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	<title>prevenzione &#8226; Stillab</title>
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	<description>Analisi, Formazione &#38; Consulenza</description>
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	<title>prevenzione &#8226; Stillab</title>
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		<title>Sicurezza sul lavoro e formazione RSPP 2026: le novità tra riforma e aggiornamento dei modelli formativi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lucia Chirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 13:43:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Compliance]]></category>
		<category><![CDATA[DLS 81]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sistema della sicurezza sul lavoro &#232; al centro di una fase di profonda evoluzione, che coinvolge sia il quadro normativo generale sia i percorsi di formazione dei professionisti della prevenzione. Da un lato, la proposta di riforma elaborata dalla Commissione istituita presso il Ministero della Giustizia introduce un nuovo approccio basato su prevenzione, organizzazione&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<html><body><p>Il sistema della sicurezza sul lavoro &egrave; al centro di una fase di profonda evoluzione, che coinvolge sia il quadro normativo generale sia i percorsi di formazione dei professionisti della prevenzione.</p>
<p>Da un lato, la proposta di riforma elaborata dalla Commissione istituita presso il Ministero della Giustizia introduce un nuovo approccio basato su <strong>prevenzione, organizzazione aziendale e compliance</strong>. Dall&rsquo;altro, il nuovo <strong>Accordo Stato-Regioni 2026 sulla formazione RSPP</strong> aggiorna in modo significativo le modalit&agrave; e i contenuti dei percorsi formativi.</p>
<p>Nel loro insieme, questi interventi delineano un sistema pi&ugrave; moderno, dinamico e orientato alla gestione del rischio.</p>
<h3><strong>Riforma della sicurezza sul lavoro: i punti chiave</strong></h3>
<p>La proposta di riforma segna un cambio di paradigma: si passa da un modello prevalentemente sanzionatorio a un sistema che valorizza la <strong>prevenzione organizzata</strong> e le <strong>imprese virtuose</strong>.</p>
<p>Un aspetto centrale riguarda la <strong>responsabilit&agrave; penale del datore di lavoro</strong>, che verrebbe limitata ai soli casi di <strong>colpa grave</strong> qualora l&rsquo;impresa abbia adottato e applicato efficacemente <strong>modelli organizzativi</strong> idonei. Questo introduce una logica &ldquo;premiale&rdquo;, volta a incentivare una gestione strutturata della sicurezza.</p>
<p>Parallelamente, viene previsto un <strong>inasprimento delle pene</strong> per i reati di <strong>omicidio colposo</strong> e <strong>lesioni colpose aggravate</strong>, con l&rsquo;obiettivo di rafforzare la funzione preventiva della norma.</p>
<p>La riforma introduce inoltre una <strong>attenuante per contributo marginale</strong>, riconoscendo la complessit&agrave; e la natura spesso <strong>pluri-fattoriale degli infortuni sul lavoro</strong>, e consentendo una pi&ugrave; equa graduazione delle responsabilit&agrave;.</p>
<p>Un ruolo sempre pi&ugrave; rilevante &egrave; attribuito al <strong>Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)</strong>, che viene rafforzato sia sotto il profilo dell&rsquo;<strong>autonomia operativa</strong> sia delle <strong>responsabilit&agrave;</strong>, diventando una figura ancora pi&ugrave; centrale nella gestione della sicurezza aziendale.</p>
<p>Allo stesso tempo, aumentano gli <strong>obblighi del datore di lavoro</strong>, che dovr&agrave; garantire risorse adeguate, vigilare sull&rsquo;efficacia del sistema prevenzionistico e adottare una organizzazione pi&ugrave; strutturata della sicurezza.</p>
<p>Grande attenzione &egrave; dedicata anche alla <strong>valutazione dei rischi</strong>: il <strong>DVR</strong> dovr&agrave; essere aggiornato in modo continuo, tenendo conto non solo dei cambiamenti aziendali ma anche dell&rsquo;evoluzione delle <strong>tecniche di prevenzione</strong>.</p>
<p>Sul piano processuale, l&rsquo;estensione del modello del <strong>&ldquo;Codice Rosso&rdquo;</strong> ai reati in materia di sicurezza punta ad accelerare le indagini e rafforzare la tutela delle persone offese.</p>
<p>Infine, viene consolidato il legame con il <strong>D.Lgs. 231/2001</strong>, rafforzando il ruolo dei <strong>modelli organizzativi</strong> come strumenti di prevenzione e come elementi in grado di ridurre l&rsquo;esposizione alla <strong>responsabilit&agrave; penale</strong>.</p>
<h3><strong>Formazione RSPP </strong></h3>
<p>Parallelamente alla riforma normativa, il nuovo Accordo Stato-Regioni ridefinisce il sistema della <strong>formazione RSPP</strong>, rendendolo pi&ugrave; flessibile e aderente al contesto attuale.</p>
<p>Tra le principali novit&agrave;:</p>
<ul>
<li>maggiore ricorso alla <strong>formazione a distanza asincrona (FAD)</strong>, che consente di fruire i contenuti teorici online</li>
<li>rafforzamento dell&rsquo;<strong>aggiornamento periodico</strong>, con focus su competenze digitali, sostenibilit&agrave; e nuovi modelli organizzativi</li>
</ul>
<p>Un elemento particolarmente innovativo riguarda anche la <strong>distinzione pi&ugrave; chiara tra i percorsi formativi</strong>: viene infatti precisata la differenza tra la formazione necessaria per assumere il ruolo di <strong>RSPP</strong> e quella prevista per gli <strong>ASPP</strong>, con percorsi differenziati coerenti con il diverso livello di <strong>responsabilit&agrave; e funzioni operative</strong>.</p>
<p>Si tratta di un passaggio importante, che contribuisce a rendere il sistema formativo pi&ugrave; coerente e mirato rispetto ai ruoli effettivamente svolti all&rsquo;interno dell&rsquo;organizzazione.</p>
<p>Completa il quadro il sistema dei <strong>crediti formativi</strong>, pi&ugrave; ampio e flessibile, che riconosce valore anche ad attivit&agrave; come convegni, seminari e studio individuale, promuovendo una formazione continua.</p>
<h3><strong>Un&rsquo;evoluzione integrata tra normativa e competenze</strong></h3>
<p>La riforma della sicurezza sul lavoro e il nuovo sistema di formazione RSPP si muovono nella stessa direzione: costruire un modello fondato su <strong>prevenzione, competenze e gestione del rischio</strong>.</p>
<p>In questo contesto, la sicurezza non &egrave; pi&ugrave; soltanto un adempimento normativo, ma diventa parte integrante della <strong>strategia aziendale</strong>. Allo stesso modo, la formazione assume un ruolo sempre pi&ugrave; centrale nello sviluppo di competenze in grado di accompagnare le organizzazioni in un contesto complesso e in continuo cambiamento.</p>
<p>&#128073; Per imprese e professionisti, la capacit&agrave; di adattarsi a queste novit&agrave; e di dotarsi di strumenti efficaci per la <strong>gestione della sicurezza e della formazione</strong> rappresenta oggi un vero fattore competitivo.</p>
<h3><strong>Conclusione</strong></h3>
<p>Se approvati e pienamente attuati, questi interventi potrebbero trasformare profondamente il sistema della sicurezza sul lavoro, rafforzando il ruolo della <strong>prevenzione</strong>, della <strong>compliance aziendale</strong> e della <strong>formazione continua</strong>.</p>
<p>Un passaggio che segna l&rsquo;evoluzione verso un modello pi&ugrave; consapevole, in cui la tutela della salute dei lavoratori si integra stabilmente nella struttura e nella cultura dell&rsquo;impresa.</p>
<p><a href="mailto:offerte@stillab.it" class="a-breath"><strong>Contattaci ora</strong></a>, saremo lieti di affiancarti passo dopo passo.</p>
</body></html>
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			</item>
		<item>
		<title>ISO 11228-3:2026 – cosa cambia nella valutazione dei movimenti ripetitivi</title>
		<link>https://stillab.it/iso-11228-32026-cosa-cambia-nella-valutazione-dei-movimenti-ripetitivi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Chirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 10:54:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[dvr]]></category>
		<category><![CDATA[ergonomia]]></category>
		<category><![CDATA[HSE]]></category>
		<category><![CDATA[ISO11228]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza sul lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La nuova ISO 11228-3:2026 sostituisce la versione ISO 11228-3:2007, introducendo un aggiornamento tecnico rilevante nella gestione del rischio ergonomico legato ai movimenti ripetitivi degli arti superiori. Il nuovo approccio &#232; pi&#249; ampio, strutturato e orientato alla valutazione progressiva del rischio, con strumenti pi&#249; flessibili e criteri pi&#249; chiari. Principali cambiamenti Approccio e campo di applicazione&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<html><body><p>La nuova <strong>ISO 11228-3:2026</strong> sostituisce la versione <strong>ISO 11228-3:2007</strong>, introducendo un aggiornamento tecnico rilevante nella gestione del rischio ergonomico legato ai <strong>movimenti ripetitivi degli arti superiori</strong>.</p>
<p>Il nuovo approccio &egrave; pi&ugrave; ampio, strutturato e orientato alla <strong>valutazione progressiva del rischio</strong>, con strumenti pi&ugrave; flessibili e criteri pi&ugrave; chiari.</p>
<h3><strong>Principali cambiamenti</strong></h3>
<p><strong>Approccio e campo di applicazione</strong></p>
<p>Da focus su <strong>bassi carichi ad alta frequenza</strong><br>
&#10145;&#65039; a focus su <strong>movimenti ripetitivi e sforzi degli arti superiori</strong>, pi&ugrave; completo e aggiornato</p>
<h3><strong>Nuova struttura di valutazione</strong></h3>
<p>La norma introduce un percorso esplicito:</p>
<p>&#128073; <strong>Key Enter &rarr; Quick Assessment &rarr; Metodo dettagliato &rarr; Riduzione del rischio</strong></p>
<p><strong>&ndash; Key Enter</strong>: verifica iniziale (compiti &ge; 1 ora/turno o anche meno con forza rilevante)</p>
<p><strong>&ndash; Quick Assessment (Annex B)</strong>: valutazione rapida con 3 esiti:</p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li><strong>accettabile</strong></li>
<li><strong>critico</strong></li>
<li><strong>da esaminare</strong></li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>&ndash; metodo dettagliato se necessario</p>
<h3><strong>Nuovi criteri decisionali</strong></h3>
<ul>
<li><strong>Accettabile</strong>: solo se tutte le condizioni sono rispettate</li>
<li><strong>Critico</strong>: anche una sola criticit&agrave; &rarr; richiede <strong>intervento immediato</strong></li>
<li><strong>Intermedio</strong>: obbligo di valutazione approfondita</li>
</ul>
<p>&#128073; Maggiore chiarezza rispetto alla versione 2007</p>
<h3><strong>Metodi di valutazione</strong></h3>
<p>La nuova norma amplia gli strumenti disponibili (<strong>Annex C &ndash; Table C.1</strong>):</p>
<ul>
<li><strong>OCRA</strong></li>
<li><strong>ACGIH HAL</strong></li>
<li><strong>RSI</strong></li>
<li><strong>HARM</strong></li>
<li><strong>DUET</strong></li>
<li><strong>EAWS</strong></li>
<li><strong>KIM-MHO</strong></li>
<li><strong>ART</strong></li>
</ul>
<p>&#128073; OCRA resta rilevante, ma non pi&ugrave; unico riferimento</p>
<p><strong>Validazione metodi</strong></p>
<p>introdotti criteri formali di <strong>selezione e validazione</strong> (Table C.2)</p>
<h3><strong>&nbsp;Integrazioni tecniche</strong></h3>
<ul>
<li>gestione migliorata di:
<ul>
<li><strong>rotazioni di mansione</strong></li>
<li><strong>multitasking</strong></li>
<li><strong>macro-cicli</strong> (Annex D)</li>
</ul>
</li>
<li>chiarito il collegamento con <strong>ISO 11228-1</strong>:
<ul>
<li>per carichi &ge; <strong>3 kg</strong> &egrave; necessario integrarla</li>
</ul>
</li>
</ul>
<h3><strong>Riduzione del rischio</strong></h3>
<p>Maggiore enfasi su:</p>
<ol>
<li><strong>progettazione ergonomica</strong></li>
<li><strong>organizzazione del lavoro</strong></li>
<li>misure <strong>tecniche, organizzative e formative</strong></li>
</ol>
<h3><strong>Implicazioni per le aziende</strong></h3>
<p>La <strong>ISO 11228-3:2026</strong> diventa il riferimento aggiornato per:</p>
<ul>
<li><strong>DVR 2026</strong></li>
<li>valutazione del rischio ergonomico</li>
<li>gestione dei <strong>movimenti ripetitivi</strong></li>
</ul>
<p>&#128073; Richiede:</p>
<ul>
<li>approccio pi&ugrave; <strong>strutturato e documentato</strong></li>
<li>scelta <strong>motivata del metodo</strong></li>
<li>maggiore attenzione alla <strong>progettazione del lavoro</strong></li>
</ul>
<p><strong>In sintesi</strong></p>
<p>Il passaggio dalla versione 2007 alla 2026 segna un&rsquo;evoluzione verso:</p>
<ul>
<li>pi&ugrave; <strong>metodologie disponibili</strong></li>
<li>maggiore <strong>rigore tecnico</strong></li>
<li>valutazione pi&ugrave; <strong>guidata e trasparente</strong></li>
</ul>
<p>&#128073; Non cambia solo lo strumento, ma il modo di <strong>analizzare, giustificare e gestire il rischio ergonomico</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="mailto:offerte@stillab.it" class="a-breath"><strong>Contattaci ora</strong></a>, saremo lieti di affiancarti passo dopo passo.</p>
</body></html>
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			</item>
		<item>
		<title>La gestione del rischio amianto dopo il D.Lgs. 213/2025</title>
		<link>https://stillab.it/la-gestione-del-rischio-amianto-dopo-il-dlgs-213-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Chirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2026 13:08:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[tutela ambientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inquadramento normativo Il D.Lgs. 213/2025 interviene in modo puntuale sul Capo III del Titolo IX del D.Lgs. 81/2008, senza riscriverne l&#8217;impianto, ma rafforzandone l&#8217;efficacia applicativa in coerenza con la Direttiva (UE) 2023/2668. L&#8217;approccio del legislatore &#232; chiaramente orientato a: ridurre le zone grigie interpretative nella valutazione del rischio amianto; aumentare il livello di controllo reale&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://stillab.it/la-gestione-del-rischio-amianto-dopo-il-dlgs-213-2025/">La gestione del rischio amianto dopo il D.Lgs. 213/2025</a> proviene da <a href="https://stillab.it">Stillab</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<html><body><h3><strong>Inquadramento normativo </strong></h3>
<p>Il <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/01/09/26G00008/SG" class="a-breath"><strong>D.Lgs. 213/2025</strong></a> interviene in modo puntuale sul <strong>Capo III del Titolo IX del D.Lgs. 81/2008</strong>, senza riscriverne l&rsquo;impianto, ma <strong>rafforzandone l&rsquo;efficacia applicativa</strong> in coerenza con la Direttiva (UE) 2023/2668.</p>
<p>L&rsquo;approccio del legislatore &egrave; chiaramente orientato a:</p>
<ul>
<li>ridurre le <strong>zone grigie interpretative</strong> nella valutazione del rischio amianto;</li>
<li>aumentare il <strong>livello di controllo reale dell&rsquo;esposizione</strong>;</li>
<li>migliorare la <strong>tracciabilit&agrave; tecnica e sanitaria</strong> nel lungo periodo.</li>
</ul>
<p>Il decreto non introduce una &ldquo;nuova filosofia&rdquo;, ma <strong>alza l&rsquo;asticella della dimostrabilit&agrave; tecnica</strong> delle scelte adottate dal datore di lavoro.</p>
<h3><strong>Valutazione del rischio: da adempimento a processo tecnico strutturato</strong></h3>
<p>Uno degli elementi pi&ugrave; rilevanti &egrave; il rafforzamento implicito della <strong>valutazione del rischio amianto</strong> come processo tecnico documentato, non pi&ugrave; riducibile a:</p>
<ul>
<li>dichiarazioni di <strong>assenza presunta</strong>;</li>
<li>richiami generici a <strong>censimenti </strong>pregressi.</li>
</ul>
<p>Questo comporta:</p>
<ul>
<li>maggiore attenzione alla <strong>fase di identificazione preventiva dei MCA</strong>, soprattutto nelle attivit&agrave; non tipicamente &ldquo;di bonifica&rdquo; (<em>manutenzioni, ristrutturazioni parziali</em>, <em>interventi impiantistici</em>);</li>
<li><strong>ESEDI &ndash;</strong> necessit&agrave; di giustificare in modo tecnico le <strong>ipotesi di esposizione &ldquo;sporadica e di debole intensit&agrave;&rdquo;</strong>, evitando automatismi.</li>
</ul>
<p>La <strong>valutazione del rischio</strong> tende a diventare <strong>dinamica e contestuale all&rsquo;attivit&agrave;</strong>, pi&ugrave; che statica e legata al solo sito.</p>
<h3><strong>Campo di applicazione: ampliamento sostanziale delle attivit&agrave; rilevanti</strong></h3>
<p>Il decreto chiarisce in modo netto che la disciplina amianto si applica a <strong>tutte le attivit&agrave; che possano comportare rilascio di fibre,</strong> anche se non finalizzate alla rimozione.</p>
<p>Questo significa includere stabilmente nel perimetro amianto:</p>
<ul>
<li><strong>manutenzioni ordinarie e straordinarie</strong>;</li>
<li><strong>lavori edili &ldquo;minori&rdquo;;</strong></li>
<li><strong>attivit&agrave; su impianti tecnologici in edifici datati;</strong></li>
<li><strong>interventi di emergenza</strong>.</li>
</ul>
<p>Ne deriva un <strong>incremento delle interazioni</strong> tra:</p>
<ul>
<li>valutazione del rischio aziendale,</li>
<li>DUVRI,</li>
<li>PSC/ POS</li>
</ul>
<p>con un ruolo centrale del coordinamento tra <strong>RSPP, direzione lavori e imprese esecutrici</strong>.</p>
<p><strong>Misurazioni ambientali e transizione tecnologica</strong></p>
<p>Uno degli aspetti pi&ugrave; tecnici riguarda il <strong>superamento progressivo della microscopia ottica in contrasto di fase (MOCF)</strong> a favore della <strong>microscopia elettronica (SEM)</strong>.</p>
<p>Dal punto di vista operativo:</p>
<ul>
<li>fino al <strong>20 dicembre 2029</strong> &egrave; ammesso un regime transitorio;</li>
<li>successivamente, la microscopia elettronica SEM diventer&agrave; lo standard di riferimento.</li>
</ul>
<p>Ci&ograve; comporta:</p>
<ul>
<li>revisione dei <strong>capitolati di monitoraggio ambientale</strong>;</li>
<li>verifica delle <strong>competenze dei laboratori</strong> incaricati;</li>
<li>maggiore attenzione <strong>all&rsquo;interpretazione dei risultati</strong>, specie in ambienti con fibre sottili non sempre rilevabili con MOCF.</li>
</ul>
<p>Il controllo dell&rsquo;esposizione diventa quindi <strong>pi&ugrave; sensibile e potenzialmente pi&ugrave; critico</strong> rispetto al passato.</p>
<h3><strong>Valore limite di esposizione: conferma formale, irrigidimento sostanziale</strong></h3>
<p>Il valore limite passa da <strong>0,1 fibre/cm&sup3; (TWA 8 ore)</strong> a <strong>0,01 fibre/cm&sup3; (TWA 8 ore)</strong> con una riduzione di dieci volte il valore limite.</p>
<p>Cambia, inoltre, l&rsquo;approccio gestionale:</p>
<ul>
<li>il superamento del limite comporta <strong>l&rsquo;immediata sospensione delle attivit&agrave;</strong>;</li>
<li>la ripresa &egrave; subordinata all&rsquo;adozione di <strong>misure</strong><strong> correttive documentate</strong>.</li>
</ul>
<p>Questo si traduce in:</p>
<ul>
<li>necessit&agrave; di <strong>procedure di emergenza operative</strong> gi&agrave; definite;</li>
<li>integrazione tra <strong>misurazioni, DPI, tecniche operative e organizzazione del lavoro</strong>;</li>
<li><strong>maggiore esposizione</strong> <strong>del datore di lavoro</strong> sul piano delle responsabilit&agrave; decisionali.</li>
</ul>
<p>Il valore limite diventa quindi un <strong>&ldquo;trigger operativo&rdquo;,</strong> non solo un parametro di conformit&agrave;.</p>
<h3><strong>Notifica e documentazione: pi&ugrave; contenuto tecnico, meno formalismo</strong></h3>
<p>La <strong>notifica</strong> agli organi di vigilanza assume un contenuto pi&ugrave; tecnico e meno descrittivo:</p>
<ul>
<li><strong>quantit&agrave; e tipologia di materiali;</strong></li>
<li><strong>tecniche operative adottate;</strong></li>
<li><strong>misure di prevenzione e protezione;</strong></li>
<li><strong>stima dell&rsquo;esposizione.</strong></li>
</ul>
<p>Dal punto di vista gestionale:</p>
<ul>
<li>aumenta l&rsquo;importanza della <strong>coerenza tra DVR, notifica, POS e PSC</strong>;</li>
<li>diventa pi&ugrave; rischiosa la gestione &ldquo;<strong>a compartimenti stagni</strong>&rdquo; della documentazione.</li>
</ul>
<p>La notifica non &egrave; pi&ugrave; un atto isolato, ma parte integrante del sistema di gestione ambiente e sicurezza.</p>
<h3><strong>Sorveglianza sanitaria e registri di esposizione</strong></h3>
<p>Il decreto rafforza il concetto di <strong>memoria dell&rsquo;esposizione</strong>, con particolare attenzione:</p>
<ul>
<li>alla<strong> sorveglianza sanitaria </strong>anche alla cessazione del rapporto di lavoro;</li>
<li>alla conservazione e accessibilit&agrave; dei <strong>registri di esposizione</strong>.</li>
</ul>
<p>Ci&ograve; comporta:</p>
<ul>
<li>aumenta la necessit&agrave; di <strong>integrazione tra dati tecnici e sanitari</strong>;</li>
<li>cresce il valore probatorio della documentazione nel lungo periodo.</li>
</ul>
<p>La gestione amianto assume una dimensione <strong>pluridecennale</strong>, coerente con la latenza delle patologie asbesto-correlate.</p>
<h3><strong>Implicazioni per i sistemi di gestione ambiente e sicurezza:</strong></h3>
<p>Nel complesso, il D.Lgs. 213/2025 spinge verso:</p>
<ul>
<li>maggiore <strong>formalizzazione tecnica</strong> delle scelte;</li>
<li><strong>riduzione della discrezionalit&agrave;</strong> non giustificata;</li>
<li><strong>integrazione</strong> pi&ugrave; stretta tra <strong>valutazione del rischio, controllo operativo e sorveglianza sanitaria.</strong></li>
</ul>
<h4><strong>Conclusioni</strong></h4>
<p>Il <strong>D.Lgs. 213/2025</strong> non rivoluziona la gestione del rischio amianto, ma la rende <strong>pi&ugrave; esigente sul piano tecnico e documentale</strong>.</p>
<p>Bisogna <strong>dimostrare la solidit&agrave; tecnica delle scelte adottate</strong>, in un contesto di controllo pi&ugrave; accurato e tracciabile nel tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vuoi approfondire questo tema? <a href="mailto:offerte@stillab.it" class="a-breath"><strong>Contattaci ora</strong></a>, saremo lieti di affiancarti passo dopo passo.</p>
</body></html>
<p>L'articolo <a href="https://stillab.it/la-gestione-del-rischio-amianto-dopo-il-dlgs-213-2025/">La gestione del rischio amianto dopo il D.Lgs. 213/2025</a> proviene da <a href="https://stillab.it">Stillab</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ergonomia e Invecchiamento della Popolazione Lavorativa</title>
		<link>https://stillab.it/ergonomia-e-invecchiamento-della-popolazione-lavorativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Chirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 10:55:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ergonomia &#232; una disciplina fondamentale per garantire un ambiente di lavoro sano e produttivo, specialmente in un contesto in cui la popolazione lavorativa sta invecchiando. Questo articolo esplorer&#224; l&#8217;importanza dell&#8217;ergonomia non solo come un mezzo di correzione, ma anche come strategia di prevenzione, per mantenere i lavoratori in salute e attivi. Che Cos&#8217;&#232; l&#8217;Ergonomia? L&#8217;ergonomia&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<html><body><p>L&rsquo;ergonomia &egrave; una disciplina fondamentale per garantire un ambiente di lavoro sano e produttivo, specialmente in un contesto in cui la popolazione lavorativa sta invecchiando. Questo articolo esplorer&agrave; l&rsquo;importanza dell&rsquo;ergonomia non solo come un mezzo di correzione, ma anche come strategia di prevenzione, per mantenere i lavoratori in salute e attivi.</p>
<h3><strong>Che Cos&rsquo;&egrave; l&rsquo;Ergonomia?</strong></h3>
<p>L&rsquo;ergonomia &egrave; la scienza interdisciplinare che si occupa di adattare le condizioni di lavoro alle capacit&agrave; e alle caratteristiche dell&rsquo;uomo. L&rsquo;obiettivo &egrave; migliorare la salute, la sicurezza e il comfort dei lavoratori all&rsquo;interno del contesto di lavoro.</p>
<h3><strong>L&rsquo;Invecchiamento della Popolazione Lavorativa</strong></h3>
<p>Sempre pi&ugrave; lavoratori hanno pi&ugrave; di 50 anni. Questo fenomeno &egrave; legato principalmente a due fattori:</p>
<ul>
<li>invecchiamento della popolazione (l&rsquo;aspettativa di vita in Italia &egrave; di circa 83,5 anni);</li>
<li>incremento dell&rsquo;et&agrave; pensionabile.</li>
</ul>
<p>Secondo l&rsquo;Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave; (OMS):</p>
<ul>
<li>&egrave; considerato lavoratore &ldquo;che invecchia&rdquo; (aging worker) chi ha superato i 45 anni;</li>
<li>&egrave; definito lavoratore &ldquo;anziano&rdquo; (aged worker) chi oltrepassa i 55 anni.</li>
</ul>
<p>L&rsquo;invecchiamento demografico comporta un aumento della longevit&agrave;, ma anche la comparsa di aspetti degenerativi tipici della senescenza, come disturbi e patologie muscolo-scheletriche, cardiovascolari, neurologiche, oltre a cambiamenti nella composizione dei gruppi pi&ugrave; longevi, caratterizzati da una progressiva femminizzazione.</p>
<p>La sfida &egrave; adattare i luoghi di lavoro per rispondere alle esigenze di una forza lavoro sempre pi&ugrave; anziana, che dovr&agrave; svolgere una attivit&agrave; professionale di maggior durata e con una maggiore esposizione ai pericoli occupazionali, mantenendo condizioni adeguate di salute psicofisica.</p>
<h3><strong>Ergonomia: Correzione e Prevenzione</strong></h3>
<p>L&rsquo;approccio ergonomico permette di progettare e riprogettare ambienti, attrezzature, metodi e organizzazioni del lavoro per adattarle a tutti i lavoratori, indipendentemente dall&rsquo;et&agrave;.</p>
<p>Ci&ograve; significa intervenire per correggere problemi esistenti, valutando le postazioni di lavoro per identificare i principali fattori di rischio e realizzando interventi mirati a migliorare salute e sicurezza e ridurre il rischio di infortuni.</p>
<p>L&rsquo;ergonomia ha per&ograve; anche un ruolo fondamentale per contribuire alla prevenzione: permette di creare<strong> ambienti che favoriscano il benessere</strong>, riducendo il rischio di sviluppare <em>disturbi muscoloscheletrici</em> con l&rsquo;et&agrave; che avanza e promuovendo <em>buone pratiche ergonomiche</em>. Allo stesso tempo educa i lavoratori all&rsquo;importanza di prendersi cura della propria salute con modalit&agrave; operative corrette.</p>
<h3><strong>La Dinamicit&agrave; degli Ambienti di Lavoro</strong></h3>
<p>Il lavoro contemporaneo &egrave; sempre pi&ugrave; dinamico: le persone cambiano frequentemente mansioni, ruoli e sedi operative. Questo richiede spazi di lavoro flessibili e adattabili, postazioni facilmente modificabili per soddisfare le diverse esigenze dei lavoratori, considerando et&agrave;, genere, caratteristiche individuali e specificit&agrave; dell&rsquo;attivit&agrave; svolta.</p>
<p>Con la diffusione del lavoro da remoto, diventa inoltre importante garantire che i lavoratori dispongano di postazioni ergonomiche adeguate, fornendo strumenti e indicazioni per migliorare l&rsquo;ergonomia anche in contesti non tradizionali.</p>
<h3><strong>Progettazione Inclusiva</strong></h3>
<p>Le aziende devono investire in soluzioni ergonomiche per mantenere i lavoratori non pi&ugrave; giovani sani, attivi e produttivi, creando ambienti accessibili e confortevoli per tutte le et&agrave;.</p>
<p>Per farlo &egrave; fondamentale aggiornare la valutazione dei rischi ergonomici e definire un <strong>piano di miglioramento</strong> efficace e mirato, basato sull&rsquo;analisi dei fattori che determinano la presenza di rischio nelle diverse attivit&agrave; lavorative.</p>
<p>L&rsquo;art. 28 del D.Lgs. 81/08 precisa chiaramente che la valutazione dei rischi deve tener conto dell&rsquo;et&agrave; dei lavoratori. Questo implica non solo intervenire per ridurre o eliminare i rischi esistenti, ma anche adottare un approccio preventivo in grado di garantire benessere, sicurezza e sostenibilit&agrave; delle mansioni lungo tutto l&rsquo;arco della vita lavorativa.</p>
<p>L&rsquo;ergonomia rappresenta uno strumento fondamentale per migliorare complessivamente le condizioni di lavoro dei lavoratori meno giovani.</p>
<p>Gli interventi possibili possono agire su diversi livelli:</p>
<ul>
<li><strong>Postazioni regolabili e flessibili: </strong>regolazione in altezza, possibilit&agrave; di sedute e postazioni mutabili per favorire l&rsquo;alternanza posturale e ridurre l&rsquo;affaticamento fisico;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Strumenti ergonomici</strong>: attrezzature che richiedono minore forza e facilitano posture corrette;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Pesi raccomandati per fasce d&rsquo;et&agrave;: </strong>rispetto delle masse raccomandate nelle attivit&agrave; di movimentazione manuale dei carichi;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Automazioni o ausili: </strong>soluzioni tecniche che evitano posture estreme e riducono il sovraccarico del rachide;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Ritmi di lavoro sostenibili: </strong>organizzazione delle attivit&agrave; ripetitive con pause adeguate per favorire il recupero muscolare;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Interventi ambientali: </strong>illuminazione adeguata per ridurre l&rsquo;affaticamento visivo e aumentare la concentrazione e condizioni microclimatiche ottimali per favorire il benessere termico;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Miglioramento dei turni di lavoro: </strong>riduzione o eliminazione del turno notturno per tutelare la salute cronobiologica;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Interventi cognitivi</strong>: interfacce semplici e intuitive che riducono la frustrazione e l&rsquo;affaticamento cognitivo.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;approccio integrato di pi&ugrave; interventi permette alle aziende di gestire una forza lavoro sempre pi&ugrave; eterogenea e longeva, migliorando sicurezza, produttivit&agrave; e confort.</p>
<h4><strong>Conclusioni</strong></h4>
<p>L&rsquo;ergonomia &egrave; essenziale per garantire un <strong>ambiente di lavoro sano e produttivo</strong>, soprattutto in un contesto di invecchiamento della popolazione lavorativa. Non rappresenta solo un percorso correttivo, ma anche uno s<strong>trumento di prevenzione</strong>.</p>
<p>Investire in ergonomia significa prendersi cura delle <strong>persone</strong>: garantire che i lavoratori rimangano sani nel tempo, accompagnando l&rsquo;invecchiamento lavorativo con soluzioni che preservino la salute e contribuiscano ad un ambiente di lavoro pi&ugrave; produttivo e soddisfacente. Inoltre, &egrave; una strategia con significativi ritorni economici e organizzativi, con <em>costi iniziali ampiamente compensati dai benefici</em> generati nel medio-lungo termine, grazie alla riduzione degli infortuni, dell&rsquo;assenteismo e del turnover e al miglioramento della performance.</p>
<p>Creare condizioni di lavoro ergonomiche &egrave; una responsabilit&agrave; condivisa che richiede l&rsquo;impegno congiunto di datori di lavoro, responsabili della sicurezza e lavoratori, integrando in modo sinergico aspetti tecnici, organizzativi, ambientali e comportamentali, per garantire contesti lavorativi adatti a tutte le et&agrave;.</p>
<p>Vuoi approfondire questo tema? <a href="mailto:consulenza@stillab.it" class="a-breath"><strong>Contattaci ora</strong></a>, saremo lieti di affiancarti passo dopo passo.</p>
</body></html>
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		<title>ISO 45001: che cos’è un Sistema di Gestione della Sicurezza?</title>
		<link>https://stillab.it/iso-45001-che-cose-un-sistema-di-gestione-della-sicurezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Chirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2018 09:50:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[ISO 45001]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[salute e sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[SGSSL]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema di Gestione della Sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un sistema di gestione della sicurezza certificato garantisce <strong>migliori performance in termini di tutela della salute e della sicurezza</strong> dei lavoratori. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<html><body><p>Il 12 marzo 2018 l&rsquo;ISO ha pubblicato il nuovo standard di riconoscimento internazionale&nbsp;<strong>ISO</strong> <strong>45001</strong>, che&nbsp;rappresenta l&rsquo;evoluzione di una serie di norme dedicate alla salute e alla sicurezza. Nello specifico, la nuova normativa <a href="https://www.accredia.it/2018/04/04/nuova-norma-uni-iso-45001-tre-anni-per-completare-la-migrazione-delle-certificazioni-di-sistema-di-gestione-per-la-salute-e-sicurezza-sul-lavoro/" target="_blank" rel="noopener" class="a-breath">sostituir&agrave; progressivamente la BS OHSAS 18001:2007</a>, che&nbsp;dal 12 marzo 2021 non sar&agrave; pi&ugrave; valida.</p>
<p>La ISO 45001 ha l&rsquo;obiettivo di dotare le aziende degli <strong>strumenti</strong> necessari per:</p>
<ul>
<li><strong>gestire i rischi</strong> correlati al lavoro e alla tutela della salute,</li>
<li><strong>migliorare</strong> le performance aziendali nella <strong>prevenzione di infortuni e malattie</strong> professionali.</li>
</ul>
<h2>Che cos&rsquo;&egrave; un Sistema di Gestione della Sicurezza?</h2>
<p>Si tratta di un <strong>sistema organizzativo volontario</strong> che garantisce il <strong>raggiungimento degli obiettivi di salute e sicurezza</strong> dell&rsquo;azienda, riducendone i costi e <a href="https://stillab.it/2018/12/19/iso-45001-perche-conviene-i-costi-e-i-vantaggi/" class="a-breath">massimizzandone i benefici</a>.</p>
<p>Per poter essere efficace, un sistema di gestione della SSL deve possedere le seguenti <strong>caratteristiche</strong>:</p>
<ul>
<li>essere parte del sistema di gestione generale dell&rsquo;impresa,</li>
<li>contemplare la struttura organizzativa, le responsabilit&agrave;, le pratiche, le procedure, i processi, le risorse per realizzare la propria politica per la salute e per la sicurezza sul lavoro,</li>
<li>essere adeguato alle attivit&agrave; svolte, alla dimensione aziendale, alla natura e alle dimensioni dei rischi presenti in azienda.</li>
</ul>
<h2>A chi si rivolge la norma ISO 45001?</h2>
<p><strong>Tutte le organizzazioni possono applicare lo standard ISO 45001.&nbsp;</strong>Dunque non solo le aziende grandi e strutturate, ma anche le piccole organizzazioni, i gruppi attivi a livello globale, le cooperative, le fondazioni, le universit&agrave; e le amministrazioni pubbliche.</p>
<h2>I contenuti principali</h2>
<p>Un sistema di gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, basato sulla norma ISO 45001, permette all&rsquo;organizzazione di migliorarsi. In particolare, la abilita a implementare la&nbsp;<strong>tutela della salute e della sicurezza</strong> di collaboratori e parti coinvolte, mediante le seguenti misure:</p>
<ul>
<li><strong>elaborazione</strong> e attuazione di una<strong> direttiva</strong> e di <strong>obiettivi</strong> per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro,</li>
<li>introduzione di processi sistematici in cui vengano considerati il <strong>contesto</strong>, i <strong>rischi</strong>, le <strong>opportunit&agrave;</strong> e i requisiti legali (e di altra natura) applicabili,</li>
<li><strong>individuazione</strong> dei potenziali <strong>pericoli</strong> e <strong>rischi</strong> di salute e sicurezza sul lavoro collegati alle attivit&agrave; dell&rsquo;organizzazione,</li>
<li><strong>applicazione di misure</strong> volte a eliminare i rischi o introduzione di controlli per minimizzarne le potenziali conseguenze,</li>
<li>introduzione di <strong>controlli aziendali</strong> per la gestione dei rischi di salute e sicurezza sul lavoro e dei requisiti legali e di altra natura dell&rsquo;organizzazione,</li>
<li>incremento della <strong>consapevolezza</strong> dell&rsquo;organizzazione nei confronti dei rischi di salute e sicurezza sul lavoro,</li>
<li>valutazione delle performance in termini di tutela di salute e sicurezza e applicazione di misure adeguate alla loro ottimizzazione,</li>
<li>verifica del coinvolgimento e dell&rsquo;<strong>attiva partecipazione dei lavoratori</strong>.</li>
</ul>
<h2>Come possiamo aiutarti?</h2>
<p>Per supportarti nell&rsquo;allineamento, i nostri esperti possono <strong>affiancarti lungo tutto il percorso necessario alla certificazione</strong>. Alcuni passaggi, infatti, possono rivelarsi particolarmente difficili dal punto di vista operativo. Basta pensare, ad esempio, all&rsquo;identificazione delle prescrizioni legali, il reperimento di risorse, lo sviluppo di competenze, il controllo operativo e la valutazione della conformit&agrave; legislativa.</p>
<h2>I nostri servizi</h2>
<ul>
<li>Audit normativo iniziale per verificare il tuo livello di conformit&agrave;.</li>
<li>Implementazione del Sistema di Gestione della Salute e della Sicurezza sul lavoro (SGSSL).</li>
<li>Redazione, aggiornamento e integrazione dei documenti valutativi.</li>
<li>Registro dinamico della normativa applicabile.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se hai bisogno di aiuto per sviluppare o implementare il tuo Sistema di Gestione della Sicurezza e Salute, non esitare a contattare il nostro&nbsp;<a href="mailto:sicurezza@stillab.it" class="a-breath">Settore Sicurezza</a> o scrivi direttamente al nostro referente per la sicurezza,&nbsp;<a href="mailto:desantis@stillab.it" class="a-breath">geom. Bruno De Santis</a>.</p>
</body></html>
<p>L'articolo <a href="https://stillab.it/iso-45001-che-cose-un-sistema-di-gestione-della-sicurezza/">ISO 45001: che cos’è un Sistema di Gestione della Sicurezza?</a> proviene da <a href="https://stillab.it">Stillab</a>.</p>
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