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	<title>salute lavoratori &#8226; Stillab</title>
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	<description>Analisi, Formazione &#38; Consulenza</description>
	<lastBuildDate>Thu, 11 Jun 2026 10:39:24 +0000</lastBuildDate>
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	<title>salute lavoratori &#8226; Stillab</title>
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		<title>Guida INAIL 2026 – Gestione delle polveri pericolose nei luoghi di lavoro</title>
		<link>https://stillab.it/guida-inail-2026-sulle-polveri-pericolose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Chirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:39:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<html><body><h3 style="text-align: center;"><strong><em>Strategie tecniche e organizzative per ridurre l&rsquo;esposizione nei luoghi di lavoro</em></strong></h3>
<p>La guida INAIL 2026 evidenzia come l&rsquo;esposizione a polveri pericolose rappresenti un rischio rilevante in diversi settori produttivi (soprattutto costruzioni e industria), con possibili effetti gravi sulla salute respiratoria, fino a patologie croniche e tumori.</p>
<p>Il principio centrale della prevenzione &egrave; la <strong>captazione alla sorgente</strong>, cio&egrave; intercettare le polveri nel punto in cui si generano per ridurre la concentrazione nell&rsquo;aria.</p>
<p>A questo scopo vengono indicate diverse soluzioni tecniche, che spaziano dagli <strong>aspiratori industriali per la pulizia</strong> ai <strong>depolveratori collegati agli utensili</strong>, fino a <strong>impianti centralizzati, sistemi di ventilazione e trasportatori pneumatici</strong>, pensati per evitare dispersioni e movimentazioni manuali.</p>
<p>Il quadro normativo di riferimento include il <a href="https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2023/1230/oj/eng" class="a-breath"><strong>Regolamento Macchine UE 2023/1230</strong></a>, le norme sui filtri ad alta efficienza (EN 1822 / ISO 29463), la classificazione degli aspiratori in classi L, M e H, e la normativa <strong>ATEX</strong> per il rischio di esplosioni da polveri combustibili.</p>
<p>La guida sottolinea inoltre la necessit&agrave; di un approccio integrato che unisca <strong>tecnologie adeguate, formazione dei lavoratori, uso corretto dei DPI e buona gestione operativa</strong>, in linea con il<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn=urn:nir:stato:decreto.legislativo:2008-04-09;81" class="a-breath"> D.Lgs. 81/08</a>.</p>
<p>Centrale &egrave; anche il <strong>monitoraggio dell&rsquo;esposizione secondo la UNI EN 689</strong>, indispensabile per verificare il rispetto dei limiti di esposizione professionale.</p>
<p><strong>CONCLUSIONI</strong>:&nbsp; prevenzione tecnica alla fonte, controllo continuo dell&rsquo;esposizione e organizzazione efficace sono i tre pilastri per ridurre il rischio.</p>
<p><a href="mailto:offerte@stillab.it" class="a-breath"><strong>Contattaci ora</strong></a>, saremo lieti di affiancarti passo dopo passo.</p>
</body></html>
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		<title>Ergonomia e Invecchiamento della Popolazione Lavorativa</title>
		<link>https://stillab.it/ergonomia-e-invecchiamento-della-popolazione-lavorativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Chirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 10:55:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[adattamento]]></category>
		<category><![CDATA[ergonomia]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ergonomia &#232; una disciplina fondamentale per garantire un ambiente di lavoro sano e produttivo, specialmente in un contesto in cui la popolazione lavorativa sta invecchiando. Questo articolo esplorer&#224; l&#8217;importanza dell&#8217;ergonomia non solo come un mezzo di correzione, ma anche come strategia di prevenzione, per mantenere i lavoratori in salute e attivi. Che Cos&#8217;&#232; l&#8217;Ergonomia? L&#8217;ergonomia&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<html><body><p>L&rsquo;ergonomia &egrave; una disciplina fondamentale per garantire un ambiente di lavoro sano e produttivo, specialmente in un contesto in cui la popolazione lavorativa sta invecchiando. Questo articolo esplorer&agrave; l&rsquo;importanza dell&rsquo;ergonomia non solo come un mezzo di correzione, ma anche come strategia di prevenzione, per mantenere i lavoratori in salute e attivi.</p>
<h3><strong>Che Cos&rsquo;&egrave; l&rsquo;Ergonomia?</strong></h3>
<p>L&rsquo;ergonomia &egrave; la scienza interdisciplinare che si occupa di adattare le condizioni di lavoro alle capacit&agrave; e alle caratteristiche dell&rsquo;uomo. L&rsquo;obiettivo &egrave; migliorare la salute, la sicurezza e il comfort dei lavoratori all&rsquo;interno del contesto di lavoro.</p>
<h3><strong>L&rsquo;Invecchiamento della Popolazione Lavorativa</strong></h3>
<p>Sempre pi&ugrave; lavoratori hanno pi&ugrave; di 50 anni. Questo fenomeno &egrave; legato principalmente a due fattori:</p>
<ul>
<li>invecchiamento della popolazione (l&rsquo;aspettativa di vita in Italia &egrave; di circa 83,5 anni);</li>
<li>incremento dell&rsquo;et&agrave; pensionabile.</li>
</ul>
<p>Secondo l&rsquo;Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave; (OMS):</p>
<ul>
<li>&egrave; considerato lavoratore &ldquo;che invecchia&rdquo; (aging worker) chi ha superato i 45 anni;</li>
<li>&egrave; definito lavoratore &ldquo;anziano&rdquo; (aged worker) chi oltrepassa i 55 anni.</li>
</ul>
<p>L&rsquo;invecchiamento demografico comporta un aumento della longevit&agrave;, ma anche la comparsa di aspetti degenerativi tipici della senescenza, come disturbi e patologie muscolo-scheletriche, cardiovascolari, neurologiche, oltre a cambiamenti nella composizione dei gruppi pi&ugrave; longevi, caratterizzati da una progressiva femminizzazione.</p>
<p>La sfida &egrave; adattare i luoghi di lavoro per rispondere alle esigenze di una forza lavoro sempre pi&ugrave; anziana, che dovr&agrave; svolgere una attivit&agrave; professionale di maggior durata e con una maggiore esposizione ai pericoli occupazionali, mantenendo condizioni adeguate di salute psicofisica.</p>
<h3><strong>Ergonomia: Correzione e Prevenzione</strong></h3>
<p>L&rsquo;approccio ergonomico permette di progettare e riprogettare ambienti, attrezzature, metodi e organizzazioni del lavoro per adattarle a tutti i lavoratori, indipendentemente dall&rsquo;et&agrave;.</p>
<p>Ci&ograve; significa intervenire per correggere problemi esistenti, valutando le postazioni di lavoro per identificare i principali fattori di rischio e realizzando interventi mirati a migliorare salute e sicurezza e ridurre il rischio di infortuni.</p>
<p>L&rsquo;ergonomia ha per&ograve; anche un ruolo fondamentale per contribuire alla prevenzione: permette di creare<strong> ambienti che favoriscano il benessere</strong>, riducendo il rischio di sviluppare <em>disturbi muscoloscheletrici</em> con l&rsquo;et&agrave; che avanza e promuovendo <em>buone pratiche ergonomiche</em>. Allo stesso tempo educa i lavoratori all&rsquo;importanza di prendersi cura della propria salute con modalit&agrave; operative corrette.</p>
<h3><strong>La Dinamicit&agrave; degli Ambienti di Lavoro</strong></h3>
<p>Il lavoro contemporaneo &egrave; sempre pi&ugrave; dinamico: le persone cambiano frequentemente mansioni, ruoli e sedi operative. Questo richiede spazi di lavoro flessibili e adattabili, postazioni facilmente modificabili per soddisfare le diverse esigenze dei lavoratori, considerando et&agrave;, genere, caratteristiche individuali e specificit&agrave; dell&rsquo;attivit&agrave; svolta.</p>
<p>Con la diffusione del lavoro da remoto, diventa inoltre importante garantire che i lavoratori dispongano di postazioni ergonomiche adeguate, fornendo strumenti e indicazioni per migliorare l&rsquo;ergonomia anche in contesti non tradizionali.</p>
<h3><strong>Progettazione Inclusiva</strong></h3>
<p>Le aziende devono investire in soluzioni ergonomiche per mantenere i lavoratori non pi&ugrave; giovani sani, attivi e produttivi, creando ambienti accessibili e confortevoli per tutte le et&agrave;.</p>
<p>Per farlo &egrave; fondamentale aggiornare la valutazione dei rischi ergonomici e definire un <strong>piano di miglioramento</strong> efficace e mirato, basato sull&rsquo;analisi dei fattori che determinano la presenza di rischio nelle diverse attivit&agrave; lavorative.</p>
<p>L&rsquo;art. 28 del D.Lgs. 81/08 precisa chiaramente che la valutazione dei rischi deve tener conto dell&rsquo;et&agrave; dei lavoratori. Questo implica non solo intervenire per ridurre o eliminare i rischi esistenti, ma anche adottare un approccio preventivo in grado di garantire benessere, sicurezza e sostenibilit&agrave; delle mansioni lungo tutto l&rsquo;arco della vita lavorativa.</p>
<p>L&rsquo;ergonomia rappresenta uno strumento fondamentale per migliorare complessivamente le condizioni di lavoro dei lavoratori meno giovani.</p>
<p>Gli interventi possibili possono agire su diversi livelli:</p>
<ul>
<li><strong>Postazioni regolabili e flessibili: </strong>regolazione in altezza, possibilit&agrave; di sedute e postazioni mutabili per favorire l&rsquo;alternanza posturale e ridurre l&rsquo;affaticamento fisico;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Strumenti ergonomici</strong>: attrezzature che richiedono minore forza e facilitano posture corrette;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Pesi raccomandati per fasce d&rsquo;et&agrave;: </strong>rispetto delle masse raccomandate nelle attivit&agrave; di movimentazione manuale dei carichi;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Automazioni o ausili: </strong>soluzioni tecniche che evitano posture estreme e riducono il sovraccarico del rachide;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Ritmi di lavoro sostenibili: </strong>organizzazione delle attivit&agrave; ripetitive con pause adeguate per favorire il recupero muscolare;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Interventi ambientali: </strong>illuminazione adeguata per ridurre l&rsquo;affaticamento visivo e aumentare la concentrazione e condizioni microclimatiche ottimali per favorire il benessere termico;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Miglioramento dei turni di lavoro: </strong>riduzione o eliminazione del turno notturno per tutelare la salute cronobiologica;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Interventi cognitivi</strong>: interfacce semplici e intuitive che riducono la frustrazione e l&rsquo;affaticamento cognitivo.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;approccio integrato di pi&ugrave; interventi permette alle aziende di gestire una forza lavoro sempre pi&ugrave; eterogenea e longeva, migliorando sicurezza, produttivit&agrave; e confort.</p>
<h4><strong>Conclusioni</strong></h4>
<p>L&rsquo;ergonomia &egrave; essenziale per garantire un <strong>ambiente di lavoro sano e produttivo</strong>, soprattutto in un contesto di invecchiamento della popolazione lavorativa. Non rappresenta solo un percorso correttivo, ma anche uno s<strong>trumento di prevenzione</strong>.</p>
<p>Investire in ergonomia significa prendersi cura delle <strong>persone</strong>: garantire che i lavoratori rimangano sani nel tempo, accompagnando l&rsquo;invecchiamento lavorativo con soluzioni che preservino la salute e contribuiscano ad un ambiente di lavoro pi&ugrave; produttivo e soddisfacente. Inoltre, &egrave; una strategia con significativi ritorni economici e organizzativi, con <em>costi iniziali ampiamente compensati dai benefici</em> generati nel medio-lungo termine, grazie alla riduzione degli infortuni, dell&rsquo;assenteismo e del turnover e al miglioramento della performance.</p>
<p>Creare condizioni di lavoro ergonomiche &egrave; una responsabilit&agrave; condivisa che richiede l&rsquo;impegno congiunto di datori di lavoro, responsabili della sicurezza e lavoratori, integrando in modo sinergico aspetti tecnici, organizzativi, ambientali e comportamentali, per garantire contesti lavorativi adatti a tutte le et&agrave;.</p>
<p>Vuoi approfondire questo tema? <a href="mailto:consulenza@stillab.it" class="a-breath"><strong>Contattaci ora</strong></a>, saremo lieti di affiancarti passo dopo passo.</p>
</body></html>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza (DUVRI)</title>
		<link>https://stillab.it/il-documento-unico-di-valutazione-dei-rischi-da-interferenza-duvri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Chirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Sep 2021 09:48:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[documento valutazione rischi]]></category>
		<category><![CDATA[duvri]]></category>
		<category><![CDATA[salute e sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[salute lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[valutazione rischi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando si parla di cantieri, attivit&#224; lavorative o grossi appalti spesso ci si trova nella condizione in cui differenti realt&#224; si trovino a lavorare nello stesso luogo o nello stesso momento. In questo contesto, come si valutano i rischi e in quale misura occorre farli ricadere su ciascuna Azienda? Cosa sono i rischi da interferenza&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<html><body><p>Quando si parla di <strong>cantieri, attivit&agrave; lavorative</strong> o <strong>grossi appalti</strong> spesso ci si trova nella condizione in cui <strong>differenti</strong> <strong>realt&agrave;</strong> si trovino a lavorare nello <strong>stesso luogo</strong> o nello <strong>stesso momento</strong>.</p>
<p>In questo contesto, come <strong>si valutano i rischi</strong> e in <strong>quale misura</strong> occorre farli <strong>ricadere </strong>su<strong> ciascuna Azienda</strong>?</p>
<h2><strong>Cosa sono i rischi da interferenza</strong></h2>
<p>Si parla di&nbsp;<strong>interferenze </strong><strong>quando operatori</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>Aziende diverse</strong> prestano la loro <strong>attivit&agrave; </strong>sullo&nbsp;<strong>stesso luogo di lavoro. &nbsp;</strong><strong>Possono presentarsi quando</strong> <strong>diverse realt&agrave; lavorano in contemporanea</strong> o in <strong>successione</strong> sullo <strong>stesso sito</strong> e gli <strong>effetti</strong> dell&rsquo;attivit&agrave; <strong>di chi precede</strong> <strong>ricadono</strong> in qualche misura <strong>su chi interviene successivamente</strong>.</p>
<p>&Egrave; presumibile che <strong>ogni prestatore d&rsquo;opera</strong>, con la propria attivit&agrave;, <strong>apporti</strong> dei <strong>rischi </strong>sul luogo di lavoro, i quali, tramite le <strong>sovrapposizioni</strong>, possono generare&nbsp;<strong>un aumento del livello di rischio </strong><strong>cumulato.</strong></p>
<p>Per maggior chiarezza, portiamo un <strong>esempio</strong> pratico.<br>
Immaginiamo all&rsquo;interno di una fabbrica il guasto di un impianto, a causa del quale si incarica una ditta appaltante per le operazioni di riparazione.</p>
<p>In questo caso, i <strong>rischi</strong> che gi&agrave; si trovavano <strong>sull&rsquo;area di lavoro</strong>, legati all&rsquo;attivit&agrave; della Committenza, possono essere considerati<strong> rischi da interferenza</strong>&nbsp;per la ditta che svolge le riparazioni in appalto.</p>
<p>Allo stesso modo, i <strong>rischi</strong> derivanti dalle attivit&agrave; di manutenzione, diventano un <strong>rischio interferente</strong> per <strong>l&rsquo;Azienda Committente</strong>.</p>
<p>I <strong>dipendenti della fabbrica</strong> quindi non solo saranno <strong>soggetti</strong> ai <strong>rischi</strong> generati dalla propria attivit&agrave;, ma anche a quelli legati alle operazioni di riparazione. Analogamente, i <strong>rischi specifici</strong> dell&rsquo;attivit&agrave; della <strong>Committente</strong> <strong>ricadono anche</strong>, e si aggiungono, a quelli tipici per <strong>l&rsquo;Azienda Appaltante</strong>.</p>
<h2><strong>Tipologie di rischio da considerare per il Duvri</strong></h2>
<p>L&rsquo;<strong>Inail </strong>fornisce delle <strong>linee guida </strong>per la&nbsp;<strong>valutazione dei rischi da interferenze lavorative.<br>
</strong><br>
Ecco un elenco delle principali <strong>tipologie di rischio</strong> da considerare:</p>
<ul>
<li><strong>Rischi specifici: </strong>ovvero presenti sul luogo di lavoro <strong>prima dell&rsquo;appalto</strong></li>
<li><strong>Rischi indotti presunti:</strong> ovvero <strong>ipotizzati dal Committente</strong>, in relazione all&rsquo;attivit&agrave; che svolger&agrave; l&rsquo;Appaltatore nel suo ambiente di lavoro</li>
<li><strong>Rischi Standard</strong>: ovvero la somma di quelli <strong>specifici</strong> e <strong>indotti presunti</strong></li>
<li><strong>Rischi indotti effettivi</strong>: quelli che <strong>l&rsquo;Appaltatore introduce effettivamente</strong> sull&rsquo;ambiente di lavoro dell&rsquo;Azienda Committente</li>
<li><strong>Rischi reali:</strong> ovvero la somma dei <strong>rischi specifici</strong>, dei <strong>rischi indotti presunti</strong> e dei <strong>rischi indotti effettivi</strong>.</li>
</ul>
<h2><strong>Duvri: normativa e scopi del documento</strong></h2>
<p><strong>L&rsquo;Art.26 del D.Lgs. 81/2008</strong> disciplina uno specifico strumento di prevenzione, utile in caso di rischi da interferenze; si tratta del <strong>Duvri o Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza</strong>.</p>
<p>La normativa prevede l&rsquo;<strong>onere</strong> dell&rsquo;<strong>Azienda Committente</strong> di redigere il <strong>Duvri</strong>, nella specifica figura del Datore del lavoro. Non &egrave; invece richiesto alle imprese o lavoratori autonomi, affidatarie del contratto d&rsquo;appalto.</p>
<p>Lo <strong>scopo del Duvri</strong> si pu&ograve; sintetizzare in questi punti:</p>
<ul>
<li><strong>Verificare l&rsquo;idoneit&agrave; tecnico professionale</strong> dell&rsquo;impresa <strong>Appaltante</strong></li>
<li><strong>Promuovere </strong>la<strong> cooperazione </strong>ed il<strong> coordinamento</strong> tra impresa <strong>Committente</strong> e impresa <strong>Appaltante</strong>, ai fini della <strong>Sicurezza</strong></li>
<li><strong>Fornire</strong> ai lavoratori dell&rsquo;<strong>impresa Appaltatrice</strong> dettagliate <strong>informazioni</strong> sui <strong>rischi specifici</strong> del sito in cui andranno ad operare, oltre alle misure di prevenzione ed emergenza.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-6984 aligncenter" src="https://stillab.it/wp-content/uploads/2021/09/DUVRI_Stillab.png" alt="" width="552" height="414" srcset="https://stillab.it/wp-content/uploads/2021/09/DUVRI_Stillab.png 834w, https://stillab.it/wp-content/uploads/2021/09/DUVRI_Stillab-300x225.png 300w, https://stillab.it/wp-content/uploads/2021/09/DUVRI_Stillab-768x576.png 768w, https://stillab.it/wp-content/uploads/2021/09/DUVRI_Stillab-719x540.png 719w, https://stillab.it/wp-content/uploads/2021/09/DUVRI_Stillab-600x450.png 600w" sizes="(max-width: 552px) 100vw, 552px" /></p>
<h2>Quando &egrave; necessario redigere il Duvri</h2>
<p>Il <strong>Duvri, </strong>per sua natura, va <strong>redatto</strong> nel momento in cui <strong>differenti Aziende lavorino nello stesso luogo </strong>o nello <strong>stesso momento</strong>, con la possibilit&agrave; che <strong>l&rsquo;attivit&agrave; di una vada a interferire </strong>con <strong>quella dell&rsquo;altra</strong>. Quando la condizione &ldquo;temporale&rdquo; o &ldquo;spaziale&rdquo; non sussistono, il Duvri non &egrave; necessario.</p>
<p>Oltre a queste condizioni, il documento non &egrave; richiesto nei seguenti casi:</p>
<p>&ndash; Servizi di natura intellettuale</p>
<p>&ndash; Mera fornitura di materiale ed attrezzature</p>
<p>&ndash; Lavori non superiori&nbsp;a cinque uomini/giorno<br>
(ad eccezione di alcune specifiche condizioni di rischio, come ad esempio il rischio incendio).</p>
<h2><strong>Come redigere il Duvri?</strong></h2>
<p>Con l&rsquo;obiettivo di redigere il <strong>Duvri</strong>, prendiamo in considerazione il modello standard che ha stilato l&rsquo;Inail.</p>
<p>In particolare, le <strong>parti principali </strong>e i <strong>requisiti </strong>che costituiscono il processo di redazione di questo documento possono essere schematizzati nei seguenti punti:</p>
<ul>
<li>Criteri utilizzati per valutare i rischi;</li>
<li>Descrizione dell&rsquo;Azienda Committente, incluse le aree di lavoro, le attivit&agrave; svolte ed i reparti interessati dalle attivit&agrave; oggetto dell&rsquo;appalto;</li>
<li>Descrizione delle attivit&agrave; svolte dagli Appaltatori;</li>
<li>Identificazione dei locali a disposizione dell&rsquo;Appaltatore;</li>
<li>Valutazione dei rischi interferenziali nelle aree di lavoro;</li>
<li>Programma delle attivit&agrave; oggetto dell&rsquo;appalto, con indicazione delle aree di lavoro nelle quali saranno svolte, delle attivit&agrave; lavorative omogenee per rischio e degli esecutori delle operazioni;</li>
<li>Descrizione e organizzazione delle misure di prevenzione e protezione;</li>
<li>Computo estimativo dei costi della Sicurezza;</li>
<li>Coordinamento delle fasi lavorative.</li>
</ul>
<p>Destreggiarsi nelle&nbsp;<strong>normative</strong>&nbsp;&egrave; fondamentale per essere <strong>veloci ed efficaci</strong> nella creazione del <strong>Duvri.</strong><br>
Per redigerlo in maniera <strong>corretta</strong> e secondo i <strong>requisiti</strong>, ci si pu&ograve; rivolgere a&nbsp;<strong><u><a href="mailto:segreteria@stillab.it" class="a-breath">Stillab</a></u></strong>, una realt&agrave; specializzata in questo ambito.</p>
</body></html>
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			</item>
		<item>
		<title>Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro</title>
		<link>https://stillab.it/protocollo-condiviso-di-aggiornamento-delle-misure-per-il-contrasto-e-il-contenimento-della-diffusione-del-virus-sars-cov-2-covid-19-negli-ambienti-di-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Chirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Apr 2021 07:49:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[ispettorato del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[RSPP]]></category>
		<category><![CDATA[salute lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[SARS-CoV-2]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza ambienti di lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini azienda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://stillab.it/?p=6325</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha diffuso la versione aggiornata del Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro, sottoscritto in data 6 aprile 2021, che aggiorna e rinnova i precedenti accordi. Il testo &#232; stato condiviso con il&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://stillab.it/protocollo-condiviso-di-aggiornamento-delle-misure-per-il-contrasto-e-il-contenimento-della-diffusione-del-virus-sars-cov-2-covid-19-negli-ambienti-di-lavoro/">Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro</a> proviene da <a href="https://stillab.it">Stillab</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<html><body><p>Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha diffuso la versione aggiornata del <a href="https://stillab.it/protocollo-condiviso/" class="a-breath"><strong>Protocollo condiviso</strong></a> di aggiornamento delle misure per il <strong>contrasto e il contenimento</strong> della diffusione del virus <strong>SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro</strong>, sottoscritto in data <strong>6 aprile 2021</strong>, che <strong>aggiorna e rinnova i precedenti accordi</strong>. Il testo &egrave; stato condiviso con il Ministero della Salute e gli enti di previdenza e assistenza e le parti sociali.</p>
<p>Le misure, gi&agrave; in parte contenute nei protocolli condivisi sottoscritti successivamente alla dichiarazione di stato di emergenza (14 marzo 2020 e 24 aprile 2020), vengono aggiornate in base ai numerosi provvedimenti adottati dal Governo e, da ultimo, del DPCM 2 marzo 2021. L&rsquo;aggiornamento &egrave; stato promosso in particolare, in attuazione della disposizione di cui all&rsquo;articolo 1, comma 1, numero 9), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020, che, in relazione alle attivit&agrave; professionali e alle attivit&agrave; produttive raccomanda intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.</p>
<p>L&rsquo;obbiettivo del testo &egrave; che la <strong>prosecuzione delle attivit&agrave; produttive</strong> avvenga solo in presenza di <strong>condizioni di adeguati livelli di protezione</strong>, nel caso questi ultimi non siano raggiunti, &egrave; prevista la sospensione dell&rsquo;attivit&agrave; fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.</p>
<p>Il testo conferma tra le misure per contrastare il diffondersi del virus, l&rsquo;utilizzo dei dispositivi di protezione individuale naso/bocca, il distanziamento e la sanificazione periodica, specificando che all&rsquo;interno delle attivit&agrave; produttive, siano limitati al massimo gli spostamenti all&rsquo;interno dei siti e contingentato l&rsquo;accesso agli spazi comuni e che in tutti i casi di condivisione degli ambienti di lavoro, al chiuso o all&rsquo;aperto, &egrave; obbligatorio dell&rsquo;uso delle mascherine chirurgiche o di dispositivi di protezione individuale di livello superiore. (Tale uso non &egrave; necessario nel caso di attivit&agrave; svolte in condizioni di isolamento). Inoltre, il testo raccomanda come in precedenza, l&rsquo;utilizzo al lavoro agile, come utile strumento di prevenzione, insieme al ricorso agli ammortizzatori sociali o alle ferie, come alternativa al lavoro in presenza.</p>
<p>Inoltre, il testo <strong>sospende</strong> tutte le <strong>attivit&agrave; di formazione</strong> in modalit&agrave; <strong>in presenza</strong>, anche se obbligatoria. Viene consentita in presenza, <strong>solo la formazione in azienda</strong>,&nbsp; esclusivamente per i lavoratori dell&rsquo;azienda stessa, a condizione che siano attuate le misure di contenimento del rischio di cui al &laquo;<a href="https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/pubblicazioni/catalogo-generale/pubbl-rimodulazione-contenimento-covid19-sicurezza-lavoro.html" class="a-breath">Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione</a>&raquo; pubblicato dall&rsquo;INAIL.</p>
<p>Non sono consentite le riunioni in presenza, a meno che non vi sia un motivo di necessit&agrave; e urgenza e che non sia possibile effettuare la stessa con modalit&agrave; &ldquo;a distanza&rdquo;.</p>
<p>Al capitolo 8 del protocollo, relativo <strong>alle trasferte</strong>, non si fa pi&ugrave; riferimento a sospensione/annullamento ma specifica che &egrave; opportuno che il datore di lavoro, in collaborazione con il MC e il RSPP, tenga conto del contesto associato alle diverse tipologie di trasferta previste, anche in riferimento all&rsquo;andamento epidemiologico delle sedi di destinazione.</p>
<p>Il <strong>Medico Competente</strong> inoltre potr&agrave; suggerire l&rsquo;adozione di strategie di <strong>testing/screening</strong> qualora ritenute utili al fine del contenimento della diffusione del virus e della salute dei lavoratori, considerando l&rsquo;andamento epidemiologico nel territorio di riferimento.</p>
<p>Tra le novit&agrave; rispetto alle versioni precedenti, si sottolinea che i <strong>lavoratori</strong> che devono <strong>rientrare</strong> al lavoro <strong>dopo essere risultati positivi, potranno essere riammessi </strong>oltre il ventunesimo giorno<strong>, solo dopo la negativizzazione del tampone molecolare o antigenico </strong>effettuato in struttura accreditata o autorizzata dal servizio sanitario. Per i lavoratori positivi a lungo termine il Ministero rimarca di valutare anche la possibilit&agrave; di ricorrere al lavoro agile.</p>
<h2>COME COMPORTARSI IN CASO DI LAVORATORE ASSENTE CAUSA COVID-19?</h2>
<p>Il Ministero della Salute ha dato maggiori indicazioni procedurali per la riammissione in azienda di lavoratori dopo assenza di malattia COVID-19, attraverso la <a href="https://stillab.it/circolare-n-15127-del-12-aprile-2021/" class="a-breath"><strong>Circolare n. 15127 del 12 aprile 2021</strong></a>, dove distingue 5 casi e specificando come comportarsi in ognuno di essi:</p>
<ul>
<li><strong>Lavoratori positivi con sintomi gravi e ricovero</strong>: il medico competente effettua la visita medica preventiva al fine di verificare l&rsquo;idoneit&agrave; alla mansione indipendentemente dalla durata dell&rsquo;assenza per malattia.</li>
<li><strong>Lavoratori positivi sintomatici</strong>: possono rientrare in azienda dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test).</li>
<li><strong>Lavoratori positivi asintomatici</strong>: possono rientrare al lavoro dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positivit&agrave;, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare con risultato negativo. I lavoratori positivi la cui guarigione sia stata certificata da tampone negativo, se conviventi con casi ancora positivi non devono essere considerati alla stregua di contatti stretti con obbligo di quarantena ma possono essere riammessi in servizio.</li>
<li><strong>Lavoratori positivi a lungo termine</strong>: le persone che continuano a risultare positivi al test molecolare per SARS-CoV-2 e che non presentano sintomi da almeno una settimana, possono interrompere l&rsquo;isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi. Questi soggetti saranno riammessi al lavoro solo dopo la negativizzazione del tampone molecolare o antigenico effettuato in struttura accreditata dal servizio sanitario. Il referto di negativit&agrave; dovr&agrave; essere inviato al datore di lavoro e al medico competente da parte del lavoratore anche per via telematica. Il periodo di tempo che intercorre tra il rilascio dell&rsquo;attestazione di fine isolamento e la negativizzazione, nel caso in cui il lavoratore non possa essere adibito a modalit&agrave; di lavoro agile, dovr&agrave; essere coperto da un certificato di prolungamento della malattia rilasciato dal medico curante.</li>
<li><strong>Lavoratore contatto stretto asintomatico</strong>: per essere riammesso, il lavoratore dopo aver effettuato una quarantena di 10 giorni dall&rsquo;ultimo contatto con il caso positivo, si sottopone all&rsquo;esecuzione del tampone e il referto di negativit&agrave; del tampone molecolare o antigenico e&#768; trasmesso dal Dipartimento di Sanita&#768; Pubblica al lavoratore che ne informa il datore di lavoro e il medico competente.</li>
</ul>
<p>Si evidenzia inoltre che l&rsquo;Ispettorato del Lavoro con la <a href="https://stillab.it/nota_inl_2181_09402021/" class="a-breath"><strong>nota del 9 aprile 2021 n. 2181</strong></a>, ha aggiornato la Check List di verifica e controllo da utilizzare per i sopralluoghi in azienda al fine di allinearlo con il nuovo protocollo.</p>
</body></html>
<p>L'articolo <a href="https://stillab.it/protocollo-condiviso-di-aggiornamento-delle-misure-per-il-contrasto-e-il-contenimento-della-diffusione-del-virus-sars-cov-2-covid-19-negli-ambienti-di-lavoro/">Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro</a> proviene da <a href="https://stillab.it">Stillab</a>.</p>
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		<title>Il Radon: un pericolo cancerogeno nei luoghi di lavoro</title>
		<link>https://stillab.it/il-radon-un-pericolo-cancerogeno-nei-luoghi-di-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Chirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2020 07:30:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ARPA]]></category>
		<category><![CDATA[salute e sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[salute lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
		<category><![CDATA[valutazione rischi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il fumo da tabacco in Italia &#232; il radon la seconda causa pi&#249; diffusa di tumore ai polmoni. Parliamo di un gas nobile radioattivo incolore e inodore in grado di emanare particelle ionizzanti cancerogene per l&#8217;uomo. Deriva dallo sgretolamento dell&#8217;uranio situato all&#8217;interno del terreno, di alcune rocce e di determinati materiali da costruzione come&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<html><body><p><strong>Dopo il fumo</strong> da tabacco in Italia &egrave; il <strong>radon</strong> la <strong>seconda causa</strong> pi&ugrave; diffusa di <strong>tumore ai polmoni</strong>. Parliamo di un<strong> gas nobile radioattivo </strong>incolore e inodore in grado di<strong> emanare particelle ionizzanti</strong> <strong>cancerogene</strong> per l&rsquo;uomo. <strong>Deriva dallo sgretolamento dell&rsquo;uranio</strong> situato all&rsquo;interno del terreno, di alcune rocce e di determinati materiali da costruzione come graniti, pozzolane e tufo. La sua naturale mutazione del nucleo <strong>si misura in Becquerel </strong>e prende il nome di decadimento radioattivo.</p>
<h2><strong>Analisi e rilevamenti sul territorio italiano</strong></h2>
<p><strong>L&rsquo;ISPRA e l&rsquo;ARPA</strong>, due tra i pi&ugrave; importanti istituti di ricerca, hanno effettuato un&rsquo;<a href="http://webgis.arpa.piemonte.it/geoportale/index.php/tematiche/radioattivita" class="a-breath"><strong>analisi di monitoraggio</strong></a> del radon<strong> su tutto il territorio nazional</strong>e, evidenziando un&rsquo;effettiva <strong>disomogeneit&agrave; tra le regioni</strong>: Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Lazio e Campania sono le zone pi&ugrave; a rischio a causa della loro struttura geologica. Nello studio &egrave; inoltre emerso che i<strong> suoli pi&ugrave; soggett</strong>i sono per la maggior parte di<strong> origine vulcanica</strong>.</p>
<h2><strong>A salvaguardia dell&rsquo;esposizione: decreto n.241/2000</strong></h2>
<p>In merito ai luoghi di lavoro, la normativa n.241/2000 sancisce l<strong>&lsquo;obbligo di valutazione del rischio</strong> di esposizione al radon<strong> in caso di</strong> presenza di <strong>figure</strong> che svolgono la loro<strong> attivit&agrave; in ambienti sotterranei </strong>o semisotterranei <strong>per almeno 10 ore al mese</strong>. Il decreto aggiunge che la <strong>concentrazione massima concessa nell&rsquo;aria </strong>non deve superare i <strong>500 Bq/m<sup>3</sup></strong>, un valore importante e<strong> non in linea con</strong> il parametro<strong> europeo</strong> pari a <strong>300 Bq/m<sup>3</sup></strong>.</p>
<p><em>Questo gas tende ad <strong>accumularsi in luoghi confinati</strong>, motivo per cui rappresenta un grande <strong>pericolo</strong> soprattutto <strong>per la salute di chi lavora</strong> all&rsquo;interno di <strong>miniere, grotte e stabilimenti termali</strong>. </em></p>
<h2><strong>Lo strumento di misurazione</strong></h2>
<p>Il<strong> prelievo</strong> della concentrazione radon deve essere effettuato <strong>per 365 giorni naturali consecutivi</strong>, in quanto il <strong>gas &egrave; predisposto a variare in relazione</strong> ai cambi di <strong>stagione </strong>e alle <strong>ore </strong>del giorno. Non a caso, i picchi pi&ugrave; alti sono stati registrati in estate e durante l&rsquo;arco della notte.</p>
<p>Ma veniamo a noi. Durante il periodo di campionamento <strong>lo strumento ideale</strong> per la rilevazione &egrave; il <strong>dosimetro passivo</strong>, un oggetto composto da un contenitore plastico in cui &egrave; presente un elemento sensibile alle radiazioni.</p>
<h2><strong>Misure di prevenzione: pi&ugrave; sicurezza e salute </strong></h2>
<p><strong>Appurata la sua presenza</strong> nell&rsquo;aria &egrave; bene agire con precise e puntuali azioni, adottando<strong> misure di risanamento</strong> utili a diminuire la pericolosit&agrave; del gas.</p>
<ul>
<li><strong>Depressurizzazione</strong> del <strong>suolo</strong></li>
<li><strong>Aerazione e ventilazione</strong> di tutti i locali, in particolare della cantina</li>
<li><strong>Aspirazione dell&rsquo;aria interna</strong> dell&rsquo;edificio tramite intercapedini o canaline di raccolta</li>
<li><strong>Pressurizzazione</strong> della <strong>struttura</strong></li>
<li><strong>Impermeabilizzazione</strong> del pavimento, con annessa <strong>sigillatura </strong>di crepe e fessure presenti su muri e pareti</li>
<li><strong>Isolamento </strong>delle <strong>porte</strong> comunicanti con le cantine</li>
</ul>
<h2><strong>In che modo possiamo aiutarti? </strong></h2>
<p><strong>Se solo presumi </strong>che i tuoi collaboratori sono esposti al radon, <strong>non aspettare</strong>. <strong>Per tranquillit&agrave;</strong> tua e <strong>per la tutela della salute</strong> di tutto il personale <strong>effettua una valutazione del rischio</strong>. <a href="mailto:chirico@stillab.it" class="a-breath">Contattaci</a>, i nostri referenti del laboratorio analisi sono a tua disposizione per una <strong>mirata consulenza aziendale</strong>.</p>
</body></html>
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		<title>MICROCLIMA: di che cosa si tratta, come valutarlo e quanto può influire sul nostro organismo</title>
		<link>https://stillab.it/microclima-di-che-cosa-si-tratta-come-valutarlo-e-quanto-puo-influire-sul-nostro-organismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Chirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Oct 2018 07:31:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[microclima]]></category>
		<category><![CDATA[salute lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[valutazione microclima]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://stillab.it/?p=3326</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il microclima è un fattore capace di <strong>condizionare fortemente il comfort e le prestazioni sul luogo di lavoro</strong>, fino a compromettere la salute del personale nei casi più gravi. Ecco perché è importante eseguire una valutazione microclimatica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://stillab.it/microclima-di-che-cosa-si-tratta-come-valutarlo-e-quanto-puo-influire-sul-nostro-organismo/">MICROCLIMA: di che cosa si tratta, come valutarlo e quanto può influire sul nostro organismo</a> proviene da <a href="https://stillab.it">Stillab</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<html><body><h2>Premettiamo che&hellip;</h2>
<p>Per <strong>microclima</strong> s&rsquo;intende il complesso di parametri microclimatici dell&rsquo;ambiente in cui un individuo vive o lavora. L&rsquo;interazione dell&rsquo;organismo con l&rsquo;ambiente termico che lo circonda pu&ograve; generare una serie di effetti di tipo <strong>percettivo</strong> (comfort/discomfort), <strong>prestazionale</strong> (come una riduzione dell&rsquo;efficienza lavorativa), fino a coinvolgere elementi <strong>fisiologici</strong> e <strong>funzioni vitali</strong> dell&rsquo;individuo stesso (eventi infortunistici e problemi di salute).</p>
<h2>Che cosa dice la normativa del microclima?</h2>
<p>Il rischio microclimatico nei luoghi di lavoro &egrave; evidenziato nel <strong>D.Lgs 81/08</strong> e s.m.i.</p>
<ul>
<li>All&rsquo;interno del Titolo II &ldquo;Luoghi di lavoro&rdquo; con riferimento all&rsquo;Allegato IV punto 1.9</li>
<li>Nel Titolo VIII Capo I in trattazione dei rischi da &ldquo;Agenti fisici&rdquo;</li>
</ul>
<p>A differenza di quanto avviene per la valutazione degli altri agenti fisici (rumore, vibrazioni, campi elettromagnetici e radiazioni ottiche artificiali), la legge non disciplina nello specifico questa materia se non con disposizioni di carattere generale. Ai fini della valutazione dei rischi, si utilizzano come <strong>principali riferimenti gli standard tecnici redatti dagli organismi di normazione nazionale e internazionale</strong>. A tal proposito, nel mese di luglio 2018 &egrave; stato pubblicato l&rsquo;opuscolo INAIL intitolato&nbsp;<a href="https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/pubblicazioni/catalogo-generale/pubbl-valutazione-del-microclima.html" target="_blank" rel="noopener" class="a-breath">La valutazione del microclima</a>, il cui obiettivo &egrave; quello di fornire uno strumento di consultazione per una corretta valutazione del rischio microclimatico.</p>
<h2>&Egrave; importante sapere che&hellip;</h2>
<p>Negli <strong>ambienti di lavoro</strong> in cui il ciclo produttivo richiede <strong>condizioni ambientali estreme</strong>, con temperature particolarmente elevate o eccessivamente basse, &egrave; necessario <strong>proteggere la salute dei lavoratori</strong> modificando, quando possibile, il ciclo produttivo o realizzando adeguati sistemi di protezione collettiva e individuale.</p>
<p>Risulta quindi&nbsp;<strong>indispensabile</strong> individuare preliminarmente la presenza di:</p>
<ul>
<li>ambienti termicamente moderabili, in cui non esistono vincoli per il raggiungimento dei livelli di comfort,</li>
<li>ambienti termicamente vincolanti, in cui esistono vincoli -principalmente legati alla temperatura- in grado di pregiudicare il conseguimento delle condizioni di comfort.</li>
</ul>
<h2>Come possiamo aiutarti?</h2>
<p>In&nbsp;<strong>Stillab</strong> siamo in grado di fornirti&nbsp;<strong>supporto</strong> e <strong>assistenza</strong> per la tua <a href="https://stillab.it/strumenti-e-prelievi/" class="a-breath">valutazione microclimatica</a>. In particolare, il nostro personale si occupa di:</p>
<ul>
<li>effettuare l&rsquo;analisi preliminare dei luoghi di lavoro,</li>
<li>provvedere al censimento delle zone e alla valutazione delle eventuali criticit&agrave;,</li>
<li>effettuare misurazioni, attraverso centralina microclimatica, dei principali parametri (temperatura, umidit&agrave;, velocit&agrave; dell&rsquo;aria, temperatura radiante, ecc),</li>
<li>predisporre la necessaria documentazione,</li>
<li>collaborare alla ricerca di eventuali soluzioni tecniche al fine di minimizzare il rischio.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I consulenti Stillab sono a tua disposizione</strong>&nbsp;per aiutarti a orientarti e fornirti tutte le informazioni e i chiarimenti sul tema.</p>
<p><a class="a-breath" href="mailto:consulenza@stillab.it"><strong>Contattaci ora</strong></a>, saremo lieti di affiancarti passo dopo passo.</p>
<p>&nbsp;</p>
</body></html>
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