare la fiducia dei cittadini </strong>verso l&rsquo;uso e il consumo dell&rsquo;acqua del rubinetto.</p>
<h2><strong>SEMPRE PI&Ugrave; ATTENZIONE PER L&rsquo;AMBIENTE</strong></h2>
<p>L&rsquo;inquinamento delle acque causato da microplastiche &egrave; uno dei maggiori problemi ambientali che il nostro pianeta sta affrontando. Non solo i mari, ma anche l&rsquo;acqua che utilizziamo abitualmente per lavarci o per il nostro consumo alimentare possono presentare elevate concentrazioni di plastica. Anche <strong>la Direttiva dimostra consapevolezza del problema</strong> &ndash; una consapevolezza che accomuna sempre pi&ugrave; persone &ndash; e volont&agrave; di contribuire con risoluzioni precise. La Commissione pertanto prevede di stabilire e aggiornare un elenco di controllo di sostanze o composti che destano preoccupazioni per la salute presso l&rsquo;opinione pubblica o la comunit&agrave; scientifica, quali ad esempio i <strong>prodotti farmaceutici, i composti interferenti endocrini e le microplastiche</strong>. Nella normativa si invita a <strong>mettere a disposizione acqua destinata al consumo umano</strong> nelle pubbliche amministrazioni e negli edifici pubblici, mentre propone la <strong>fornitura gratuita o a prezzi contenuti</strong> ai clienti di ristoranti e mense.</p>
<h2><strong>L&rsquo;ANALISI DELLE ACQUE: STILLAB PER TE</strong></h2>
<p>In Stillab abbiamo a cuore la salubrit&agrave; e la pulizia dell&rsquo;acqua, bene comune. Per questo eseguiamo <a href="https://stillab.it/strumenti-e-prelievi/" class="a-breath"><strong>prelievi</strong></a> e <a href="https://stillab.it/laboratorio/" class="a-breath"><strong>analisi delle acque</strong></a>, occupandoci in particolare di campionamento<strong>:</strong></p>
<ul>
<li><strong>statico e dinamico</strong>&nbsp;di acqua di falda e di pozzo finalizzate all&rsquo;approvvigionamento, con l&rsquo;uso di pompe sommerse a flusso variabile</li>
<li><strong>di acque destinate al consumo umano&nbsp;</strong>per la verifica di potabilit&agrave; e rilevazione della presenza di microrganismi patogeni</li>
<li><strong>di acque destinate al consumo umano&nbsp;</strong>per la verifica del rischio legionellosi</li>
<li><strong>di corpi idrici superficiali&nbsp;</strong>per la verifica della loro qualit&agrave; ai sensi della normativa vigente</li>
</ul>
<p>Se hai bisogno di una <strong>consulenza</strong> o di <strong>analisi specifiche</strong> per garantire la sicurezza dell&rsquo;acqua della tua impresa o del tuo ente, <a href="mailto:laboratorio@stillab.it" class="a-breath">contattaci</a>. Siamo sempre dalla parte dell&rsquo;ambiente, della sicurezza, della salute.</p>
</body></html>
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		<title>CONAI: importanti novità dal 1° gennaio 2020</title>
		<link>https://stillab.it/conai-importanti-novita-dal-1-gennaio-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Chirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jan 2020 08:02:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[CONAI]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[Contributo Ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[contributo conai]]></category>
		<category><![CDATA[gestione ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[Imballaggi]]></category>
		<category><![CDATA[tutela ambientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come forse gi&#224; saprai, il&#160;CONAI&#160;&#232; un Consorzio privato senza fini di lucro, costituito dai produttori e dagli utilizzatori di imballaggi (oltre 800.000 imprese), e&#160;garantisce il raggiungimento degli obiettivi di riciclaggio e recupero dei rifiuti da imballaggio. L&#8217;obiettivo&#160;del Consorzio &#232; da sempre lo stesso:&#160;agire sul fronte della prevenzione per&#160; minimizzare l&#8217;impatto dei rifiuti di imballaggio sull&#8217;ambiente!&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<html><body><p>Come forse gi&agrave; saprai, il&nbsp;<strong>CONAI&nbsp;</strong>&egrave; un Consorzio privato senza fini di lucro, costituito dai produttori e dagli utilizzatori di imballaggi (oltre 800.000 imprese), e&nbsp;<strong>garantisce il raggiungimento degli obiettivi di riciclaggio e recupero dei rifiuti da imballaggio.</strong></p>
<div>L&rsquo;obiettivo&nbsp;del Consorzio &egrave; da sempre lo stesso:&nbsp;<strong>agire sul fronte della prevenzione per&nbsp; m</strong><strong>inimizzare l&rsquo;impatto dei rifiuti di imballaggio sull&rsquo;ambiente!</strong></div>
<div></div>
<div>CONAI, anche considerando che le politiche globali tendono verso un sistema di economia circolare, riconosce nel&nbsp;riciclaggio e nel recupero degli imballaggi un enorme potenziale di sviluppo finalizzato a&nbsp;<strong>ridurre al minimo l&rsquo;impiego di risorse naturali e gli sprechi che ne possono derivare.</strong></div>
<div></div>
<div>Per semplificare gli adempimenti in capo ai Consorziati, a partire dal&nbsp;<strong>1&deg; gennaio 2020&nbsp;</strong>sono state introdotte alcune novit&agrave; che di seguito riassumiamo:</div>
<ul>
<li>Variazione delle&nbsp;<strong>soglie di esenzione annuale</strong>&nbsp;(Circolare 5.12.2019 &ndash; ID. 4-2019);</li>
<li>Introduzione di una soglia minima di dichiarazione riferita al peso degli imballaggi (Circolare 5.12.2019 &ndash; ID. 4-2019);</li>
<li>Nuova procedura di&nbsp;<strong>dichiarazione forfaitaria</strong>&nbsp;del Contributo ambientale Conai &ndash; basata sul fatturato dell&rsquo;anno precedente &ndash;&nbsp;<em>riservata agli importatori di imballaggi pieni</em>. (Circolare 2.12.2019 &ndash; ID. 2-2019);</li>
<li>Nuova procedura di esenzione e applicazione del Contributo ambientale Conai per i &ldquo;<strong>rotoli di foglio di alluminio</strong>&rdquo; e per i &ldquo;<strong>rotoli di pellicola di plastica per alimenti</strong>&rdquo;. (Circolare 29.11.2019 &ndash; ID. 1-2019);</li>
</ul>
<div>
<h2>Rimodulazione dei contributi ambientali</h2>
<p>Ecco come cambiano il contributo ambientale di alcune tipologie di materiali a partire dal <strong>1&deg; gennaio 2020:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Carta</strong>&nbsp; da 20,00 &euro;/tons a <strong>35,00 &euro;/tons</strong></li>
<li><strong>Poliaccoppiati a prevalenza carta idonei al contenimento di liquidi</strong> da 40,00 &euro;/tons a <strong>55,00 &euro;/tons</strong></li>
<li><strong>Legno</strong>&nbsp; da 7,00 &euro;/tons a <strong>9,00 &euro;/tons</strong></li>
<li><strong>Plastica &ndash; fascia B2</strong>&nbsp; da 263,00 &euro;/tons a <strong>436,00 &euro;/tons</strong></li>
<li><strong>Plastica &ndash; fascia C</strong>&nbsp; &nbsp; da 369,00 &euro;/tons a <strong>546,00 &euro;/tons</strong></li>
</ul>
<p>Per i <strong>prodotti alimentari imballati</strong>&nbsp;l&rsquo;aliquota da applicare sul valore complessivo delle importazioni passa da 0,16 a&nbsp;<strong>0,17%</strong>, per i&nbsp;<strong>prodotti non alimentari imballati</strong>, invece, da 0,08 a&nbsp;<strong>0,09%</strong>.L&rsquo;incremento del contributo ambientale degli imballaggi in carta, plastica e legno si ripercuote anche sulle aliquote utilizzate dai Consorziati che ricorrono alla&nbsp;<strong>procedura semplificata</strong> per la dichiarazione periodica relativa all&rsquo;importazione di imballaggi pieni (modulo 6.2).</p>
<p>Nel caso di calcolo forfetario basato sul peso dei soli imballaggi delle merci importate, senza distinzione per materiale, il contributo ambientale passa da 65 &euro;/tonnellata a <strong>85&euro;/tonnellata</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutte le Dichiarazioni periodiche devono essere effettuate <strong>entro il 20 del mese successivo</strong>&nbsp;al periodo di riferimento.</p>
</div>
<div>Per questo motivo,&nbsp;<strong>entro il prossimo 20/01/2020</strong>&nbsp;dovranno essere presentate:</div>
<ul>
<li>le Dichiarazioni relative all&rsquo;<strong>ANNO 2019</strong></li>
<li>le Dichiarazioni relative al&nbsp;<strong>4&deg; TRIMESTRE 2019</strong></li>
<li>le Dichiarazioni&nbsp;<strong>MENSILI relative a Dicembre 2019</strong></li>
</ul>
<p>Se hai bisogno di&nbsp;<strong>verificare la tua posizione</strong>&nbsp;rispetto agli obblighi suddetti o di assistenza per la&nbsp;<strong>presentazione delle dichiarazioni</strong>&nbsp;periodiche o per l&rsquo;<strong>adesione al consorzio CONAI</strong>,&nbsp;<a href="mailto:chirico@stillab.it" data-cke-saved-href="mailto:chirico@tillab.it" class="a-breath">contattaci</a></p>
</body></html>
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		<title>Contributo CONAI, sicuro di sapere perché e come versarlo?</title>
		<link>https://stillab.it/contributo-conai-perche-come-versarlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Chirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 May 2019 12:48:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[CONAI]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[Contributo Ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[contributo conai]]></category>
		<category><![CDATA[gestione ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[Imballaggi]]></category>
		<category><![CDATA[tutela ambientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In oltre 20 anni di attività il <strong>CONAI</strong> ha già raggiunto <strong>ottimi risultati, a beneficio dell'ambiente e delle aziende</strong>. Scopri anche tu come <strong>gestire al meglio il contributo ambientale</strong> con il nostro aiuto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://stillab.it/contributo-conai-perche-come-versarlo/">Contributo CONAI, sicuro di sapere perché e come versarlo?</a> proviene da <a href="https://stillab.it">Stillab</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<html><body><p>Su questo blog <a href="https://stillab.it/2019/01/08/contributo-ambientale-novita-e-scadenze-2019/" target="_blank" rel="noopener" class="a-breath">abbiamo gi&agrave; parlato del CONAI, dei soggetti coinvolti e dei principali obblighi</a>. Torniamo sull&rsquo;argomento per evidenziare l&rsquo;<strong>importanza del contributo CONAI</strong>, sia dal punto di vista della <strong>tutela ambientale</strong>, sia sul piano degli <strong>impegni per le aziende</strong>.</p>
<h2>20 anni di CONAI: l&rsquo;ambiente ringrazia!</h2>
<p>Il <strong>CONAI</strong> &egrave; un consorzio privato, senza fini di lucro, che <strong>si adopera per il recupero e il riciclo dei materiali di imballaggio</strong>. Esiste dal 1997 e in oltre 20 anni di attivit&agrave; ha raggiunto <strong>risultati</strong> significativi per la tutela ambientale. Per capire la loro portata, vediamo insieme un po&rsquo; di numeri.</p>
<ul>
<li>Dalla nascita del Sistema CONAI si sono registrati il <strong>78% di imballaggi recuperati</strong> e il <strong>67% di imballaggi riciclati</strong>. Cifre che superano con successo gli obiettivi di legge.</li>
<li>Da quando esiste CONAI, con il <strong>riciclo di 50 milioni di tonnellate di rifiuti</strong> di imballaggio, si sono <strong>evitati lo smaltimento di 130 milioni di metri cubi di imballaggi e la costruzione di 130 nuove discariche</strong> di medie dimensioni.</li>
<li>Negli ultimi anni, la <strong>gestione sempre pi&ugrave; responsabile</strong> degli imballaggi da parte delle <strong>imprese</strong> ha permesso di <strong>ridurre</strong>:
<ul>
<li>del <strong>25%</strong> i <strong>consumi idrici</strong>,</li>
<li>del <strong>23%</strong> i <strong>consumi energetici</strong>,</li>
<li>del<strong> 23%</strong> le <strong>emissioni di CO2</strong>.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Sono <strong>numeri positivi</strong>, che ci danno un&rsquo;idea di come un <strong>adempimento obbligatorio</strong> &ndash; il contributo CONAI, appunto &ndash; si trasformi in <strong>benefici tangibili, per le aziende e per l&rsquo;ambiente</strong>.</p>
<p>(fonte: <a href="http://www.conai.org/wp-content/uploads/dlm_uploads/2014/09/Brochure_Conai_2018.pdf" target="_blank" rel="noopener" class="a-breath">Brochure Conai 2018</a>)</p>
<h2>Il Contributo CONAI &egrave; sempre pi&ugrave; specifico</h2>
<p>Le <strong>novit&agrave;</strong> introdotte nel corso del 2018 e poi a partire dal 1&deg; gennaio 2019 sono molte e riguardano sia la <em>prima cessione</em>, il <a href="https://stillab.it/2019/01/08/contributo-ambientale-novita-e-scadenze-2019/#novita" class="a-breath">passaggio dell&rsquo;imballaggio dall&rsquo;ultimo produttore al primo utilizzatore</a> che identifica il momento del prelievo del Contributo Ambientale CONAI, sia la <strong>diversificazione delle fasce contributive per alcuni tipi di imballaggi</strong>.</p>
<p>Le tipologie coinvolte sono soprattutto gli <strong>imballaggi in plastica</strong>, suddivisi in base al <strong>circuito di provenienza</strong> &ndash; domestico oppure del commercio e dell&rsquo;industria &ndash; e in base alla possibilit&agrave; di <strong>selezionarli e riciclarli</strong> con le tecnologie attualmente disponibili.</p>
<p>La novit&agrave; CONAI vanno in direzione di una <strong>gestione degli imballaggi sempre pi&ugrave; specifica</strong>, per una <strong>maggiore efficacia nel recupero e nella valorizzazione</strong> dei materiali.</p>
<h2>Niente panico, c&rsquo;&egrave; la formazione Stillab!</h2>
<p><strong>Le procedure sono articolate</strong> e il contributo CONAI pu&ograve; mettere un&rsquo;azienda in difficolt&agrave;. Ma&hellip; <strong>Niente panico</strong>. Se anche tu hai a che fare con il Contributo Ambientale, abbiamo<strong> tutte le risposte ai tuoi dubbi</strong>. Letteralmente!</p>
<p>Puoi fare tutte le domande che desideri e imparare a destreggiarti con sicurezza tra gli adempimenti CONAI durante il nostro <strong>incontro di formazione</strong>. Un <strong>momento di confronto</strong> con un <strong>approccio sia teorico sia pratico</strong>, organizzato per <strong>renderti pi&ugrave; consapevole e pi&ugrave; indipendente</strong> e supportarti nelle esigenze specifiche della tua impresa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scegli il nostro corso e <a href="https://stillab.it/corsi/corso-conai/" target="_blank" rel="noopener" class="a-breath">scopri come gestire al meglio gli obblighi CONAI</a>. Iscriviti subito, ti aspettiamo! E per qualunque richiesta, <a href="mailto:chirico@stillab.it" class="a-breath">contattaci</a>.</p>
</body></html>
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