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	<title>prevenzione &#8226; Stillab</title>
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	<description>Analisi, Formazione &#38; Consulenza</description>
	<lastBuildDate>Sun, 18 Jan 2026 13:11:17 +0000</lastBuildDate>
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	<title>prevenzione &#8226; Stillab</title>
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	<item>
		<title>La gestione del rischio amianto dopo il D.Lgs. 213/2025</title>
		<link>https://stillab.it/la-gestione-del-rischio-amianto-dopo-il-dlgs-213-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Chirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2026 13:08:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[tutela ambientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inquadramento normativo Il D.Lgs. 213/2025 interviene in modo puntuale sul Capo III del Titolo IX del D.Lgs. 81/2008, senza riscriverne l&#8217;impianto, ma rafforzandone l&#8217;efficacia applicativa in coerenza con la Direttiva (UE) 2023/2668. L&#8217;approccio del legislatore &#232; chiaramente orientato a: ridurre le zone grigie interpretative nella valutazione del rischio amianto; aumentare il livello di controllo reale&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://stillab.it/la-gestione-del-rischio-amianto-dopo-il-dlgs-213-2025/">La gestione del rischio amianto dopo il D.Lgs. 213/2025</a> proviene da <a href="https://stillab.it">Stillab</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<html><body><h3><strong>Inquadramento normativo </strong></h3>
<p>Il <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/01/09/26G00008/SG" class="a-breath"><strong>D.Lgs. 213/2025</strong></a> interviene in modo puntuale sul <strong>Capo III del Titolo IX del D.Lgs. 81/2008</strong>, senza riscriverne l&rsquo;impianto, ma <strong>rafforzandone l&rsquo;efficacia applicativa</strong> in coerenza con la Direttiva (UE) 2023/2668.</p>
<p>L&rsquo;approccio del legislatore &egrave; chiaramente orientato a:</p>
<ul>
<li>ridurre le <strong>zone grigie interpretative</strong> nella valutazione del rischio amianto;</li>
<li>aumentare il <strong>livello di controllo reale dell&rsquo;esposizione</strong>;</li>
<li>migliorare la <strong>tracciabilit&agrave; tecnica e sanitaria</strong> nel lungo periodo.</li>
</ul>
<p>Il decreto non introduce una &ldquo;nuova filosofia&rdquo;, ma <strong>alza l&rsquo;asticella della dimostrabilit&agrave; tecnica</strong> delle scelte adottate dal datore di lavoro.</p>
<h3><strong>Valutazione del rischio: da adempimento a processo tecnico strutturato</strong></h3>
<p>Uno degli elementi pi&ugrave; rilevanti &egrave; il rafforzamento implicito della <strong>valutazione del rischio amianto</strong> come processo tecnico documentato, non pi&ugrave; riducibile a:</p>
<ul>
<li>dichiarazioni di <strong>assenza presunta</strong>;</li>
<li>richiami generici a <strong>censimenti </strong>pregressi.</li>
</ul>
<p>Questo comporta:</p>
<ul>
<li>maggiore attenzione alla <strong>fase di identificazione preventiva dei MCA</strong>, soprattutto nelle attivit&agrave; non tipicamente &ldquo;di bonifica&rdquo; (<em>manutenzioni, ristrutturazioni parziali</em>, <em>interventi impiantistici</em>);</li>
<li><strong>ESEDI &ndash;</strong> necessit&agrave; di giustificare in modo tecnico le <strong>ipotesi di esposizione &ldquo;sporadica e di debole intensit&agrave;&rdquo;</strong>, evitando automatismi.</li>
</ul>
<p>La <strong>valutazione del rischio</strong> tende a diventare <strong>dinamica e contestuale all&rsquo;attivit&agrave;</strong>, pi&ugrave; che statica e legata al solo sito.</p>
<h3><strong>Campo di applicazione: ampliamento sostanziale delle attivit&agrave; rilevanti</strong></h3>
<p>Il decreto chiarisce in modo netto che la disciplina amianto si applica a <strong>tutte le attivit&agrave; che possano comportare rilascio di fibre,</strong> anche se non finalizzate alla rimozione.</p>
<p>Questo significa includere stabilmente nel perimetro amianto:</p>
<ul>
<li><strong>manutenzioni ordinarie e straordinarie</strong>;</li>
<li><strong>lavori edili &ldquo;minori&rdquo;;</strong></li>
<li><strong>attivit&agrave; su impianti tecnologici in edifici datati;</strong></li>
<li><strong>interventi di emergenza</strong>.</li>
</ul>
<p>Ne deriva un <strong>incremento delle interazioni</strong> tra:</p>
<ul>
<li>valutazione del rischio aziendale,</li>
<li>DUVRI,</li>
<li>PSC/ POS</li>
</ul>
<p>con un ruolo centrale del coordinamento tra <strong>RSPP, direzione lavori e imprese esecutrici</strong>.</p>
<p><strong>Misurazioni ambientali e transizione tecnologica</strong></p>
<p>Uno degli aspetti pi&ugrave; tecnici riguarda il <strong>superamento progressivo della microscopia ottica in contrasto di fase (MOCF)</strong> a favore della <strong>microscopia elettronica (SEM)</strong>.</p>
<p>Dal punto di vista operativo:</p>
<ul>
<li>fino al <strong>20 dicembre 2029</strong> &egrave; ammesso un regime transitorio;</li>
<li>successivamente, la microscopia elettronica SEM diventer&agrave; lo standard di riferimento.</li>
</ul>
<p>Ci&ograve; comporta:</p>
<ul>
<li>revisione dei <strong>capitolati di monitoraggio ambientale</strong>;</li>
<li>verifica delle <strong>competenze dei laboratori</strong> incaricati;</li>
<li>maggiore attenzione <strong>all&rsquo;interpretazione dei risultati</strong>, specie in ambienti con fibre sottili non sempre rilevabili con MOCF.</li>
</ul>
<p>Il controllo dell&rsquo;esposizione diventa quindi <strong>pi&ugrave; sensibile e potenzialmente pi&ugrave; critico</strong> rispetto al passato.</p>
<h3><strong>Valore limite di esposizione: conferma formale, irrigidimento sostanziale</strong></h3>
<p>Il valore limite passa da <strong>0,1 fibre/cm&sup3; (TWA 8 ore)</strong> a <strong>0,01 fibre/cm&sup3; (TWA 8 ore)</strong> con una riduzione di dieci volte il valore limite.</p>
<p>Cambia, inoltre, l&rsquo;approccio gestionale:</p>
<ul>
<li>il superamento del limite comporta <strong>l&rsquo;immediata sospensione delle attivit&agrave;</strong>;</li>
<li>la ripresa &egrave; subordinata all&rsquo;adozione di <strong>misure</strong><strong> correttive documentate</strong>.</li>
</ul>
<p>Questo si traduce in:</p>
<ul>
<li>necessit&agrave; di <strong>procedure di emergenza operative</strong> gi&agrave; definite;</li>
<li>integrazione tra <strong>misurazioni, DPI, tecniche operative e organizzazione del lavoro</strong>;</li>
<li><strong>maggiore esposizione</strong> <strong>del datore di lavoro</strong> sul piano delle responsabilit&agrave; decisionali.</li>
</ul>
<p>Il valore limite diventa quindi un <strong>&ldquo;trigger operativo&rdquo;,</strong> non solo un parametro di conformit&agrave;.</p>
<h3><strong>Notifica e documentazione: pi&ugrave; contenuto tecnico, meno formalismo</strong></h3>
<p>La <strong>notifica</strong> agli organi di vigilanza assume un contenuto pi&ugrave; tecnico e meno descrittivo:</p>
<ul>
<li><strong>quantit&agrave; e tipologia di materiali;</strong></li>
<li><strong>tecniche operative adottate;</strong></li>
<li><strong>misure di prevenzione e protezione;</strong></li>
<li><strong>stima dell&rsquo;esposizione.</strong></li>
</ul>
<p>Dal punto di vista gestionale:</p>
<ul>
<li>aumenta l&rsquo;importanza della <strong>coerenza tra DVR, notifica, POS e PSC</strong>;</li>
<li>diventa pi&ugrave; rischiosa la gestione &ldquo;<strong>a compartimenti stagni</strong>&rdquo; della documentazione.</li>
</ul>
<p>La notifica non &egrave; pi&ugrave; un atto isolato, ma parte integrante del sistema di gestione ambiente e sicurezza.</p>
<h3><strong>Sorveglianza sanitaria e registri di esposizione</strong></h3>
<p>Il decreto rafforza il concetto di <strong>memoria dell&rsquo;esposizione</strong>, con particolare attenzione:</p>
<ul>
<li>alla<strong> sorveglianza sanitaria </strong>anche alla cessazione del rapporto di lavoro;</li>
<li>alla conservazione e accessibilit&agrave; dei <strong>registri di esposizione</strong>.</li>
</ul>
<p>Ci&ograve; comporta:</p>
<ul>
<li>aumenta la necessit&agrave; di <strong>integrazione tra dati tecnici e sanitari</strong>;</li>
<li>cresce il valore probatorio della documentazione nel lungo periodo.</li>
</ul>
<p>La gestione amianto assume una dimensione <strong>pluridecennale</strong>, coerente con la latenza delle patologie asbesto-correlate.</p>
<h3><strong>Implicazioni per i sistemi di gestione ambiente e sicurezza:</strong></h3>
<p>Nel complesso, il D.Lgs. 213/2025 spinge verso:</p>
<ul>
<li>maggiore <strong>formalizzazione tecnica</strong> delle scelte;</li>
<li><strong>riduzione della discrezionalit&agrave;</strong> non giustificata;</li>
<li><strong>integrazione</strong> pi&ugrave; stretta tra <strong>valutazione del rischio, controllo operativo e sorveglianza sanitaria.</strong></li>
</ul>
<h4><strong>Conclusioni</strong></h4>
<p>Il <strong>D.Lgs. 213/2025</strong> non rivoluziona la gestione del rischio amianto, ma la rende <strong>pi&ugrave; esigente sul piano tecnico e documentale</strong>.</p>
<p>Bisogna <strong>dimostrare la solidit&agrave; tecnica delle scelte adottate</strong>, in un contesto di controllo pi&ugrave; accurato e tracciabile nel tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vuoi approfondire questo tema? <a href="mailto:offerte@stillab.it" class="a-breath"><strong>Contattaci ora</strong></a>, saremo lieti di affiancarti passo dopo passo.</p>
</body></html>
<p>L'articolo <a href="https://stillab.it/la-gestione-del-rischio-amianto-dopo-il-dlgs-213-2025/">La gestione del rischio amianto dopo il D.Lgs. 213/2025</a> proviene da <a href="https://stillab.it">Stillab</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ergonomia e Invecchiamento della Popolazione Lavorativa</title>
		<link>https://stillab.it/ergonomia-e-invecchiamento-della-popolazione-lavorativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Chirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 10:55:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[adattamento]]></category>
		<category><![CDATA[ergonomia]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[salute lavoratori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ergonomia &#232; una disciplina fondamentale per garantire un ambiente di lavoro sano e produttivo, specialmente in un contesto in cui la popolazione lavorativa sta invecchiando. Questo articolo esplorer&#224; l&#8217;importanza dell&#8217;ergonomia non solo come un mezzo di correzione, ma anche come strategia di prevenzione, per mantenere i lavoratori in salute e attivi. Che Cos&#8217;&#232; l&#8217;Ergonomia? L&#8217;ergonomia&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<html><body><p>L&rsquo;ergonomia &egrave; una disciplina fondamentale per garantire un ambiente di lavoro sano e produttivo, specialmente in un contesto in cui la popolazione lavorativa sta invecchiando. Questo articolo esplorer&agrave; l&rsquo;importanza dell&rsquo;ergonomia non solo come un mezzo di correzione, ma anche come strategia di prevenzione, per mantenere i lavoratori in salute e attivi.</p>
<h3><strong>Che Cos&rsquo;&egrave; l&rsquo;Ergonomia?</strong></h3>
<p>L&rsquo;ergonomia &egrave; la scienza interdisciplinare che si occupa di adattare le condizioni di lavoro alle capacit&agrave; e alle caratteristiche dell&rsquo;uomo. L&rsquo;obiettivo &egrave; migliorare la salute, la sicurezza e il comfort dei lavoratori all&rsquo;interno del contesto di lavoro.</p>
<h3><strong>L&rsquo;Invecchiamento della Popolazione Lavorativa</strong></h3>
<p>Sempre pi&ugrave; lavoratori hanno pi&ugrave; di 50 anni. Questo fenomeno &egrave; legato principalmente a due fattori:</p>
<ul>
<li>invecchiamento della popolazione (l&rsquo;aspettativa di vita in Italia &egrave; di circa 83,5 anni);</li>
<li>incremento dell&rsquo;et&agrave; pensionabile.</li>
</ul>
<p>Secondo l&rsquo;Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave; (OMS):</p>
<ul>
<li>&egrave; considerato lavoratore &ldquo;che invecchia&rdquo; (aging worker) chi ha superato i 45 anni;</li>
<li>&egrave; definito lavoratore &ldquo;anziano&rdquo; (aged worker) chi oltrepassa i 55 anni.</li>
</ul>
<p>L&rsquo;invecchiamento demografico comporta un aumento della longevit&agrave;, ma anche la comparsa di aspetti degenerativi tipici della senescenza, come disturbi e patologie muscolo-scheletriche, cardiovascolari, neurologiche, oltre a cambiamenti nella composizione dei gruppi pi&ugrave; longevi, caratterizzati da una progressiva femminizzazione.</p>
<p>La sfida &egrave; adattare i luoghi di lavoro per rispondere alle esigenze di una forza lavoro sempre pi&ugrave; anziana, che dovr&agrave; svolgere una attivit&agrave; professionale di maggior durata e con una maggiore esposizione ai pericoli occupazionali, mantenendo condizioni adeguate di salute psicofisica.</p>
<h3><strong>Ergonomia: Correzione e Prevenzione</strong></h3>
<p>L&rsquo;approccio ergonomico permette di progettare e riprogettare ambienti, attrezzature, metodi e organizzazioni del lavoro per adattarle a tutti i lavoratori, indipendentemente dall&rsquo;et&agrave;.</p>
<p>Ci&ograve; significa intervenire per correggere problemi esistenti, valutando le postazioni di lavoro per identificare i principali fattori di rischio e realizzando interventi mirati a migliorare salute e sicurezza e ridurre il rischio di infortuni.</p>
<p>L&rsquo;ergonomia ha per&ograve; anche un ruolo fondamentale per contribuire alla prevenzione: permette di creare<strong> ambienti che favoriscano il benessere</strong>, riducendo il rischio di sviluppare <em>disturbi muscoloscheletrici</em> con l&rsquo;et&agrave; che avanza e promuovendo <em>buone pratiche ergonomiche</em>. Allo stesso tempo educa i lavoratori all&rsquo;importanza di prendersi cura della propria salute con modalit&agrave; operative corrette.</p>
<h3><strong>La Dinamicit&agrave; degli Ambienti di Lavoro</strong></h3>
<p>Il lavoro contemporaneo &egrave; sempre pi&ugrave; dinamico: le persone cambiano frequentemente mansioni, ruoli e sedi operative. Questo richiede spazi di lavoro flessibili e adattabili, postazioni facilmente modificabili per soddisfare le diverse esigenze dei lavoratori, considerando et&agrave;, genere, caratteristiche individuali e specificit&agrave; dell&rsquo;attivit&agrave; svolta.</p>
<p>Con la diffusione del lavoro da remoto, diventa inoltre importante garantire che i lavoratori dispongano di postazioni ergonomiche adeguate, fornendo strumenti e indicazioni per migliorare l&rsquo;ergonomia anche in contesti non tradizionali.</p>
<h3><strong>Progettazione Inclusiva</strong></h3>
<p>Le aziende devono investire in soluzioni ergonomiche per mantenere i lavoratori non pi&ugrave; giovani sani, attivi e produttivi, creando ambienti accessibili e confortevoli per tutte le et&agrave;.</p>
<p>Per farlo &egrave; fondamentale aggiornare la valutazione dei rischi ergonomici e definire un <strong>piano di miglioramento</strong> efficace e mirato, basato sull&rsquo;analisi dei fattori che determinano la presenza di rischio nelle diverse attivit&agrave; lavorative.</p>
<p>L&rsquo;art. 28 del D.Lgs. 81/08 precisa chiaramente che la valutazione dei rischi deve tener conto dell&rsquo;et&agrave; dei lavoratori. Questo implica non solo intervenire per ridurre o eliminare i rischi esistenti, ma anche adottare un approccio preventivo in grado di garantire benessere, sicurezza e sostenibilit&agrave; delle mansioni lungo tutto l&rsquo;arco della vita lavorativa.</p>
<p>L&rsquo;ergonomia rappresenta uno strumento fondamentale per migliorare complessivamente le condizioni di lavoro dei lavoratori meno giovani.</p>
<p>Gli interventi possibili possono agire su diversi livelli:</p>
<ul>
<li><strong>Postazioni regolabili e flessibili: </strong>regolazione in altezza, possibilit&agrave; di sedute e postazioni mutabili per favorire l&rsquo;alternanza posturale e ridurre l&rsquo;affaticamento fisico;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Strumenti ergonomici</strong>: attrezzature che richiedono minore forza e facilitano posture corrette;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Pesi raccomandati per fasce d&rsquo;et&agrave;: </strong>rispetto delle masse raccomandate nelle attivit&agrave; di movimentazione manuale dei carichi;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Automazioni o ausili: </strong>soluzioni tecniche che evitano posture estreme e riducono il sovraccarico del rachide;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Ritmi di lavoro sostenibili: </strong>organizzazione delle attivit&agrave; ripetitive con pause adeguate per favorire il recupero muscolare;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Interventi ambientali: </strong>illuminazione adeguata per ridurre l&rsquo;affaticamento visivo e aumentare la concentrazione e condizioni microclimatiche ottimali per favorire il benessere termico;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Miglioramento dei turni di lavoro: </strong>riduzione o eliminazione del turno notturno per tutelare la salute cronobiologica;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Interventi cognitivi</strong>: interfacce semplici e intuitive che riducono la frustrazione e l&rsquo;affaticamento cognitivo.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;approccio integrato di pi&ugrave; interventi permette alle aziende di gestire una forza lavoro sempre pi&ugrave; eterogenea e longeva, migliorando sicurezza, produttivit&agrave; e confort.</p>
<h4><strong>Conclusioni</strong></h4>
<p>L&rsquo;ergonomia &egrave; essenziale per garantire un <strong>ambiente di lavoro sano e produttivo</strong>, soprattutto in un contesto di invecchiamento della popolazione lavorativa. Non rappresenta solo un percorso correttivo, ma anche uno s<strong>trumento di prevenzione</strong>.</p>
<p>Investire in ergonomia significa prendersi cura delle <strong>persone</strong>: garantire che i lavoratori rimangano sani nel tempo, accompagnando l&rsquo;invecchiamento lavorativo con soluzioni che preservino la salute e contribuiscano ad un ambiente di lavoro pi&ugrave; produttivo e soddisfacente. Inoltre, &egrave; una strategia con significativi ritorni economici e organizzativi, con <em>costi iniziali ampiamente compensati dai benefici</em> generati nel medio-lungo termine, grazie alla riduzione degli infortuni, dell&rsquo;assenteismo e del turnover e al miglioramento della performance.</p>
<p>Creare condizioni di lavoro ergonomiche &egrave; una responsabilit&agrave; condivisa che richiede l&rsquo;impegno congiunto di datori di lavoro, responsabili della sicurezza e lavoratori, integrando in modo sinergico aspetti tecnici, organizzativi, ambientali e comportamentali, per garantire contesti lavorativi adatti a tutte le et&agrave;.</p>
<p>Vuoi approfondire questo tema? <a href="mailto:consulenza@stillab.it" class="a-breath"><strong>Contattaci ora</strong></a>, saremo lieti di affiancarti passo dopo passo.</p>
</body></html>
<p>L'articolo <a href="https://stillab.it/ergonomia-e-invecchiamento-della-popolazione-lavorativa/">Ergonomia e Invecchiamento della Popolazione Lavorativa</a> proviene da <a href="https://stillab.it">Stillab</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>ISO 45001: che cos’è un Sistema di Gestione della Sicurezza?</title>
		<link>https://stillab.it/iso-45001-che-cose-un-sistema-di-gestione-della-sicurezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Chirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2018 09:50:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[ISO 45001]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[salute e sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[SGSSL]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema di Gestione della Sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un sistema di gestione della sicurezza certificato garantisce <strong>migliori performance in termini di tutela della salute e della sicurezza</strong> dei lavoratori. </p>
<p>L'articolo <a href="https://stillab.it/iso-45001-che-cose-un-sistema-di-gestione-della-sicurezza/">ISO 45001: che cos’è un Sistema di Gestione della Sicurezza?</a> proviene da <a href="https://stillab.it">Stillab</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<html><body><p>Il 12 marzo 2018 l&rsquo;ISO ha pubblicato il nuovo standard di riconoscimento internazionale&nbsp;<strong>ISO</strong> <strong>45001</strong>, che&nbsp;rappresenta l&rsquo;evoluzione di una serie di norme dedicate alla salute e alla sicurezza. Nello specifico, la nuova normativa <a href="https://www.accredia.it/2018/04/04/nuova-norma-uni-iso-45001-tre-anni-per-completare-la-migrazione-delle-certificazioni-di-sistema-di-gestione-per-la-salute-e-sicurezza-sul-lavoro/" target="_blank" rel="noopener" class="a-breath">sostituir&agrave; progressivamente la BS OHSAS 18001:2007</a>, che&nbsp;dal 12 marzo 2021 non sar&agrave; pi&ugrave; valida.</p>
<p>La ISO 45001 ha l&rsquo;obiettivo di dotare le aziende degli <strong>strumenti</strong> necessari per:</p>
<ul>
<li><strong>gestire i rischi</strong> correlati al lavoro e alla tutela della salute,</li>
<li><strong>migliorare</strong> le performance aziendali nella <strong>prevenzione di infortuni e malattie</strong> professionali.</li>
</ul>
<h2>Che cos&rsquo;&egrave; un Sistema di Gestione della Sicurezza?</h2>
<p>Si tratta di un <strong>sistema organizzativo volontario</strong> che garantisce il <strong>raggiungimento degli obiettivi di salute e sicurezza</strong> dell&rsquo;azienda, riducendone i costi e <a href="https://stillab.it/2018/12/19/iso-45001-perche-conviene-i-costi-e-i-vantaggi/" class="a-breath">massimizzandone i benefici</a>.</p>
<p>Per poter essere efficace, un sistema di gestione della SSL deve possedere le seguenti <strong>caratteristiche</strong>:</p>
<ul>
<li>essere parte del sistema di gestione generale dell&rsquo;impresa,</li>
<li>contemplare la struttura organizzativa, le responsabilit&agrave;, le pratiche, le procedure, i processi, le risorse per realizzare la propria politica per la salute e per la sicurezza sul lavoro,</li>
<li>essere adeguato alle attivit&agrave; svolte, alla dimensione aziendale, alla natura e alle dimensioni dei rischi presenti in azienda.</li>
</ul>
<h2>A chi si rivolge la norma ISO 45001?</h2>
<p><strong>Tutte le organizzazioni possono applicare lo standard ISO 45001.&nbsp;</strong>Dunque non solo le aziende grandi e strutturate, ma anche le piccole organizzazioni, i gruppi attivi a livello globale, le cooperative, le fondazioni, le universit&agrave; e le amministrazioni pubbliche.</p>
<h2>I contenuti principali</h2>
<p>Un sistema di gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, basato sulla norma ISO 45001, permette all&rsquo;organizzazione di migliorarsi. In particolare, la abilita a implementare la&nbsp;<strong>tutela della salute e della sicurezza</strong> di collaboratori e parti coinvolte, mediante le seguenti misure:</p>
<ul>
<li><strong>elaborazione</strong> e attuazione di una<strong> direttiva</strong> e di <strong>obiettivi</strong> per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro,</li>
<li>introduzione di processi sistematici in cui vengano considerati il <strong>contesto</strong>, i <strong>rischi</strong>, le <strong>opportunit&agrave;</strong> e i requisiti legali (e di altra natura) applicabili,</li>
<li><strong>individuazione</strong> dei potenziali <strong>pericoli</strong> e <strong>rischi</strong> di salute e sicurezza sul lavoro collegati alle attivit&agrave; dell&rsquo;organizzazione,</li>
<li><strong>applicazione di misure</strong> volte a eliminare i rischi o introduzione di controlli per minimizzarne le potenziali conseguenze,</li>
<li>introduzione di <strong>controlli aziendali</strong> per la gestione dei rischi di salute e sicurezza sul lavoro e dei requisiti legali e di altra natura dell&rsquo;organizzazione,</li>
<li>incremento della <strong>consapevolezza</strong> dell&rsquo;organizzazione nei confronti dei rischi di salute e sicurezza sul lavoro,</li>
<li>valutazione delle performance in termini di tutela di salute e sicurezza e applicazione di misure adeguate alla loro ottimizzazione,</li>
<li>verifica del coinvolgimento e dell&rsquo;<strong>attiva partecipazione dei lavoratori</strong>.</li>
</ul>
<h2>Come possiamo aiutarti?</h2>
<p>Per supportarti nell&rsquo;allineamento, i nostri esperti possono <strong>affiancarti lungo tutto il percorso necessario alla certificazione</strong>. Alcuni passaggi, infatti, possono rivelarsi particolarmente difficili dal punto di vista operativo. Basta pensare, ad esempio, all&rsquo;identificazione delle prescrizioni legali, il reperimento di risorse, lo sviluppo di competenze, il controllo operativo e la valutazione della conformit&agrave; legislativa.</p>
<h2>I nostri servizi</h2>
<ul>
<li>Audit normativo iniziale per verificare il tuo livello di conformit&agrave;.</li>
<li>Implementazione del Sistema di Gestione della Salute e della Sicurezza sul lavoro (SGSSL).</li>
<li>Redazione, aggiornamento e integrazione dei documenti valutativi.</li>
<li>Registro dinamico della normativa applicabile.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se hai bisogno di aiuto per sviluppare o implementare il tuo Sistema di Gestione della Sicurezza e Salute, non esitare a contattare il nostro&nbsp;<a href="mailto:sicurezza@stillab.it" class="a-breath">Settore Sicurezza</a> o scrivi direttamente al nostro referente per la sicurezza,&nbsp;<a href="mailto:desantis@stillab.it" class="a-breath">geom. Bruno De Santis</a>.</p>
</body></html>
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