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	<title>certificazione ambientale &#8226; Stillab</title>
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	<description>Analisi, Formazione &#38; Consulenza</description>
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	<title>certificazione ambientale &#8226; Stillab</title>
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		<title>Rischio idrogeologico: come prevenire i danni e tutelare l&#8217;incolumità delle persone</title>
		<link>https://stillab.it/rischio-idrogeologico-come-prevenire-i-danni-e-tutelare-lincolumita-delle-persone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Chirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2021 15:20:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[Contributo Ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[gestione ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[tutela ambientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Eventi atmosferici sempre pi&#249; improvvisi e di portata elevata, associati agli aspetti geomorfologici del terreno o alla presenza di fiumi, causano con frequenza danni che mettono a rischio l&#8217;incolumit&#224; delle persone. Il rischio idrogeologico costituisce uno dei maggiori rischi ambientali, con significativi impatti sulla vita, sulla sicurezza dei servizi e sulle attivit&#224; di un dato&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<html><body><p><strong>Eventi atmosferici </strong>sempre pi&ugrave;<strong> improvvisi</strong> e di <strong>portata elevata</strong>, associati agli <strong>aspetti geomorfologici</strong> del <strong>terreno</strong> o alla <strong>presenza di fiumi</strong>, causano con <strong>frequenza danni</strong> che mettono <strong>a rischio l&rsquo;incolumit&agrave;</strong> delle persone.</p>
<p>Il <strong>rischio idrogeologico</strong> costituisce uno dei <strong>maggiori rischi ambientali,</strong> con significativi <strong>impatti sulla vita</strong>, sulla <strong>sicurezza dei servizi</strong> e <strong>sulle attivit&agrave;</strong> di un dato territorio.</p>
<p>Nello specifico implica una maggior frequenza di frane e <strong>smottamenti,</strong> causati <strong>dall&rsquo;erosione del terreno</strong> o da <strong>esondazioni,</strong> a seguito di <strong>condizioni meteo anomale</strong>, come ad esempio un&rsquo;alluvione.</p>
<p>Il <strong>rischio idrogeologico </strong>&egrave; strettamente <strong>legato all&rsquo;attivit&agrave; dell&rsquo;uomo </strong>e alle <strong>caratteristiche</strong> proprie del <strong>terreno</strong>.</p>
<h2>Quali sono i danni del dissesto idrogeologico?</h2>
<p>Le conseguenze dovute a <strong>fenomeni idrogeologici</strong> causano <strong>diversi disagi</strong>.<br>
Il danneggiamento dei <strong>sistemi di depurazione</strong> e <strong>distribuzione delle acque</strong> ed i <strong>danni strutturali a edifici</strong>, <strong>strade</strong> e <strong>centri urbani</strong>, ne sono solo un esempio.<br>
A questi si associa un <strong>pericolo elevato</strong> per la salvaguardia dell&rsquo;<strong>incolumit&agrave; delle persone</strong>.</p>
<h2>Cause del rischio idrogeologico</h2>
<p>&Egrave; importante ricordare che i <strong>danni</strong> causati da <strong>rischio idrogeologico </strong>sono <strong>rapportati </strong>alla <strong>tipologia del terreno</strong>, ma le <strong>cause pi&ugrave; rilevanti </strong>sono costituite dalle <strong>attivit&agrave; umane</strong>.<br>
Un esempio di queste sono:</p>
<ul>
<li>la <strong>cementificazione</strong></li>
<li>la <strong>deforestazione</strong></li>
<li><strong>l&rsquo;abusivismo edilizio</strong></li>
<li><strong>l&rsquo;abbandono dei terreni d&rsquo;altura</strong></li>
<li>le <strong>estrazioni di idrocarburi </strong>e di <strong>acqua </strong>dal sottosuolo</li>
<li>gli <strong>interventi invasivi </strong>e non ponderati <strong>sui corsi d&rsquo;acqua</strong></li>
<li>la <strong>mancanza</strong> di <strong>manutenzione</strong> degli stessi</li>
</ul>
<p><strong>Riparare i&nbsp;danni</strong>&nbsp;da <strong>rischio idrogeologico</strong>&nbsp;in&nbsp;<strong>Italia</strong>&nbsp;ci <strong>costa quattro volte in pi&ugrave; che</strong> <strong>prevenirli</strong>. Secondo i <strong>dati&nbsp;Ispra,</strong>&nbsp;dal 1944 ad oggi il nostro Paese ha speso circa <strong>75 miliardi di euro</strong> per <strong>rimediare</strong> agli effetti del <strong>dissesto</strong>. Si tratta in media di 1 miliardo di euro all&rsquo;anno.</p>
<p>In <strong>progettazione</strong>&nbsp;e <strong>realizzazione </strong>di&nbsp;<strong>opere di prevenzione</strong>&nbsp;abbiamo <strong>investito invece 5,6 miliardi di euro</strong>, ovvero <strong>circa 300 milioni l&rsquo;anno</strong>.</p>
<h2><strong>La normativa</strong> in materia di <strong>tutela delle acque e di rischio idrogeologico</strong></h2>
<p>Negli <strong>ultimi anni la normativa</strong> in materia di <strong>tutela delle acque e di rischio idrogeologico</strong> si &egrave; <strong>evoluta</strong>.</p>
<ul>
<li><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2017-02-06&amp;atto.codiceRedazionale=17A00828&amp;elenco30giorni=false" class="a-breath"><strong>La Dir. n. 2007/60/CE </strong></a>si occupa dell&rsquo;attivit&agrave; di <strong>intervento, prevenzione e mitigazione</strong> del <strong>rischio idrogeologico</strong>.</li>
<li><strong>Il D.Lgs. n. 152/2006</strong> &ldquo;Norma in materia ambientale&rdquo;, stabilisce <strong>competenze</strong> e <strong>introduce il PAI 8</strong> (Piano stralcio per l&rsquo;assetto&nbsp;idrogeologico), il cui <strong>scopo</strong> &egrave; la <strong>riduzione del rischio idrogeologico</strong>.</li>
<li><strong>Il D.Lgs. n. 49/2010 </strong>&ldquo;Attuazione della direttiva 2007/60/CE, relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi alluvioni&rdquo;, disciplina a <strong>livello distrettuale</strong> la <strong>pianificazione di gestione</strong> del <strong>rischio alluvione</strong>.</li>
</ul>
<p>Ad oggi, per&ograve;, <strong>non risultano ancora istituite le Autorit&agrave; di Distretto</strong>.<br>
Con il D.Lgs. n. 219 del 10 dicembre 2010 sono state definite delle <strong>misure transitorie</strong>, secondo le quali le <strong>Autorit&agrave; di Bacino </strong>di rilievo nazionale, di cui alla legge 183/1989 e le <strong>Regioni,</strong> si occupano degli <strong>strumenti di pianificazione </strong>e <strong>coordinamento</strong> nell&rsquo;ambito del <strong>distretto idrografico di appartenenza</strong>.</p>
<h2>Piano di emergenza in caso di rischio</h2>
<p>Il <strong>Piano di emergenza</strong> &egrave; <strong>uno degli strumenti pi&ugrave; importanti</strong> nell&rsquo;ambito del sistema della sicurezza.</p>
<p>Si tratta dello strumento <strong>da conoscere ed utilizzare in caso di emergenza</strong>, nei luoghi di lavoro e di abitazione, <strong>nell&rsquo;ambito di rischio idrogeologico</strong>.</p>
<p>A livello nazionale, con il DPCM del 20/2/2019 &egrave; stato approvato il <strong>Piano Nazionale per la Mitigazione del Rischio Idrogeologico</strong>, che prevede <strong>misure di emergenza, prevenzione, manutenzione ed organizzative</strong>.</p>
<h2>Azione preventiva per il rischio idrogeologico</h2>
<p>Poich&eacute; il <strong>rischio idrogeologico </strong>&egrave; <strong>altamente legato all&rsquo;attivit&agrave; dell&rsquo;uomo</strong>, abbiamo la <strong>possibilit&agrave; di intervenire preventivamente </strong>per <strong>ridurre il rischio </strong>e i <strong>danni </strong>che verrebbero causati con l&rsquo;inevitabile <strong>sopraggiungere di eventi rovinosi</strong>.</p>
<p>Come <strong>conoscere</strong> le <strong>misure da adottare</strong> per <strong>un&rsquo;azione preventiva</strong>?<br>
<strong>Stillab</strong>, <a href="https://stillab.it/area-ambiente/" class="a-breath">studio di consulenza</a> <strong>specializzato </strong>in questo ambito, ti supporta in materia di <strong>sicurezza </strong>e <strong>ambiente</strong>, consentendoti di <strong>raggiungere con semplicit&agrave; </strong>i tuoi <strong>obiettivi </strong>di <strong>prevenzione</strong> e <strong>protezione, <a href="mailto:segreteria@stillab.it" class="a-breath">contattaci qui</a>.</strong></p>
</body></html>
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			</item>
		<item>
		<title>Emissioni in atmosfera: le nuove modifiche del D.Lgs 102/2020 guardano all&#8217;ambiente</title>
		<link>https://stillab.it/emissioni-in-atmosfera-le-nuove-modifiche-del-d-lgs-102-2020-guardano-allambiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Chirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2021 07:51:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente sospetto di inquinamento o confinato]]></category>
		<category><![CDATA[Certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[Contributo Ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni atmosferiche]]></category>
		<category><![CDATA[gestione ambientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A tre anni dall&#8217;ultimo Decreto Legislativo relativo alla limitazione delle emissioni in atmosfera dei medi impianti di combustione (183/2017) arrivano integrazioni e correzioni: &#232; stato infatti approvato un nuovo documento che definisce inoltre il riordino del quadro normativo degli stabilimenti che producono emissioni nell&#8217;atmosfera, ai sensi dell&#8217;art. 17 della Legge 170 del 12 agosto 2016.&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<html><body><p>A tre anni dall&rsquo;ultimo Decreto Legislativo relativo alla <strong>limitazione delle emissioni in atmosfera dei medi impianti di combustione</strong> (183/2017) arrivano <strong>integrazioni e correzioni</strong>: &egrave; stato infatti approvato un nuovo documento che definisce inoltre il riordino del quadro normativo degli stabilimenti che producono emissioni nell&rsquo;atmosfera, ai sensi dell&rsquo;art. 17 della Legge 170 del 12 agosto 2016.</p>
<p>Vediamo insieme quali sono alcune delle <strong>principali modifiche apportate dal <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/08/13/20G00120/sg" class="a-breath">D. Lgs n.102 del 30 luglio 2020,</a> </strong>entrato in vigore il 28 agosto, quali realt&agrave; riguardano e qual &egrave; il loro obiettivo.</p>
<h2><strong>MODIFICHE DEL DECRETO 2020 SULLE EMISSIONI: CHI, COSA, PERCH&Eacute;.&nbsp; </strong></h2>
<p>Innanzitutto, le modifiche legislative riguardano gli <strong>stabilimenti</strong> gi&agrave; autorizzati ma anche quelli che stanno per attivare o hanno in corso un procedimento per ottenere autorizzazione (e che si concluder&agrave; dopo il 28 agosto). Le misure tengono conto dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti e della Conferenza unificata, definiscono <strong>nuove scadenze temporali</strong>, puntano i riflettori su temi di <strong>salute ambientale</strong> e hanno lo <strong>scopo</strong> di:</p>
<ul>
<li><strong>assicurare la certezza normativa</strong> in materia di obblighi e controlli circa la gestione degli stabilimenti che producono emissioni in atmosfera</li>
<li><strong>razionalizzare le procedure autorizzative e il sistema delle sanzioni</strong>, per le imprese e i gestori privati di impianti termici civili</li>
</ul>
<h2><strong>NUOVI TERMINI DI ADEGUAMENTO DEGLI IMPIANTI</strong></h2>
<p><strong>L&rsquo;ART. 3</strong>&nbsp;introduce nuove scadenze&nbsp;sulle&nbsp;<strong>autorizzazioni degli stabilimenti</strong>:</p>
<ul>
<li>Gli impianti in esercizio al 19 dicembre 2017 devono adeguarsi alle disposizioni dell&rsquo;articolo 294 modificato dal Decreto, sulle prescrizioni per il rendimento di combustione, sulla base primo rinnovo dell&rsquo;autorizzazione <strong>entro il 1&deg; gennaio 2025</strong>.</li>
<li>Se uno o pi&ugrave; impianti ricadono nel divieto di cui all&rsquo;<strong>art. 272 comma 4</strong>, il gestore deve presentare domanda di autorizzazione ai sensi dell&rsquo;articolo 269 entro 3 anni.</li>
<li><strong>Per l&rsquo;adeguamento alla prescrizione dell&rsquo;articolo 271, comma 7-bis, del D. Lgs. 152/2006</strong>i gestori degli stabilimenti o delle installazioni in esercizio in cui le sostanze o le miscele previste da tale norma sono utilizzate nei cicli produttivi da cui originano le emissioni dovranno presentare domanda di autorizzazione <strong>entro un anno dalla data di entrata in vigore (28/08/2021)</strong>.</li>
<li>La&nbsp;<strong>durata di 15 anni delle autorizzazioni </strong>generali si applica anche alle adesioni alle autorizzazioni generali vigenti alla data di entrata in vigore del Decreto.</li>
</ul>
<h2><strong>LA SALUTE MERITA PI&Ugrave; DI UNO SGUARDO: </strong><strong>MODIFICHE AL CODICE AMBIENTE</strong></h2>
<p>La parola d&rsquo;ordine di ogni cambiamento migliorativo, oggi, deve essere: <strong>pi&ugrave; attenzione all&rsquo;ambiente e alla salute</strong>. E le due cose sono strettamente collegate. All&rsquo;origine delle integrazioni e correzioni del Decreto n. 102 c&rsquo;&egrave; indubbiamente un&rsquo;accresciuta consapevolezza e la volont&agrave; di trovare soluzioni per migliorare la salute e il benessere sia delle persone sia del Pianeta. <strong>Ecco a grandi linee le modifiche</strong>:</p>
<h3><strong>EMISSIONI ODORIGENE E SOLVENTE ORGANICO</strong></h3>
<p><strong>L&rsquo;art. 268</strong> introduce <strong>nuove definizioni di&nbsp;<em>&ldquo;emissioni odorigene&rdquo;</em></strong><em>&nbsp;</em>(emissioni convogliate o diffuse aventi effetti di natura odorigena) e<em>&nbsp;<strong>&ldquo;solvente organico&rdquo;</strong> </em>(qualsiasi composto organico volatile usato da solo o in combinazione con altri agenti)</p>
<h3><strong>SOSTANZE CANCEROGENE O TOSSICHE</strong></h3>
<p><strong>L&rsquo;art. 271, con l&rsquo;inserimento del comma 7-bis</strong>, ora introduce <strong>limiti alle emissioni</strong> delle sostanze classificate come <strong>cancerogene</strong> o <strong>tossiche per la riproduzione</strong> o <strong>mutagene</strong> (<strong>H340, H350, H360</strong>) e delle sostanze con <strong>tossicit&agrave; e cumulabilit&agrave;</strong> particolarmente elevate.</p>
<ul>
<li>Queste <strong>sostanze</strong>, e quelle classificate come &ldquo;<strong>estremamente preoccupanti</strong>&rdquo; (SVCH) secondo il Regolamento REACH devono essere <strong>sostituite non appena tecnicamente ed economicamente possibile</strong> nei cicli produttivi da cui originano emissioni delle sostanze stesse.</li>
<li>Ogni <strong>cinque anni</strong>, a decorrere dalla data di rilascio o di rinnovo dell&rsquo;autorizzazione, i gestori degli stabilimenti o delle installazioni in cui le sostanze previste dal comma 7bis sono utilizzate nei cicli produttivi da cui originano le emissioni <strong>inviano all&rsquo;autorit&agrave; competente una relazione</strong> con la quale si analizza la disponibilit&agrave; di alternative, se ne considerano i rischi e si esamina la fattibilit&agrave; tecnica ed economica della sostituzione delle predette sostanze. L&rsquo;autorit&agrave; competente pu&ograve; <strong>richiedere la presentazione di una domanda di aggiornamento</strong> o di rinnovo dell&rsquo;autorizzazione</li>
</ul>
<h3><strong>IMPIANTI CON POTENZA TERMICA = O &lt; 5 MW </strong></h3>
<p><strong>L&rsquo;art. 281, con l&rsquo;inserimento del 10-bis</strong>, stabilisce che <strong>agli impianti in deroga fino al 19 dicembre 2017</strong>, poi esclusi da questo regime con il D. Lgs n. 183/2017, si applicano i termini di <strong>adeguamento e le procedure di rilascio, rinnovo o riesame dell&rsquo;autorizzazione</strong> previsti dall&rsquo;articolo 273-bis per i medi impianti di combustione di <strong>potenza termica nominale pari o inferiore a 5 MW</strong>.</p>
<h3><strong>RAPPORTO ARIA-COMBUSTIONE</strong></h3>
<p><strong>Il comma 1 dell&rsquo;articolo 294 &egrave; stato riscritto</strong>: per ottimizzare il rendimento di combustione gli impianti disciplinati dal <strong>titolo I della parte quinta </strong>del decreto, eccetto quelli previsti dall&rsquo;allegato IV, parte I, alla stessa parte quinta, devono essere dotati, ove tecnicamente possibile, di un <strong>sistema di controllo della combustione che consenta la regolazione automatica del rapporto aria-combustibile</strong>. Ai fini della disposizione non si applicano le norme di aggregazione previste dall&rsquo;articolo 272, comma 1.</p>
<h2><strong>COLLABORARE PER METTERSI A NORMA: CONSULENZA E ANALISI STILLAB</strong></h2>
<p>Valutare la natura e il grado di emissioni della propria impresa, per rispettare le nuove norme guardando sempre al benessere di tutti, richiede l&rsquo;aiuto di professionisti e professioniste dell&rsquo;analisi e della consulenza. Noi di <strong>Stillab</strong> ci occupiamo di <strong>seguirti passo dopo passo in tutti gli aspetti della gestione ambientale e nella risposta agli obblighi di legge</strong>, nonch&eacute; di prelevare e analizzare:</p>
<ul>
<li><strong>polveri e metalli</strong></li>
<li><strong>COV</strong></li>
<li><strong>gas di combustione</strong></li>
<li><strong>inquinanti e microinquinanti organici e PCB</strong></li>
</ul>
<p>E controllare:</p>
<ul>
<li><strong>le condizioni microclimatiche</strong></li>
<li><strong>i composti organici e inorganici, le fibre aerodisperse, le fibre di amianto, gli agenti cancerogeni</strong></li>
<li><strong>gli agenti microbiologici aerodispersi</strong></li>
</ul>
<p>Consulta <a href="https://stillab.it/laboratorio/#" class="a-breath"><strong>qui</strong></a>&nbsp;tutti i nostri servizi e <a href="mailto:%20info@stillab.it" class="a-breath"><strong>contattaci</strong></a> per avere informazioni pi&ugrave; precise su ci&ograve; che possiamo fare per te</p>
</body></html>
<p>L'articolo <a href="https://stillab.it/emissioni-in-atmosfera-le-nuove-modifiche-del-d-lgs-102-2020-guardano-allambiente/">Emissioni in atmosfera: le nuove modifiche del D.Lgs 102/2020 guardano all&#8217;ambiente</a> proviene da <a href="https://stillab.it">Stillab</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Vantaggi ISO 14001 &#124; Quali sono i benefici del Sistema di Gestione Ambientale?</title>
		<link>https://stillab.it/un-en-iso-140012015-costi-e-benefici-del-sistema-di-gestione-ambientale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Chirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Dec 2018 08:45:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[costi 14001]]></category>
		<category><![CDATA[ISO 14001]]></category>
		<category><![CDATA[SGA]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema di gestione ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[UN EN ISO 14001:2015]]></category>
		<category><![CDATA[vantaggi 14001]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Adottare un Sistema di Gestione Ambientale ti permette di <strong>migliorare le performance e la reputazione</strong> della tua azienda, oltre a portare <strong>benefici economici</strong> e ad aprirti nuove <strong>opportunità di business</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://stillab.it/un-en-iso-140012015-costi-e-benefici-del-sistema-di-gestione-ambientale/">Vantaggi ISO 14001 | Quali sono i benefici del Sistema di Gestione Ambientale?</a> proviene da <a href="https://stillab.it">Stillab</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<html><body><p>Tra gli argomenti faticosi e resistenti, in ambito aziendale, c&rsquo;&egrave; quello del <strong>Sistema di Gestione Ambientale</strong> (SGA). Spesso l&rsquo;azienda ci chiede quali siano i <strong>costi</strong> e soprattutto quali i <strong>vantaggi della ISO 14001</strong>. In breve, fatica a capire perch&eacute; dovrebbe&nbsp;implementare la certificazione&nbsp;nella propria impresa: in fondo si tratta di <em>semplici questioni legate all&rsquo;ambiente</em>. Valutiamo quindi insieme spese e opportunit&agrave;.</p>
<h2>Dal costo all&rsquo;investimento</h2>
<p>L&rsquo;implementazione di un Sistema di Gestione Ambientale all&rsquo;interno della propria azienda prevede i seguenti <strong>costi</strong>:</p>
<ol>
<li>costo dell&rsquo;<strong>Ente</strong> di Certificazione,</li>
<li>costo della <strong>consulenza</strong>,</li>
<li><strong>formazione</strong> del personale,</li>
<li>eventuali costi di adeguamento di <strong>impianti e attrezzature</strong>.</li>
</ol>
<p>&Egrave; importante per&ograve; sapere che, relativamente ai punti 3 e 4, &egrave; prevista la <strong>possibilit&agrave; di accesso ad agevolazioni e finanziamenti</strong> e, soprattutto, che oltre il 50 % delle organizzazioni* si dichiara capace di stimare i <strong>benefici legati alla certificazione</strong> <a href="https://stillab.it/2018/11/06/un-en-iso-140012015-nuovo-standard-per-la-gestione-ambientale/" class="a-breath">UNI EN ISO 14001</a>, anche in termini economici.</p>
<p>In quest&rsquo;ottica risulta evidente come, piuttosto che di costi, sarebbe <strong>corretto parlare di investimenti</strong>.</p>
<h2>Che benefici offre la ISO 14001?</h2>
<p>Un Sistema di Gestione Ambientale, a fronte dei costi investiti, offre molteplici <strong>opportunit&agrave;</strong>. Tra i benefici della ISO 14001 ci sono:</p>
<ul>
<li>significative riduzioni degli<strong> sprechi</strong>,</li>
<li>miglioramento dell&rsquo;immagine, della credibilit&agrave; e della <strong>reputazione aziendale</strong>,</li>
<li>garanzia di un <strong>approccio sistematico</strong> e preordinato alle emergenze ambientali,</li>
<li><strong>facile integrazione</strong> con ulteriori Sistemi di Gestione,</li>
<li>riduzione dei <strong>costi assicurativi</strong>,</li>
<li>riduzione del 30% degli <strong>oneri autorizzativi</strong> (per aspetti quali emissioni in atmosfera, scarichi idrici, rifiuti, ecc.),</li>
<li>maggiore <strong>competitivit&agrave;</strong>,&nbsp;anche nel settore degli appalti pubblici,</li>
<li><strong>risparmi indotti</strong> attraverso gli indicatori di performance ambientale, sostenibilit&agrave; energetica e analisi dei costi ambientali (es. recupero vs smaltimento).</li>
</ul>
<p>Inoltre, poich&eacute;&nbsp;un&rsquo;azienda certificata tende a collaborare con aziende certificate, tra i vantaggi della ISO 14001 c&rsquo;&egrave; anche la <strong>possibilit&agrave; di ampliare il mercato della tua impresa</strong>.</p>
<h2>Come possiamo aiutarti?</h2>
<p>Dal punto di vista operativo, gli elementi che risultano pi&ugrave; difficili da implementare per il 60% del campione* sono l&rsquo;identificazione delle prescrizioni legali, il reperimento di risorse, lo sviluppo di competenze, il controllo operativo e la valutazione della conformit&agrave; legislativa. In Stillab puoi contare su un gruppo di <strong>esperti consulenti ambientali</strong>, in grado di supportarti in <strong>tutte le fasi della certificazione</strong>.</p>
<h2>I nostri servizi:</h2>
<ul>
<li>Analisi Ambientale Iniziale (AAI)</li>
<li>Implementazione del Sistema di Gestione Ambientale (SGA)</li>
<li>Dichiarazione ambientale</li>
<li>Registro dinamico della normativa applicabile</li>
</ul>
<p>Se hai bisogno di aiuto per sviluppare o implementare il tuo Sistema di Gestione Ambientale, non esitare a contattare il nostro&nbsp;<a href="mailto:ambiente@stillab.it" class="a-breath">Settore Ambiente</a>. o scrivi direttamente al nostro riferimento per la tutela ambientale,&nbsp;<a href="mailto:montafia@stillab.it" class="a-breath">dott. Giuseppe Montafia</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*<small>risultati dell&rsquo;indagine <em>Benefici, costi e aspettative della certificazione ISO 14001 per le organizzazioni italiane</em> condotta da <a href="https://www.accredia.it/" target="_blank" rel="noopener" class="a-breath">Accredia</a> e <a href="https://cesqa.eu/" target="_blank" rel="noopener" class="a-breath">Cesqa</a>, Centro studi qualit&agrave; ambiente dell&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Padova, presso le organizzazioni italiane pubbliche e private con Sistema di Gestione Ambientale (SGA) certificato sotto accreditamento.</small></p>
</body></html>
<p>L'articolo <a href="https://stillab.it/un-en-iso-140012015-costi-e-benefici-del-sistema-di-gestione-ambientale/">Vantaggi ISO 14001 | Quali sono i benefici del Sistema di Gestione Ambientale?</a> proviene da <a href="https://stillab.it">Stillab</a>.</p>
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			</item>
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		<title>ISO 14001:2015 &#124; Il nuovo standard per la Gestione Ambientale</title>
		<link>https://stillab.it/un-en-iso-140012015-nuovo-standard-per-la-gestione-ambientale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Chirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Nov 2018 07:22:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[Performance Ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[SGA]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema di gestione ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[UNI EN ISO 14001]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo standard internazionale assicura alla tua azienda <strong>migliori performance ambientali</strong> e maggiore competitività sul mercato. Scopri di più sulla certificazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://stillab.it/un-en-iso-140012015-nuovo-standard-per-la-gestione-ambientale/">ISO 14001:2015 | Il nuovo standard per la Gestione Ambientale</a> proviene da <a href="https://stillab.it">Stillab</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/REC-html40/loose.dtd">
<html><body><p>Il 15 settembre 2018 &egrave; entrata ufficialmente in vigore la norma&nbsp;<strong>UNI EN ISO 14001:2015</strong>. Le aziende con un <a href="https://services.accredia.it/context.jsp?ID_LINK=1231&amp;area=6" target="_blank" rel="noopener" class="a-breath">Sistema di Gestione Ambientale</a> (SGA) certificato secondo il nuovo standard internazionale registrano&nbsp;<strong>vantaggi organizzativi</strong> e migliori&nbsp;<strong>performance ambientali</strong>. Inoltre, riscontrano&nbsp;significativi <strong>benefici</strong><strong>&nbsp;economici</strong>: dalla riduzione dei costi a una maggiore competitivit&agrave; sul mercato.</p>
<h2>Le novit&agrave; della ISO 14001 rispetto all&rsquo;edizione precedente</h2>
<h3>La struttura</h3>
<p>Il testo della norma aggiornata segue il nuovo indice della HLS (High Level Structure), articolato in 10 capitoli e comune a tutte le nuove norme di sistema. Sono stati introdotti <strong>capitoli nuovi</strong>, come il cap.4 sul <em>Contesto</em> e il cap.5 sulla <em>Leadership</em>. Altri invece sono stati <strong>rivisti</strong>: il cap.9 sulla <em>valutazione delle prestazioni</em>, che comprende i requisiti sul monitoraggio sull&rsquo;audit e sul riesame della Direzione; il cap.10 sul <em>Miglioramento</em>, all&rsquo;interno del quale scompare lo strumento dell&rsquo;azione preventiva; il Cap.7 sui <em>processi di supporto</em>.</p>
<h3>Prestazioni ambientali</h3>
<p>Tra i risultati o gli esiti del Sistema di Gestione deve essere compreso l&rsquo;<strong>accrescimento delle prestazioni ambientali</strong> dell&rsquo;organizzazione stessa, definendo e analizzando appropriati KPIs (Key Performance Indicator).</p>
<h3>Capitolo 4: il contesto dell&rsquo;organizzazione</h3>
<p>Per la prima volta, in ambito normativo, si promuovono la capacit&agrave; e la volont&agrave; di un&rsquo;azienda di <strong>confrontarsi con il proprio contesto</strong>. In particolare, l&rsquo;impresa dev&rsquo;essere in grado di individuare i propri interlocutori, di ascoltarne le richieste e sollecitarne i fabbisogni impliciti, facendosi carico delle aspettative fino a considerarle veri e propri obblighi da assolvere.</p>
<h3>Capitolo 5: la leadership</h3>
<p>Il nuovo standard punta a rafforzare la relazione tra gestione ambientale e business aziendale. Tutto il <strong>Top Management&nbsp;</strong>&egrave; infatti coinvolto, partendo dall&rsquo;integrazione della politica e degli obiettivi ambientali negli indirizzi strategici dell&rsquo;organizzazione.</p>
<h3>Rischi e opportunit&agrave;</h3>
<p>Questa &egrave; un&rsquo;importante novit&agrave; comune a tutti i nuovi Sistemi di Gestione. L&rsquo;organizzazione deve determinare opportunit&agrave; da cogliere e minacce da evitare, per raggiungere i risultati prefissi. In questo modo si evitano effetti indesiderati e si assicura una <strong>performance aziendale</strong> di livello <strong>superiore</strong> e <strong>costante</strong>.</p>
<h3>Analisi del ciclo di vita</h3>
<p>L&rsquo;organizzazione deve, inoltre, individuare e <strong>valutare gli aspetti ambientali</strong> dei propri prodotti o servizi considerando una <strong>prospettiva di ciclo di vita</strong>. Ci&ograve; significa che deve considerare i possibili impatti ambientali dei prodotti o servizi a partire dalle fasi del reperimento delle materie prime e fino allo smaltimento o recupero finale.</p>
<h2>In che modo possiamo aiutarti?</h2>
<p><strong>Stillab</strong> mette a tua disposizione un gruppo di <a href="https://stillab.it/i-servizi-di-consulenza/" target="_blank" rel="noopener" class="a-breath">esperti consulenti ambientali</a> in grado di condurre la tua impresa in tutte le fasi della certificazione. Ti supportiamo nella gestione di ogni aspetto necessario al corretto adempimento di tutti i requisiti previsti dalla normativa.</p>
<h2>I nostri servizi</h2>
<ul>
<li>Conduzione di analisi ambientale iniziale.</li>
<li>Realizzazione di un&rsquo;analisi del contesto completa.</li>
<li>Definizione di una Politica Aziendale per l&rsquo;Ambiente.</li>
<li>Definizione dei ruoli e delle responsabilit&agrave; specifiche in materia ambientale.</li>
<li>Individuazione degli obiettivi ambientali e delle risorse per raggiungerli.</li>
<li>Perseguire il miglioramento continuo della performance ambientale.</li>
<li>Definizione, implementazione, monitoraggio e miglioramento dei processi, delle procedure e delle registrazioni previste dai requisiti della ISO 14001.</li>
<li>Assistenza durante la visita di certificazione.</li>
</ul>
<p>Siamo inoltre in grado di effettuare audit di conformit&agrave; condotti da professionisti abilitati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se hai bisogno di <strong>aiuto per sviluppare o implementare il tuo Sistema di Gestione Ambientale</strong>, non esitare a contattare il ns.&nbsp;<a href="mailto:ambiente@stillab.it" class="a-breath">Settore Ambiente</a>.</p>
<p>Ns. riferimento <a href="mailto:montafia@stillab.it" class="a-breath">dott. Giuseppe Montafia</a>.</p>
</body></html>
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